Gel? No, grazie: preferisco Grease!

novembre 13, 2002 in Spettacoli da Redazione

32509(1)Continua il successo per la rappresentazione del celebre musical al Teatro Alfieri di Torino. Ieri alle 20.30 i ritardatari si accalcavano ancora alle porte a vetro del confortevole teatro in Piazza Solferino e osservandone i visi, si distinguevano un po’ tutti gli stili e tutte le età. Se poi avevo ancora qualche dubbio sul fatto che uno spettacolo del genere potesse attirare ancora oggi tanta gente, mi è stato cancellato praticamente dall’inizio, quando, con mia grande sorpresa, ho sentito che gli spettatori battevano il tempo della musica con le mani e con i piedi! Dico spettatori e quindi anche la sottoscritta, un po’ sorpresa che la naturale riservatezza di un pubblico ben abituato avesse lasciato il sopravvento ad un’entusiastica e manifesta partecipazione.

Ma è proprio vero, in Grease, la gente partecipa. Vabbè, forse bisognerebbe essere dei pezzi di legno per rifiutare il ritmo di queste musiche e canzoni stile Rock ‘n’ Roll o non sciogliersi quando l’imbrillantinatissimo Danny Zucco, canta “Sandy”, per la biondissima, tenerissima, e candidissima Sandy.

Certo, per chi ha già visto il film con John Travolta e Olivia Newton John (ovvero quasi tutti), il paragone è sempre dietro l’angolo, e proprio per questo, questi ragazzi, tutti giovani 23/24enni, risultano essere ancora più bravi, perché sfidano il mito e anche la precedente versione, in cui Sandy era rappresentata da Lorella Cuccarini e Danny da Giampiero Ingrassia.

Il musical, nato negli States, per il fare il verso ai film di Hollywood, da due autori, Warren Casey e Jim Jacobs, rimasti al verde in seguito a sfortunate vicende lavorative completamente diverse da quelle artistiche, si impianto’ stabilmente e felicemente a Broadway nel giro di un anno, diventando uno dei più rappresentati. Ha visto come suoi protagonisti lo stesso John Travolta, poi protagonista dell’omonimo film, e persino un allora sconosciutissimo Richard Gere, durante una rappresentazione londinese.

La versione italiana, prodotta da Musical Italia, sotto la direzione artistica di Saverio Marconi e Silvio Testi calca le scene dal 1997, e da due anni, seguendo l’esempio di altri musical stranieri, ha cambiato cast, dando la possibilità ad altri giovani di misurarsi con il ruolo degli americanissimi liceali del Rydell, ciuffi imbrillantinati contro vestitini anni ’50, hamburger e drive-in a iosa. Danny Zucco alias Michele Carfora, che aveva già consacrato la sua fama nella parte di Kenickie, proprio in Grease; Simona Samarelli per Sandy e nei ruoli di Rizzo e Kenickie, Alice Mistroni e Francesco Guidi. Completano il cast altri 15 attori, cantanti ballerini, veramente bravi della Compagnia della Rancia, che catturano immediatamente la simpatia degli spettatori. Il premio del miglior ciuffo va senza dubbio al mitico DJ Vince Fontaine, in questa edizione ancora interpretato da un autentico DJ: Mauro Marino!

La mia preferita resta sempre Rizzo, che qui ho trovato veramente eccezionale, ragazzaccia maschiaccio dal cuore tenero che per vivere la vita non esita a rischiare la sua reputazione di brava ragazza americana. Ma non sarebbe comunque giusto riservare la notorietà solo a loro perché tutti i personaggi, dalla “secchia” ragazza pon-pon, al fusto atletico in un improbabile costume sportivo (più mutanda e maglione…), alla cicciottissima e vitalissima compagna di “Bel culo” (in italiano nel testo, mi si perdoni la citazione, ma lo è licenza artistica e in un mondo di liceali, non può mancare qualche eccesso linguistico… E non solo linguistico, … vedere per credere!), la fallita apprendista parrucchiera con i capelli ogni giorno di colori tanto diversi quanto assolutamente kitch, e via via tra i The Birds e le Pink Ladies, persino alla direttrice e all’angelo custode versione Elvis the Pelvis, sono fedelissimi all’originale eppure originali essi stessi.

Credo che sia proprio difficile che Grease tramonti, non solo, come disse Jim Jacobs, perché il rock ‘n’ roll ha tuttora i suoi estimatori o perché passata l’epoca della brillantina si è comunque affermata quella del gel, ma perché la storia rappresentata è sempre vera – ragazze e ragazzi, tutti impegnati nell’eterno dilemma “becca di più chi fa il figo o chi fa il tenerone” per lui e “vive meglio chi fa la ragazza facile o la santarellina” per lei, ovvero “come vivere felici assieme passando al meglio questo nostro tempo sulla terra”. Inoltre, ma questo solo per i non-americani, mostra che anche gli americani, quando vogliono, sanno prendersi in giro e vedere i limiti dei modelli che si impongono! E si sa prendere in giro, ha detto qualcuno, non si annoia mai…

Lo spettacolo verrà rappresentato a Torino ancora fino al 16 novembre.

di Gabriella Gibiino