Francesco, un Uomo, un Santo

ottobre 17, 2004 in Spettacoli da Adriana Cesarò

angelo branduardiAl Teatro Alfieri di Torino approda lo spettacolo del Santo D’Assisi, in scena dal 19 al 24 ottobre. E’ un appuntamento suggestivo ed affascinante che ha il compito di aprire gli Eventi d’autunno della nuova stagione di Torino Spettacoli. La storia del Santo Francesco D’Assisi è costruita sui testi di Stefania Garibaldi e sulle musiche di Angelo Branduardi; la regia è di Oreste Castagna; le coreografie di Alberta Palmisano e le scenografie e costumi di Paola Benvenuto. L’interpretazione è affidata a un cast di ballerini, attori e musicisti guidati dallo stesso Branduardi. Sotto il Patrocinio dell’Ufficio diocesano per la pastorale missionaria di Milano, che destineranno parte degli incassi a cinque progetti di solidarietà e condivisione (in Kenya, Colombia, Burundi e Moldova). Francesco, un uomo un santo racconta la storia di un personaggio la cui vicenda umana e spirituale si è consolidata trasversalmente nei tempi, nelle filosofie e nelle religioni del mondo.

Angelo Branduardi – la cui capacità di conciliare musica e poesia racchiudendo magistralmente culture ed epoche distanti tra loro è stupefacente – è in scena come un abile pittore capace di impreziosire lo sviluppo della storia con una “pennellata” viva e coinvolgente. In un susseguirsi di viaggi virtuali dal medioevo ad oggi – che il pubblico intraprenderà durante lo svolgimento della rappresentazione – le storie di Francesco e dei suoi compagni si riveleranno di straordinaria modernità e a-temporalità. In scena: immagini, forme e colori ispirati ai dipinti di Giotto; dialoghi, costumi e tematiche sorprendentemente ricche di analogie a dispetto di epoche e culture così distanti tra loro. Francesco, un uomo, un santo non è un musical, non è una commedia, non un testo musicato, né un balletto. E’ un po’ tutto questo, portato in scena grazie ad un fluido connubio, nello svolgimento armonico dei momenti, dei pensieri, dei fatti che hanno segnato e contraddistinto la vita di Francesco. È un’opera a più livelli, una serie di cerchi concentrici volti a unire la profondità del teatro recitato, l’intramontabile armonia di forme della danza e la profondità della musica.

La parola all’autrice, Stefania Garibaldi: Nel presentare un’opera, si sceglie solitamente di raccontare qualcosa sul personaggio protagonista, ma noi non vogliamo. Non crediamo ci sia nulla da aggiungere sulla carismatica figura di San Francesco. Possiamo solo sottolineare che quest’opera è semplicemente la storia di un grande uomo e che la scelta artistica è mirata a far vivere un po’ di San Francesco in ognuno di noi. San Francesco che è prima di tutto un uomo che, con il suo esempio, fa riflettere tutti sulla propria vita e su tematiche più che mai attuali: la pace, l’ecologia, la speranza e la solidarietà. Francesco che è solare, pieno di vita, passionale come un uomo qualunque; che è vittima della rabbia di fronte alle ingiustizie e che si lascia prendere dallo sconforto; ma che, grazie alla sua fede profonda, non smette di credere di poter cambiare il mondo. E così ha fatto. Francesco che, controllando l’“animalità” insita in sé stesso, sceglie la strada della speranza e della compassione. Francesco che è forte e debole allo stesso momento, innamorato della vita e disgustato dalle sofferenze; Francesco che ama la natura nella sua totalità ed è cosciente di poter vedere la vita anche nel dolore e nella malvagità. Francesco che è legato da una forte fede con Chiara, una fede per la stessa missione. Tutto questo vuole essere trasmesso grazie alle inconfondibili e profonde note di Angelo Branduardi che, ancora una volta, si dimostra uno dei più grandi talenti della musica italiana. L’opera può essere letta in tre tempi: musica, recitazione e danza: un connubio di arti per il più naturale dei messaggi, spesso dimenticato: l’amore per l’umanità tutta.

di Adriana Cesarò