Festival Cinema Donne

marzo 5, 2001 in Spettacoli da Claris

Torino ed il cinema: un connubio inscindibile che una volta ogni anno, e per una settimana, diventa un matrimonio completamente al femminile. Da questa sera il Festival Internazionale Cinema delle Donne, giunto all’ottava edizione, trasforma la città in un megaschermo rosa.

Clara Rivalta, direttrice del Festival, così racconta difficoltà, lavoro e passioni: “sebbene le quasi insormontabili difficoltà finanziarie che condizionano la portata delle iniziative da proporre limitano e complicano drammaticamente l’Organizzazione dell’Evento, mettendo pressoché in ginocchio le organizzatrici ci siamo adoperate allo stremo delle nostre forze per non mancare, ancora una volta, al nostro appuntamento annuale con il Pubblico, il cui sostegno caloroso e incoraggiante nel corso degli anni, ci ha spinto a continuare il nostro lungo, irto e difficile cammino verso mete artistiche e culturali sempre più ambiziose e all’incontro con le Registe di tutto il mondo, che trovano nel Festival un efficace strumento che garantisce la possibilità di presentare le loro opere, frutto di altrettante fatiche, anche in Italia”.

Il programma è tra i più interessanti: 56 le opere in programma, di cui molte presentate dalle autrici, registe esordienti o professioniste già affermate; due nomi su tutti quelli dell’effervescente Kelly McGillis e dell’affascinante Isabelle Huppert. I film, divisi nei tre concorsi in programma (lungo e cortometraggi, documentari), provengono dai cinque continenti: Canada, Stati Uniti, Australia, India, Cina, Taiwan, Iran, Israele, Camerun, Tunisia, Marocco e tutta Europa. La proposta è quella di un viaggio intorno al globo con immagini intense ed attuali realizzate dalla cinematografia femminile contemporanea.

Nove film di grande qualità sono l’humus della sezione regina. Uno dei temi principali è la famiglia, ma non mancano le violenze, le amicizie ed i riferimenti ai viaggi ed al palcoscenico. Tra i favoriti sicuramente Chronicle of love dell’israeliana Tzini Trope, drammatica storia di una ricca assistente sociale che vive una situazione simile a quelle delle sue assistite.

Pungenti e talvolta dissacranti i cortometraggi in concorso, così come interessanti e stimolanti sono i documentari selezionati, importanti lavori di ricerca che illuminano il percorso delle donne. Tra questi ultimi segnaliamo Arjuna della Van Brabant che tratta il tema dell’handicap, raccontando la storia di un ragazzo down artista, pittore e scultore. Molto attuale anche il film di Katya Bankowsky sulla boxe femminile e su Lucia Rijker in particolare, imbattuta campionessa mondiale.

Il consueto appuntamento con la personale è dedicato alla regista anglo-indiana Pratibha Parmar, dalla ricca produzione militante e di introspezione psicologica, che spazia da internet alle bidonville, dalla politica al rock. Indimenticabile Sari red, che racconta la tragica storia di una ragazza indiana uccisa in Gran Bretagna.

Il Festival si arricchisce di una grande festa per il pubblico e per le artiste, di incontri con il pubblico e di due stimolanti tavole rotonde, venerdì 9 e sabato 10 alle 17.30, rispettivamente su “Il lungo cammino delle donne: confronto tra registe, giornaliste, scrittrici, storiche, sociologhe, imprenditrici e politiche” e “Donne e sport: ostacoli e nuovi traguardi”.

A giudicare le donne del cinema, una giuria internazionale che assegnerà premi da cinque (offerto dall’Oréal), tre ed un milione rispettivamente per i vincitori delle sezioni lunghi, documentari e corti. Da non dimenticare la sezione dedicata alla Scuola: le classi che interverranno al mattino potranno assistere alla proiezione di ben 5 film.

Appuntamento dunque nella rinnovata multisala Massimo, al primo Festival dalla sua riapertura, per condividere storie che vanno oltre millenni di prevaricazioni, ingiustizie, contraddizioni, sfruttamenti cui le donne sono state o sono ancora vittime nella vita privata, nel lavoro, nella vita sociale.

Festival Internazionale Cinema delle Donne

06 –11 marzo 2001

Cinema Massimo – via Verdi, 18 – Torino

di Claris