Fare gli italiani-Teatro

febbraio 7, 2011 in Spettacoli da Benedetta Gigli

Essere presenti nel percorso ideativo e testuale che ha portato alla costruzione dell’identità italiana nei centocinquanta anni dalla sua nascita, è uno stimolo in più per tutti noi, artisti, tecnici e squadra al completo, a imparare, conoscere, amare una storia complessa e appassionante di cui ognuno si sente figlio.

Evelina Christillin

150 teatro stabileNell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino – con il sostegno di Iren – organizza una nuova stagione teatrale dal titolo Fare gli italiani – Teatro, che ripercorre le principali aree tematiche della mostra Fare gli italiani in programma alle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dal 18 marzo 2011.

Fare gli italiani – Teatro da febbraio a novembre 2011, racconterà i 150 anni italiani attraverso spettacoli di argomento storico, sociale e politico e da incontri di approfondimento realizzati in collaborazione con Il Circolo dei Lettori di Torino. La prima sessione sarà dedicata al tema Lavoro e Industria, poi a seguire i temi della Prima Guerra Mondiale, la Questione Meridionale, le Città Italiane, il Risorgimento, la Seconda Guerra Mondiale, i Partiti e Movimenti Politici, il Dopoguerra, lo Sport e, per concludere, i Movimenti Migratori. Contemporaneamente, nella sala grande del Circolo dei Lettori, si svolgeranno vari incontri di approfondimento della rassegna teatrale con interventi di personaggi come Ascanio Celestini, Marco Revelli e molti altri.

Ad aprire la rassegna, l’8 Febbraio sarà un testo originale di Andrea Bajani: Il pitone, con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa (che cura anche le musiche originali), e per la regia di Alfonso Santagata.

Potremo assistere alle riflessioni personali e epocali di un uomo che, dopo diciottomila giorni di vita, ovvero a cinquant’anni, perde il proprio lavoro e scopre come siano mutate radicalmente le prospettive e le aspettative sociali in Italia, da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e un elemento fondante dell’umana dignità, al trionfo dell’odierno precariato, divenuto forma più o meno palese di ricatto sociale.

Per il programma completo, vi rinviamo al sito dello Stabile: www.teatrostabiletorino.it

di Benedetta Gigli