Europe Greece

luglio 11, 2004 in Punti di Vista da Simona Margarino

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“…but if God sort it so / ’Tis more than we deserve, or I expect” (William Shakespeare, The Tragedy Of King Richard The Third).

Portugal, summer 2004.

Grecia Euro 2004It happens, and nobody knows exactly why, that things have the weird habit of longing for a return. There was a time when Greece was an undisputed power, and whoever had tried to compete would have lost. Later all rules changed and somebody else started to gain ground, laughing at the decayed Olympus. Now that war has been transferred into a field of grass and the aim is trampling a clod of world called Europe by rolling on it a leather ball, well, it is an unlikely past to resuscitate without swords any more, while the deepest irony comes out of a pair of dirty socks and a face covered with spits rather than sweat.

Today we’ve been booked the hotel as long as the semi-finals, that England seems well prepared, have you shaved before coming to the stadium? there’s going to be a TV from my home-town, where is the coach? these shoes are too short, everybody keeps on swearing and complaining, hard guys, eh?, you should cut your tongue instead, we must stay united, now let’s sing the national anthem while showering, hand on the heart, or downwards?; wow, won this one too, what about tomorrow?, …read here: “a bunch of damned lucky rookie players is going forward”, yes, we’ve arrived to the very end, and I was supposed to get married on Sunday, what shall I do now?

Wedding postponed, of course; what only matters is the eternal glory in an album of adhesive pictures. The evident results, in a word: 10 pages of nothing on the newspaper, a smelly t-shirt that suddenly costs millions, people repeating your name as if you were a Pericles reborn, and something valuable in the wallet. Worth fighting for that, right? First thing, then: to defend oneselves. Second thing: to pray the ancient Mars for a hand. Gods might be capricious, but they would but seldom delude their child Greece. So the preface becomes an epilogue, 11:0 and the prize is back in the arena of Athens, let’s all stand up, and applaud.

Nikopolidis, Seitaridis, Dellas, Kapsis, Fyssas, Zagorakis, Katsouranis, Basinas, Giannakopoulos, Charisteas, Vryzas, Tsiartas, Karagounis, Rehhagel.

Grecia Europa

“…ma se Iddio ha disposto che sia così / allora è più di quel che noi meritiamo o che io non m’aspetti” (William Shakespeare, Riccardo III).

Portogallo, estate 2004.

Succede, e nessuno sa esattamente perché, che le cose abbiamo la strana abitudine di desiderare un ritorno. Ci fu un tempo in cui la Grecia era potenza indiscussa, e chiunque avesse cercato di competere, avrebbe perso. Poi cambiarono tutte le regole e qualcun altro iniziò a guadagnar terreno, ridendo dell’Olimpo decaduto. Ora che la guerra è stata trasferita in un campo d’erba e lo scopo è calpestare un grumo di mondo chiamato Europa facendoci rotolare sopra una palla di pelle, beh, è un passato improbabile a resuscitare ormai senza pugnali, mentre la più profonda ironia viene fuori da un paio di calzini sporchi e una faccia coperta di sputi anziché sudore.

Oggi ci hanno prenotato l’hotel fino alle semifinali, quell’Inghilterra sembra ben preparata, ti sei rasato prima di venire allo stadio? ci sarà una TV della mia città, dov’è il Mister? queste scarpe sono troppo corte, continuano tutti a imprecare e lamentarsi, duri, eh?, tu invece dovresti tagliarti la lingua, dobbiamo stare uniti, adesso cantiamo l’inno sotto la doccia, mano sul cuore, o più giù?, wow, vinta anche questa, e domani che sarà?, …leggete qui: “un gruppetto di matricole dannatamente fortunate sta andando avanti”, sì, siamo proprio alla fine, e pensare che io dovevo sposarmi domenica, che faccio ora?

Matrimonio rinviato, ovviamente; ciò che importa è solo la gloria eterna in un album di figurine. I risultati evidenti, in una parola: 10 pagine di niente sul giornale, una maglietta puzzolente che improvvisamente costa milioni, la gente che ripete il tuo nome come se fossi un Pericle redivivo, e qualcosa di valore nel portafoglio. Vale la pena lottare per questo, giusto? Prima cosa, allora: difendersi. Seconda cosa: pregare l’antico Marte di darti una mano. Gli Dei potranno anche essere capricciosi, ma non deluderebbero che raramente la propria prole Grecia. E così la prefazione diventa epilogo, 11:0 e il premio è di nuovo nell’arena di Atene, alziamoci tutti, e applaudiamo.

Nikopolidis, Seitaridis, Dellas, Kapsis, Fyssas, Zagorakis, Katsouranis, Basinas, Giannakopoulos, Charisteas, Vryzas, Tsiartas, Karagounis, Rehhagel.

di Simona Margarino