Esultanze Mondiali

giugno 14, 2002 in Sport da Enrico Zambruno

Valli a capire, i giocatori. In un Mondiale dove regna l’incertezza e il colpo di scena, vedi eliminazione di Francia e Argentina, la singolarità del gesto di alcuni rende le partite più belle e affascinanti. L’azione in questione è l’esultanza: nella nostra serie A ne abbiamo viste di tutti i colori, dalla mitragliatrice di Batistuta al trenino dei giocatori del Bari, con locomotiva fatta da Guerrero. Oggi nella competizione iridata si è ritrovato il gusto della fantasia, della quale anche Walt Disney ne sarebbe fiero. Commovente per i sentimentali quella dello spagnolo Raul, che ha portato in Asia il suo famoso “bacia-fede” in onore della moglie.

L’anulare sinistro che dopo ogni sua marcatura si avvicina alla bocca e poi si inarca verso l’aria: scene da “Casablanca”. La storia recente trova il nome anche di Alessandro Del Piero, che dopo il gol salvezza contro il Messico dedica, con il dito alzato verso il cielo, la sua “perla” al papà andatosene via troppo presto.

C’è spazio anche per la rivincita di una paese intero, come sta a dimostrare l’esultanza del coreano Ahn al gol del pareggio contro gli Usa: una “pattinata” sul ghiaccio, in ricordo della medaglia d’oro squalificata alle ultime Olimpiadi invernali del connazionale pattinatore. La festa con balletto dei giocatori del Senegal è invece l’immagine più divertente, che va al-di-là della semplice gioia calcistica. Lì c’è tutto l’umore di una generazione.

Chiusura per l’attuale capocannoniere del torneo, il tedesco Klose: le capriole in giro per il mondo non sono mai mancate, ma la sua senza l’appoggio delle mani è un autentico prodigio. Con l’aiuto delle dieci dita esultavano Ugo Sanchez e Thomas Skuravhy: lui ha voluto fare meglio. Nella speranza personale che in futuro possa divenire più forte dei pur bravi ex attaccanti di Real Madrid e Genoa.

di Enrico Zambruno