Echoone, tutto in uno!

agosto 1, 2004 in Musica da Momy

EchooneChe la passione per la musica sia una malattia che contagia un sacco di persone, è cosa risaputa, ed è un privilegio del quale tutti possono usufruire. Non lo stesso si può dire della capacità di fare musica: questa è cosa elitaria, di quelle che devi avere nel DNA…

Andrea Milan, in arte Echoone, è uno dei pochi fortunati che hanno la musica nel sangue: nato in una piccola città vicino a Torino, ha cominciato a scrivere canzoni all’età di 12 anni. Da quel momento in avanti la sua è stata una crescita costante, che lo ha portato, nel corso degli anni, a vestire i panni di cantante, autore, produttore, performer…

Oggi, all’uscita del suo secondo lavoro, può dire di aver raggiunto una piena maturità artistica, rivelata dalla capacità di saper ascoltare e collaborare con chi, a torto o a ragione, in questo momento è qualche gradino sopra di lui nella scala musicale italiana. Qualche nome in particolare? Michele Lazzarini al sax, Massimo al basso, Antonio Martignon alla chitarra… ma ce ne sono molti altri che ruotano intorno al suo mondo. A cominciare da quelli che lo accompagnano nel suo ultimo lavoro…

Il tuo mondo di suoni è nato dalla musica pop, si è espanso al funk, ed in questo ultimo disco “Keep in style” si è allargato anche al latin, se volessimo darne una definizione, da dove dovremmo partire?

Considererei questo ultimo lavoro come una collezione di idee. In generale sono una persona che fa fatica a mantenere l’interesse focalizzato su una cosa sola. Questo si riflette anche sul mio modo di comporre. Benché la mia “tavolozza” sonora in realtà non cambi molto, ho la necessità di scrivere brani sempre molto diversi l’uno dall’altro. Questo mio modo di comporre mi porta anche a lavorare su sette-otto canzoni nello stesso periodo.

“Keep in style” è il secondo disco della produzione del progetto Echoone, il primo era “[email protected]”, quali le differenze fondamentali?

Penso che lo stile sia sempre molto simile, ma mentre “[email protected]” era più una collezione dei pezzi più belli che avessi scritto fino al periodo della sua uscita, “Keep in style” è stato scritto con un progetto preciso, e sebbene le canzoni siano molto diverse tra loro, un certo filo conduttore tra i brani lo rendo forse più omogeneo.

Dal disco emerge un modo di scrivere del tutto personale. Ci sono momenti particolari del giorno in cui scrivi i testi?

Non ci sono dei momenti particolari, tendo a scrivere i testi esclusivamente quando sono ispirato. Molte volte questo capita in macchina, allora succede che canto il testo fino a quando non ho la possibilità di scriverlo da qualche parte. Così a volte ne nasce insieme pure la melodia.

Il brano che dà il titolo all’album (Keep in style) è forse il brano più particolare del disco, come è nato?

Ha avuto un periodo di gestazione lunghissimo. Forse un anno e mezzo. Ho dapprima composto una parte di melodia ed aggiunto il groove, ma l’ispirazione per il testo tardava ad arrivare così ho deciso di aspettare. L’occasione per scrivere il testo è arrivata quando è arrivato il momento di esibirsi live. Ho scritto quasi di getto un testo sullo stato d’animo del momento e per caricare me stesso in vista della nuova avventura. Poi il mio chitarrista Stefano Ricciardi ci ha messo la ciliegina sulla torta con il suo splendido assolo…

Come è nata invece la collaborazione per “Me voy”?

Dalla mia amicizia con Antonio Martignon, ed Elizabeth Diaz e la loro band. Stavo cercando una sonorità latin divertente che sdrammatizzasse un po’ il testo del brano, e loro mi hanno dato quel pizzico di “salsa” per farlo esplodere.

Prima hai accennato alle esibizioni live, vuoi parlarcene?

Certo, abbiamo una band di cui sono molto orgoglioso. E’ formata da due chitarristi bravissimi (Stefano Serafino e Stefano Ricciardi), un sassofonista (Gianni Laccone), un percussionista/corista (Beppe Serafino), bassista e batterista (Adriano Schirripa e Alessandro Cacciola). La band è molto affiatata, e come vedi dalla composizione di essa, siamo pronti a fare ballare tutti sulle note funky di “Summertime blues”…

Per informazioni: www.echoone.net

La band

Echoone

Stefano Ricciardi – Chitarra, Cori

Collaborazioni con Lucio Dalla, Luigi Cilumbrello, varie partecipazioni al Premio Recanati

Stefano Serafino – Chitarra ritmica

Ha suonato con il gruppo “Les oiseaux” col quale è arrivato alla finale di Emergenza Rock 2003 tenutasi a Firenze, numerose collaborazioni in studio con Echoone

Adriano Schirripa – Basso

Ha suonato nelle band: Black Out (Dance), Lenti a Contatto (Fusion), e Mass Media (Progressive), storico gruppo degli anni 70 riscoperto nel corso degli ultimi anni dal pubblico americano e giapponese per i quali in programma c’è un tour ed un album in pubblicazione

Alessandro Cacciola – Batteria

Ha suonato con i Flux (pop/rock) nei primi anni ’90, con Andrea Scagliarini (grande armonicista blues) e i Red roadsters, ed attualmente collabora anche con i Bancarotta fraudolenta (rock)

Beppe Serafino – Percussioni, cori

E’ stato cantante/chitarrista per la Big Band “Pizzi & blues”, chitarrista ritmico per “Les oiseaux” col quale è arrivato alla finale di Emergenza Rock 2003 tenutasi a Firenze, numerose collaborazioni in studio con Echoone

Gianni Laccone – Saxofono

Diplomato in clarinetto al conservatorio di Foggia, ha avuto moltissime esperienze nel campo concertistico classico internazionale. E’ stato 1° clarinetto solista per diverse bande di lirica sinfonica pugliesi ed abruzzesi. Ha suonato in vari gruppi funk e jazz ed in sezione. Ha collaborato con lo storico cantante funky anni ’70 libanese Patrick Samson

Dicono di lui…

Sergio Caputo (Cantante)

[…] direi che [echoone] e’ bravissimo, i pezzi sono belli e la direzione e’ molto precisa e lui e’ un cantante molto bravo con una bella voce. Gli arrangiamenti anche son belli, […] hai un bel progetto in mano […]

Francesco Perilli (Dj di Radio RTL 102.5)

[…] Voglio farti i miei complimenti: belli i pezzi, belli gli arrangiamenti, bella la tua voce. Bravo…devi insistere, perchè le tue idee sono vincenti. […]

Ken Huges (Rivista americana Keyboard)

[…] If Duran Duran had grown up in Detroit instead of England, they might have sounded like this. […] Whether he pursues a career as a producer or as a solo artist […] we foresee great things from Echoone. Keep your eyes open for the rise of this hotshot!

di Momy