Dave Grohl per Traspi.net

Novembre 29, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

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L’inizio è di quelli imponenti, densi di rabbia e di quel cosiddetto power-rock: parliamo di “All My Life”, prima accattivante canzone tratta dall’ultimo album dei Foo Fighters, la band londinese dell’ex Nirvana Dave Grohl. La sua presenza è prorompente soprattutto nella magnifica “Low”, anche se lui, da buon batterista nei Nirvana, si è trasformato a fare il chitarrista – cantante, ma con ottimi risultati!

L’ultima fatica, per i Foo Fighters, si intitola “One By One” (BMG) ed è sicuramente un disco di ottimo rock’n roll, rabbioso e ben suonato. Possiamo affermare con certezza che si tratta di una delle cose più belle della musica rock degli ultimi 5 anni. Il richiamo a grandi gruppi del passato c’è tutto, soprattutto nelle leggende di Led Zeppelin e Black Sabbath, sentire per credere il finale di “Have It All”. Il presente è loro e si stanno già ritagliando una buona fetta di futuro; infatti, c’è ne sono davvero poche band rock del loro livello! E poi che rabbia!!!! “Dosenchanted Lullaby” è la magnificenza delle variazioni sonore del rock, con le note aggredite dalla voce di Dave. E poi la delicatezza e raffinatezza di “Tired Of You” è imperdibile…

Adesso i quattro Fighters son partiti per il loro tour mondiale che toccherà anche l’Italia; data certa l’11 dicembre a Milano, poi chissà… e se fosse Torino la prossima? Comunque un salto a Milano è necessario per ascoltarli!

Allora Dave, un ritorno maestoso al vero rock, molto hard e rabbioso?

In questo lavoro abbiamo messo la stessa passione dei nostri esordi, sicuramente con più impeto. Diciamo che c’è la passione del primo album, c’è l’impatto del secondo e ci sono le melodie del terzo. Di sicuro siamo molto cresciuti artisticamente. Siamo riusciti a fare quello che volevamo, ovvero un album rock. Volevamo scrivere delle canzoni che poi fossero di nostro agio per suonarle ai concerti.

Tu sei stato batterista con i Nirvana, capostipiti del grunge anni ’90; oggi le nuove band rispondono al nome di Strokes, White Stripes, Queens Of The Stone Age, ovvero una nuova corrente musicale che cresce?

Sai, i Nirvana, i Pearl Jam, i Soundgarden all’epoca furono apprezzate per la loro semplicità, perché non ci atteggiavamo a rock star, ma suonavamo musica che veniva dal cuore. Noi in un certo senso abbiamo combattuto la musica rock anni ’80, che parlava di grosse macchine, di donne e cocaina. Noi invece parlavamo della nostra vita di tutti i giorni, e la gente poteva immedesimarsi nelle nostre frustrazioni. Un paragone con gli anni ’60 per noi poteva essere gente come Dylan e Neil Young.

Oggi mi sembra che siamo ritornati agli anni ’80 con band che parlano solo di soldi, diamanti e champagne. La loro musica sembra la colonna sonora di un film porno. Invece le band che hai citato prima sono ok perché sono rimaste nell’underground, perché hanno la passione e non aspirano alla carriera di rock star. Penso che la gente abbia voglia di ascoltare chi ha qualcosa di onesto e reale da dire.

32694(1)In passato hai suonato sui dischi di Bowie, di Alec Empire e poi ancora con giovani band come i Lord Of Altamont. Sembra che le collaborazioni a te piacciano molto!

Inanzitutto la musica è la mia vita è questo dovrebbe dire tutto, non credi? Se potessi suonerei ogni giorno e mi sento fortunato a poterlo fare con persone cosi diverse tra loro. Per me il rock non è un lavoro, ma soprattutto un piacere, per cui mi piace essere occupato dalla musica. In questo periodo poi sono veramente preso dall’ultima nostra uscita!

Quali sono state le tue fonti musicali nell’adolescenza?

Io mi considero un amante del rock a 360 gradi, anche se son cresciuto ascoltando i Grand Funk Railroad, gli Aerosmith, i Black Sabbath e i Led Zeppelin. Già, i Led sono anche la mia band preferita perché è la più completa in assoluto. Erano capaci di suonare un rock molto diretto per arrivare a incantevoli ballad, a pezzi lunghissimi pieni di mistero. In questi giorni ho finito di leggere la biografia di John Bonham, ovvero il mio eroe: mi sono sempre ispirato a lui.

Quanto è importante il concert, l’esibizione live?

Sai, tutti devono capire che il momento “live” è il momento in cui si crea veramente la musica, perché lì sul palco ci sono le persone che la suonano, la inventano sul serio, senza computers, senza pro tools e senza tecnologia. Quando vedi qualcuno che imbraccia una chitarra e si mette a suonare, pensi subito che lo puoi fare anche tu. Io non riuscirei mai a suonare e cantare qualcosa in studio che poi non possa suonare realmente dal vivo!

di Gino Steiner Strippoli