Da Picasso a Fontana

novembre 12, 2003 in Arte da Tiziana Fissore

Mostra CherascoCherasco è una bellissima città posta in cima ad una collina che poi diventa un altipiano.Posizione strategica nei secoli passati, in quanto la città poteva difendersi da eventuali attacchi provenienti dalla pianura, infatti l’occhio può spaziare tranquillamente dalle Alpi a buona parte della Langa e quindi quello che oggi è un bellissimo belvedere, in tempi passati si è rivelato un dono naturale per la difesa della città. Per questo ben sette paci furono firmate anche se forse quella che è maggiormente ricordata è l’armistizio imposto da Bonaparte al regno di Sardegna nel 1796.

E’ forse per questo che in Cherasco si trovano monumenti, chiese e palazzi di notevole importanza, a testimonianza del tempo passato, delle civiltà e dei popoli che vi hanno transitato.

Una cosa è certa: in Cherasco la cultura non manca ed ogni forma di arte viene valutata ed ampliata: dalla musica alla danza, dal teatro alla pittura. E’ un qualche cosa che è dentro la natura dei cittadini stessi e che non si riscontra facilmente in altre città.

E come consuetudine in questo periodo dell’anno, una mostra di pittura di notevole importanza è stata allestita e durerà fino al 14 dicembre,

“Concepita con l’intento di coniugare finalità didattiche e spunti di ricerca, la mostra si dipana attraverso un percorso scientifico volto a mettere in luce, nei suoi tratti fondamentali, la genesi dei movimenti artistici internazionali a partire dalla decomposizione cubista fino allo spazialismo, con un excursus sulla popular-art e sugli esiti degli studi ottico- cinetici per evidenziare possibili linee di sviluppo di matrice dadaista o astrattista….” cita la dr.ssa Carla Bertone, nota Storica dell’Arte, nella sua presentazione.

Nell’esposizione possiamo ammirare opere scelte di Pablo Picasso, ammirarne la maestria nell’uso del colore, capirne la sua evoluzione attraverso una frase da lui stesso scritta che dice ”Io che a 12 anni dipingevo come Raffaello, ho impiegato una vita a dipingere come un bambino”.

Possiamo inoltre trovare i manichini metafisici di Carlo Carrà e lo stile futurista, in seguito abbandonato per spaziare nel classicismo che lo accompagnerà sino alla morte, di Gino Severini.

Si può ammirare nel percorso, oltre al cubismo di Picasso, che è stato un nuovo linguaggio formale, consistente in una ricostruzione intellettuale delle realtà attraverso un’indagine oggettiva non raffigurante secondo il criterio dell’impressione visiva bensì un criterio scomposto in forme geometriche, il Futurismo di Giacomo Balla, di Enrico Prampolini (il più illustre rappresentante del futurismo italiano degli anni venti – trenta, oltre ai già suddetti Carrà e Severini), movimento che rifiuta ogni forma espressiva del passato per una dinamicità moderna.

Mostra CherascoSi può poi procedere ad ammirare il Dadaismo di Man Ray, personaggio notevole del movimento moderno,movimento che giocava sul significato anche delle parole per cui il cui nome è nel dubbio: derivazione da da-da che in russo significa sì-sì o dada che in francese significa cavallino a dondolo.

Nel nostro percorso possiamo trovare opere di spicco del Surrealismo ( nato nel 1924) di Salvador Dalì che non ha bisogno di presentazioni, con le sue opere basate sull’assurdo e l’inconscio e che tende ad esplorare il subconscio e a raccontarlo automaticamente. E’ notevole inoltre la scultura del suo ‘orologio sciolto’ significato della persistenza della memoria e riflessione sulla caducità del tempo. Troviamo poi Fernand Leger la cui arte spaziò dalla ceramica al vetro, dalla scenografia alla cinematografia e Marc Chagall con la sua opera che alcuni definiscono infantile ma che è anche sofisticata e molto soggettiva unendo la natia Russia a Parigi ed alla sua prima grande storia d’amore con la prima moglie, che mai dimenticherà. Ed ancora Alberto Savinio, ironico e malinconico al contempo con i suoi manichini meccanizzati, costruiti da tubi (omaggio ai Titani) che costruiscono strani corpi, senza volto (simbolo dell’uomo comune), corpi che si aprono con tubi che diventano cassetti e qui si ricollega al principio di Dalì secondo il quale noi tutti siamo fatti di cassetti contenenti speranze, illusioni e di cui possiamo liberarci solo nei sogni; manichini diversi da quelli di de Chirico, anch’essi uomini senza volto ma nati dalle sue crisi, tipiche della metafisica, simbolismo di fenomeni naturali al di là del fatto fisico.

Seguono le opere ‘informali’ di Hans Hartung, Antoni Tàpies, Alberto Burri, tipici esempi dell’arte del secondo dopoguerra. Burri è particolare per il suo uso di materiali usati che lui amava definire ‘manufatti’ tipo catrame , sacchi di iuta, A suo avviso manufatti dunque e non opere d’arte. Allo stesso tempo si ammira lo stile inconfondibile per la sua ricerca nello spazio, da cui il termine Spazialismo di Lucio Fontana, interessanti i cosiddetti ‘Tagli’ nelle tele per rendere il concetto di tridimensionale, in pratica per vedere ciò che è nascosto dietro al taglio.

Procedendo il nostro cammino prenderemo coscienza delle opere di Karel Appel, Asger Jorn e Pierre Alechinsky, componenti del famoso gruppo Cobra, nato nel 1948 a Copenaghen, la cui sigla nasce dalle iniziali delle tre città: Copenaghen, Bruxelles,Amsterdam.

Infine ecco apparire la Pop Art di Andy Warhol e la Op Art di Victor Vasarely, fondatore dell’arte ottica.

Per concludere ricordiamo che al piano superiore vi è una ‘saletta video’ dove si può assistere ad una spiegazione ricca di particolari sull’arte.

Se volete dunque respirare un’atmosfera particolare, fare una passeggiata in un centro storico ricco di ricordi venite a Cherasco e se volete vedere opere d’arte che non sempre si possono ammirare, cercate Palazzo Salmatoris, dove vi è la sede espositiva della suddetta mostra. Il palazzo che è ora un importante centro culturale ed artistico, ha visto passare molta storia nei suoi bellissimi saloni ed i suoi muri, finemente ed elegantemente dipinti hanno accolto la Santa Sindone, nella saletta detta “del silenzio”,Interessante la Camera della Pace dove è stata firmata la pace di Cherasco del 1631 che doveva porre fine alle guerre del Monferrato. Ricordiamo inoltre che il palazzo ha accolto personaggi illustri come Vittorio Amedeo I e la moglie Cristina di Francia ed i suoi scaloni sono stati calpestati dai piedi di Napoleone che ivi dettò le condizioni di resa della monarchia sabauda.

I grandi maestri della pittura internazionale, da Picasso a Fontana

  • Palazzo Salmatoris – via Vittorio Emanuele – Cherasco

  • Orari di apertura: da martedì a sabato ore 09:30/ 12:30 – 14:30/18:30

    festivi – ore 09:30/18.30, lunedì chiuso

  • Le biglietterie chiudono alle ore 18:00

  • Ingresso a 6 Euro, ridotti (da 12 a 18 anni e ultrasessantenni, studenti universitari) a 4 Euro

  • Visite scolastiche (Materne, Scuola dell’Obbligo e Superiori): 3 Euro

  • Riduzione per gruppi organizzati e prenotati.

  • Nei giorni festivi e prefestivi le visite sono con guida artistica (compresa nel biglietto) e per ulteriori informazioni prego rivolgersi all’ufficio Cultura della Città di Cherasco tel. 0172/48.85.52/48.93.82 – fax 0172/48.92.18.

    di Tiziana Fissore