Cottino tra arte e musica

dicembre 11, 2002 in il Traspiratore da Claris

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Torino possiede una gemma assoluta nel panorama delle arti decorative, un vero ‘palcoscenico del ‘700’, dove si alternano arte, musica e teatro… ne abbiamo amabilmente chiacchierato col deus ex machina…

Professor Cottino, è innegabile che il Museo di Arti Decorative Pietro Accorsi, di cui è direttore, abbia saputo imporsi in campo nazionale come tappa imprescindibile per chi ama la storia dell’arte. A cosa è dovuto questo successo?

Il Museo è stato concepito, nel rispetto del gusto del noto antiquario Accorsi, come una dimora nobiliare, un susseguirsi di ambienti di straordinaria ricchezza, da cui il proprietario sembra appena uscito e dove mobili, tappeti, arazzi, oggetti e quadri sono messi in relazione tra loro per ricreare le atmosfere del Settecento. Questa caratteristica, insieme ad una filosofia volta non solo a tutelare il bene artistico, ma anche a fornire al pubblico le chiavi di lettura per la comprensione delle opere esposte, lo rendono atipico e unico nel panorama italiano. A ciò io credo che dobbiamo il successo del museo.

Quali sono le iniziative promosse dal Museo?

Il pubblico viene portato a valutare ogni aspetto storico – artistico della collezione permanente, attraverso letture formali, tecniche e conservative. Si spazia dalle visite guidate quotidiane, alle visite a tema settimanali, come fondamentale completamento delle precedenti, ai percorsi per portatori di handicap, all’attività didattica per le scuole e per le associazioni culturali.

Per rendere poi l’incontro con lo spazio museale piacevole e coinvolgente, vengono proposti cicli di conferenze, incontri con esperti sui mobili, sui tappeti, sulle porcellane e sugli argenti, concerti di musica classica, mostre temporanee, serate teatrali.

Tra gli ospiti del Museo, basti citare Filippo Pedrocco, direttore del Museo veneziano di Cà Rezzonico, Barbara Ronchi della Rocca, studiosa di mode e costumi, Roberto Antonetto, studioso di arti decorative e giornalista, Felice Andreasi, Annamaria Guarnieri, Mario Brusa e la Scuola Sergio Tofano.

Ci parli dei percorsi per portatori di handicap…

Il percorso tattile, curato dalla sezione didattica, è stato ideato per rendere la collezione Accorsi accessibile e godibile anche per visitatori non vedenti e ipo-vedenti. Attraverso l’esplorazione tattile di modelli appositamente realizzati e di oggetti messi a disposizione da collezionisti sensibili è, infatti, possibile ripercorrere l’evoluzione degli stili e delle forme che caratterizzano le arti decorative del Settecento. L’itinerario si snoda lungo tutto il percorso consueto di visita: ogni sala del Museo è illustrata attraverso un materiale, un oggetto o un profumo che in qualche modo caratterizza l’ambiente e ne sintetizza le peculiarità.

Avete inoltre progettato degli itinerari culturali con altre Istituzioni, vero?

Certamente. “Una passeggiata sotto i portici del re, da Palazzo Accorsi al Museo Nazionale del Cinema” è un itinerario culturale-gastronomico nella Torino del Settecento, realizzato in collaborazione con il Museo del Cinema. L’iniziativa è un invito a passeggiare nella Torino del Settecento, ripercorrendo a ritroso lo stesso cammino che il Re Vittorio Amedeo II faceva quando si recava da Palazzo Reale al Po.

“Il Bronzo Svelato” è un concorso web per le scuole pensato in occasione della mostra in corso, “Gli Splendori del Bronzo”, e realizzato dalla sezione didattica del Museo allo scopo di avvicinare il mondo della scuola alla comprensione di un museo complesso qual è quello di Arti Decorative Pietro Accorsi. Alla realizzazione del concorso partecipa anche “365 Giorni in Fiera” (www.365giorni.fieralibro.net), il portale della Fiera Internazionale del Libro di Torino, vetrina permanente della kermesse torinese.

“Insieme per Valorizzare il Territorio piemontese” è l’iniziativa di Itineraria e del Museo Accorsi di Torino, uniti dalla comune volontà di svelare le meraviglie di Torino e delle altre città sabaude. Si tratta di una serie di itinerari voluti per trascorrere una giornata tra il prestigioso Palazzo Accorsi di Torino e alcuni luoghi ricchi di storia e di fascino della città.

32808 “Gli Splendori del Bronzo. Mobili e oggetti d’arredo tra Francia e Italia 1750/1850”, fino al 2 febbraio 2003, è la vostra quarta mostra, realizzata, tra l’altro, da un comitato scientifico composto da personaggi del calibro di Giuseppe Beretti, Benedetta Gallizia di Vergano, Luca Melegati e lei. Quale obiettivo intende perseguire con esposizioni di così alto livello?

Il Museo Accorsi si è proposto, nei suoi primi tre anni di apertura, di svolgere un’attività culturale articolata e dinamicamente propositiva, che potesse rivolgersi al pubblico torinese, ma anche costituire fonte d’interesse in campo nazionale. Dalla prima mostra “La Seduzione della natura” all’esposizione sul paesaggio settecentesco (“Vittorio Amedeo Cignaroli. Un paesaggista alla corte dei Savoia e la sua epoca”), passando attraverso i delicati “Fragili Lussi di Meissen” e, appunto, “Gli Splendori del Bronzo”, la Fondazione ha cercato di perseguire una progressiva crescita culturale, costruendo una rete di contatti con le più importanti istituzioni italiane.

Gli Splendori del Bronzo in particolare intende mettere in evidenza la preziosità e l’eleganza di circa 200 oggetti in bronzo decorativo sette-ottocentesco, una gran quantità dei quali viene esposta per la prima volta, dando così grande impulso agli studi intorno a tale argomento.

So che presso la vostra sede si tengono dei corsi di storia dell’arte.

A partire dal 14 novembre 2002, sui banchi del Museo di Arti Decorative sono ricominciati, per il secondo anno consecutivo, i corsi di Storia dell’Arte. Fino a giugno, storici dell’arte, restauratori, esperti e studiosi di arti decorative terranno lezioni sui temi dell’ebanisteria, delle tecniche costruttive del mobile settecentesco, in particolare veneto e lombardo, del tappeto orientale e occidentale, della porcellana cinese ed europea, della stampa in Europa nei secoli XV e XVI, dell’arte figurativa dal Seicento al Novecento. Affiancano le lezioni i laboratori di restauro e di arazzi.

Con i corsi di Storia dell’Arte il Museo Accorsi si offre doverosamente come fucina di cultura ad alto livello, in particolare delle arti decorative e del Barocco, permettendo così agli appassionati di dilettarsi intorno a tematiche meno dibattute e trattate in altre sedi.

Quali i progetti futuri?

L’avventura continuerà con “La donna nell’arte nel ’600 e nel ’700”, una mostra che prevede circa centocinquanta pezzi tra quadri, oggetti e libri antichi, dedicata alla donna nell’arte nei periodi Barocco e Neoclassico. Il Museo Accorsi intende nuovamente raggiungere un duplice obbiettivo: da un lato continuare una ricerca volta a portare all’attenzione del pubblico e della critica artisti piemontesi ancora inediti o poco studiati, in modo che la mostra temporanea non sia solo un momento di accostamento e raccolta di opere d’arte, ma un evento destinato a contribuire al progredire degli studi. D’altro canto, si vuole tentare una riflessione sulle diverse realtà femminili del Seicento e del Settecento attraverso un dialogo tra opere di grandi maestri, quali Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Guido Reni, Guercino, Rosalba Carriera ed altri, che possano fornire un quadro complessivo dei ruoli artistici oltre che sociali della donna pittrice e letterata e dell’interesse che il ritratto femminile doveva incontrare presso la committenza.

E in ambito musicale?

È stato presentato a fine novembre “Da Mozart a Schubert. Concerto sullo storico Fortepiano del Museo Accorsi”, primo compact d
isc di musica classica realizzato nelle sale del Museo, su iniziativa del Cav. Giulio Ometto, presidente del Museo, che ha affidato la direzione artistica a Roberto Cognazzo. Al maestro la scelta dei brani e degli altri musicisti, del calibro di Alessandra Génot, Massimiliano Génot, Susy Picchio.

«Un museo, dunque, non solo da vedere, ma anche da ascoltare», conclude Alberto Cottino… e non possiamo che essere pienamente d’accordo!

Museo di Arti Decorative

Sede: Palazzo Accorsi

via Po, 55 – 10124 Torino

tel. +39/011.812.9116

Orario: dal martedì alla domenica – h. 10 – 20 (giovedì fino alle 23), lunedì chiuso

Il Traspiratore – Numero 40

di C. Arissone