Copenaghen

maggio 27, 2003 in Spettacoli da Roberto Canavesi

34790(1)Nel 1941, in piena dominazione nazista in una Copenaghen occupata da strateghi e forze armate che minacciano il mondo, avviene l’incontro tra il celebre scienziato Niels Bohr e Werner Heisenberg, un suo allievo ebreo che ha abbandonato, correndo non pochi rischi, il suolo germanico per andare alla ricerca del suo maestro. Nasce un dialogo serrato ed a tratti violento dove, tra sottintesi ed enigmi, si confrontano menti ed intelligenze diverse sull’importanza della scienza e sull’utilizzo che di essa deve saper fare lo studioso. “Commedia affascinante – spiega il regista Mauro Avogadro – per l’originalità dei temi e della struttura, Copenaghen è una sorta di processo a porte chiuse, porte che di continuo si aprono proiettando i personaggi verso luoghi ed azioni del passato”.

Il silenzio su quanto è pericoloso e mortale o la rivelazione di qualsiasi scoperta scientifica per quanto anche molto pericolosa? Questo è solo uno degli interrogativi attorno a cui si ruota la conversazione tra Bohr e consorte ed il giovane Heisenberg: una serie di domande cui non verrà data risposta definitiva neanche quando, con un sorprendente escamotage drammaturgico, l’autore li farà parlare dall’aldilà da dove finalmente ci diranno le loro reali convinzioni. “Come particelle dell’atomo che si incontrano e si scontrano – conclude Avogadro – i tre personaggi al centro dell’opera cercano di dare un senso alle azioni della loro vita”.

Il testo, reduce dai fortunati allestimenti di Parigi e Londra, approda ora in Italia con un trittico di interpreti di assoluto livello: Orsini, Popolizio e Lojodice per una prova d’attore tutta incentrata sull’importanza del processo scientifico in una società come la nostra per molti aspetti segnata da fragilissimi equilibri. Teatro certo non d’azione dove la parola rivestirà una valenza significativa e si caricherà di aspetti simbolici ed a tratti inquietanti: una pagina di teatro forse inaspettata da un autore come Michael Frayne che, messa da parte la comica verve di un copione come “Rumori fuori scena”, si è rifugiato nella partitura di un dramma intellettuale e terribilmente ambiguo che porrà lo spettatore di fronte a spaventosi fantasmi di un passato ricco di dilemmi, per molti aspetti, non ancora superati.

Copenaghen

Torino

Teatro Carignano – da martedì 27 a domenica 8 giugno

Feriali alle 20.45, festivi alle 15.30

Ingresso: 24 euro

Informazioni e prenotazioni allo 011.517.62.46.

di Michael Frayn nella traduzione di Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi. Una produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna Teatro Fondazione con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice: scene di Giacomo Andrico, costumi di Gabriele Mayer, luci di Giancarlo Salvatori, musiche di Andrea Liberovici. Regia di Mauro Avogadro.

di Roberto Canavesi