Conta le stelle se puoi

febbraio 3, 2010 in Spettacoli da Redazione

”Se” Mussolini fosse morto un bel giorno del 1924; “se” il 1938 anziché annus horribilis di leggi razziali fosse stato un annus mirabilis; “se” milioni di persono non fossero morte nei forni crematori e i loro figli fossero qui tra noi; “se”

conta le stelle se puoiIl “se”, è la forza dirompente di questa vicenda, che viene proposta sul palcoscenico del Tangram Teatro.

Questa è la storia di una famiglia ebraica. È una storia più o meno vera. O meglio, è vera come avrebbe potuto esserlo se un bel giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.

Moise Levi ha solo ventitre anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l’inizio di una lunga storia.

Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un’infinità di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo.

Dopo la grande guerra mondiale e quel «brutto spettacolo» della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel «brutto muso di Mussolino» gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa.

Invece la famiglia Levi – con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse – diventa sempre più numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c’era il ghetto e adesso non c’è più.

Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all’incontrario: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell’esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi «in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità».

La storia che si racconta è quella di una grande famiglia normale, resa impossibile dall’aberrante eccezionalità della Storia.

È la storia di una famiglia ebraica, vera come avrebbe potuto essere se a Mussolini fosse preso un colpo secco, un bel giorno del 1924, e se la Shoah non ci fosse mai stata.

L’ho scritta non certo per negare quell’altra verità – quella dei campi di sterminio e dei forni crematori e dei sei milioni di morti.

L’ho scritta, anzi, per provare a immaginare la mia, la nostra storia di stelle che non si contano, non senza i morti, ma insieme a loro. Accanto a me, a tutti noi.
Elena Loewenthal.

Conta le stelle se puoi

Con Bruno Maria Ferraro

Collaborazione alla messa in scena Ivana Ferri

Impianto scenico di Lucio Diana

Musiche di scena di Ludovico Einaudi

Montaggio video Gianni De Matteis

Ricerche iconografiche Guido Montanari

Voce fuori campo Elena Pasqualoni

Coordinamento tecnico Massimiliano Bressan

Organizzazione Roberta Savian

Assistenza organizzativa Laura Rizzo

Produzione Tangram Teatro Torino

Da venerdì 5 a domenica 7, ore 21.

Tangram teatro, Via Don Orione 5, Torino.

di Redazione Spettacoli