Claudia Ferraresi: biografia di un’artista legata alla sua terra

aprile 10, 2004 in Arte da Redazione

Claudia FerraresiClaudia Ferraresi è nata a Santena in provincia di Torino da antica famiglia piemontese.

Figlia d’arte, respira per ambiente e tradizione culturale l’amore per la pittura: gli avi materni sono il paesaggista Giovanni Colmo e il fratello Eugenio, divenuto poi celebre illustratore con il nome di Golia. Ma è soprattutto dalla madre Valeria Costamagna, musicista, cantante lirica e pittrice, prematuramente scomparsa mentre lei si trova ancora in tenera età, che Claudia Ferraresi eredita il talento pittorico. L’amore per la natura presente nell’opera materna, delicata e lirica continuatrice dell’Ottocento piemontese, rappresenterà la formazione e l’afflato interiore che la spingeranno, appena quindicenne, a realizzare le prime tele.

Un ricordo e un patrimonio di memorie, quello di Valeria Costamagna, che l’accompagnerà come una sicurezza costante nelle scelte di vita: l’arte e il ritorno nel ’72 alla casa di famiglia di La Morra, per recuperare le proprie radici, il senso dei luoghi, del paesaggio, della terra e delle colline morbide e avvolgenti come un abbraccio.

Terminati gli studi artistici, Claudia Ferraresi inizia fin dagli anni Sessanta la sua attività espositiva che la porterà ininterrottamente in giro per l’Italia e all’estero.

Incantata dalle colline, protagoniste centrali della sua poetica, procede lungo tutto il cammino artistico scandagliando emozioni pervase da richiami letterari, che dopo il primo periodo di matrice figurativa classica, scaturiranno dapprima (tra il 1975 e 1985) in atmosfere chiariste, per giungere poi a partire dal 1985, a una maturità stilistica dominata da un segno più geometrico e spaziale, espressione di due allegorie: la terra e il cielo, contenitori di passato e di presente, realtà, sogno e memoria.

Si susseguono le mostre collettive e personali, recensite dalle più prestigiose firme della critica e della letteratura, da Carlo Giulio Argan a Luigi Carluccio, da Marziano Bernardi a Paolo Levi.

Il ventaglio della sua ricerca si allarga e sperimenta diversi settori dell’arte visiva, sempre indissolubilmente legati al tema della terra e delle radici. Nascono in quest’ottica, dagli anni Ottanta in poi, le cartelle di quattro litografie “Vigna, vite, vino, vita” per le etichette dei vini, un video d’autore intitolato “L’ambiente come segno dell’uomo”, in collaborazione Luigi Pratesi e Vanzina, quindi la copertina di un long plain, un’ ”automobile-opera” con il cruscotto serigrafato, e, ricollegandosi ad alcune avanguardie, ma al contempo anticipando significative tendenze attuali di art wear, crea una serie di “pelliccie–quadro”. Realizzate a quattro mani con Giuliana Dacasto, interpretano con un linguaggio astratto-concreto i colori dei paesaggi di Langa.

In passerella vengono presentate come performance da attrici famose, quali Sylva Koscina e Barbara Bouchet.

Personalità eclettica e versatile, Claudia Ferraresi esprime il suo essere artista in molti settori della cultura: pittrice e critico d’arte (per il quotidiano La Stampa e per altre testate specialistiche e non), imprenditrice agricola, “Donna del vino” e testimonial, da oltre vent’anni, dell’enogastronomia piemontese e della cultura del cibo in senso universale.

Con questo spirito, nel 1976 crea la “Ca’ dj’Amis”, con sede nella sua casa-museo di La Morra, un’associazione culturale mirata alla proposta di una lettura del Piemonte visto nei suoi diversi aspetti: dall’arte locale alla piccola storia, dalle minoranze e alla cultura enogastronomica della Langa e del recupero delle “eccellenze” come risorsa turistica e culturale.

In questo ambito istituisce il premio “La Ciao d’la Ca’”, consegnato annualmente a quelle personalità del mondo della cultura, della scienza e dell’arte che hanno contribuito a portare alla giusta attenzione la terra: tra gli altri, Piero Angela, Roberto Antonetto, Giovanni Arpino, Alberto Bevilacqua, Luigi Firpo, Massimo Gramellini, Primo Levi, Ottavio Missoni. Con lo stilista nel 1982 Claudia Ferraresi ha allestito una personale nella sede della “Ca’ dj’Amis”, occasione di uno scambio di opere dedicate.

Riceve numerosi premi e riconoscimenti. Tra i più originali e significativi: il “Panda d’Oro” del WWF e il titolo di “Gran Maestro Paisan Vignaiolo”, fino a quel momento riservato solo a presenze maschili. Riceve il premio “San Giovanni – Città di Torino” nel 1991 e nel 1994 la “Gondola d’Oro” a Venezia e il “The One” a Milano, premio assegnato a personaggi illustri per la carriera.

Fonda nel 1990 i “Ristoranti della Tavolozza”, che raccolgono un gruppo selezionato di professionisti dell’accoglienza impegnati nell’educazione alimentare con iniziative rivolte al pubblico, alla scuola, ai grandi gourmet.

Con i “Ristoranti della tavolozza” Claudia Ferraresi sperimenta e traduce con stile personale, le possibilità della “Food Art”, riproposta dall’artista con un linguaggio e una ricerca totalmente inedita e svincolata sia dalle post avanguardie che dalle attuali rivisitazioni proposte da alcuni artisti contemporanei.

A partire dalla metà degli anni Ottanta, prendono vita dalla sua creatività “Le tavole della cultura”, simbolici deschi intorno ai quali si raccolgono eventi e iniziative sulle tematiche dell’enogastronomia, sviluppate attraverso convegni, libri, saggistica. Tra queste, la collana da lei diretta “Cibo di carta” e “Libri da gustare”, selezione annuale di venti titoli enogastronomici dell’editoria recente.

Attualmente sta lavorando all’apertura di una biblioteca pubblica di settore: arte, territorio ed enogastronomia, che avrà sede nella sua casa-museo di La Morra, dove vive e lavora.

Claudia Ferraresi

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di redazione