Ciao Tazio

aprile 18, 2005 in Medley da Claris

Tazio BrusaLo spirito di un artista non può lasciarci mai, perché rimarrà per sempre ben vivo dentro le nostre emozioni, i nostri ricordi, i nostri ponti tra passato, presente e futuro.

Potrebbe essere un richiamo a Foscolo, questa affermazione. Infatti, per il grande poeta, noi viviamo finché qualcuno ci ricorda, tramite gli affetti più cari, soprattutto. E proprio proseguendo su questa strada, possiamo dire che un artista vive non solo tra i suoi cari, ma tra il pubblico cui ha regalato momenti di gioia, di commozione, di piacere e di dolore.

Perché gli artisti regalano magie, e alcuni lo fanno non solo quando recitano, sul palcoscenico, ma sempre, anche nella vita quotidiana, in un incontro a casa di amici, come per strada o all’inaugurazione di una mostra o ad una conferenza stampa.

A questa specie appartiene, perché sempre lo sarà, essendolo stato, Tazio, Tazio Brusa, ideatore del Festival Internazionale Teatro di Strada di Chieri, cui una apposita sezione del nostro quotidiano on line negli anni è stata dedicata. Festival geniale per ideazione e realizzazione, amatissimo dal pubblico, sempre ricco di novità affascinanti… Festival che deve continuare…

Tazio lo conobbi proprio ad una conferenza stampa anni fa, presentato da un’addetta stampa sua cara amica. La prima impressione? Entusiasmo senza fine, passione per il suo lavoro come per la vita, dedizione e conoscenza approfondita del settore, capacità di cogliere al volo l’opportunità di una battuta arguta.

Lo vidi altre volte, fuori dall’ufficialità del palcoscenico, sempre prodigo di consigli, sempre vulcano di idee, sempre pronto a lasciare il sorriso con le sue mimiche e con il suo ampio ed accogliente muovere le braccia.

Sempre pronto, dicevamo, ma altrettanto pronti dovevamo essere noi a recepire, perché il tempo è sempre poco e, se Tazio non era certo Paganini e ci avrebbe ripetuto più volte le cose, qualcuno che gestisce in maniera casule il destino ha deciso che non l’avrebbe più potuto fare.

Già, in maniera repentina, senza darci il tempo di capire, solo di ricordare, anzi di portare con noi parte del suo spirito, di conservarlo e trasmetterlo, per quanto possibile.

Tazio BrusaCi preme comunque salutare un amico, un artista dallo spirito indomabile (ancora adesso, ne siamo convinti) anche se queste poche righe di sopra forse già tradiscono il suo spirito, infatti lui si descriveva come segue. “Voler parlare in poche righe di un vate (senza la W e la R finale, mi raccomando!) come Tazio Brusa è un compito assai ingrato al quale hanno rinunciato celebri scrittori e suoi cari amici del calibro di Secondo Levi, Hernest Hemingway, Cesare Pavesino. Una rinuncia difficoltosa, della quale vi è testimonianza in tutte le lettere d’addio che i tre sopracitati letterati, hanno lasciato prima dei loro rispettivi disperati, estremi gesti:

“Se penso che ha sparso in giro che ‘Per chi suona la campana’ l’ha scritta lui dedicandola al suo parroco… (H.Hemingway)”.

“Se lo becco ancora sui murazzi a citare i miei libri per farsi bello con le donne giuro che mi uccido…(Cesare Pavesino)”.

“Se questo è un uomo…(Secondo Levi)”

Testimonianze queste che già inquadrano un personaggio contraddittorio che ha diviso tutta l’intelligenza italiana e internazionale tra brusisti e antibrusisti. Una spaccatura che richiama alla mente altre famose contese intellettuali della storia: meglio le more o le bionde, meglio la rava o la fava, è nato prima l’uovo o la gallina, meglio soli o male accompagnati, volete Gesù o Barabba?”

per saperne di più

http://festivalinstrada.org/ceralacca/pages/news.htm

Ed allora comprendete come il tema centrale di Tazio, nelle sue compagnie, era valutare la figura dell’attore come elemento centrale di uno spettacolo teatrale. La compagnia adotta quindi una tecnica focalizzata sullo studio del personaggio ancor prima del testo, allo scopo di far evolvere continuamente un canovaccio di partenza con l’apporto dei singoli attori

Che Tazio ha collaborato “con compagnie qualitativamente all’avanguardia… la stessa Furia del Bau, gloriosa compagnia Catalana”. Che “nel 1996, dopo tanto peregrinare per il mondo, Tazio Brusa fonda la SUA scuola di teatro a Bellinzago, mai dimenticata terra dei propri avi e propone subito un nome accattivante per la compagnia stessa: la compagnia “C’era l’Acca”…

di Claris