Cecilia Chailly

febbraio 13, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

25413Finalmente!!!!

World Music made in Italy grazie alle capacità eccelse di Cecilia Chailly, al suo secondo album intitolato “Ama” (Columbia – Sony Music). Finalmente, dicevamo, non esistono solo più Dead Can Dance, Aphex Twin, Trasglobal Underground, Cocteau Twins: la World Music può essere anche italiana. Lavoro discografico, della bella e brava Cecilia, dal sapore e dalla qualità assolutamente internazionale.

La Chailly canta l’amore, il sentimento più profondo, attraverso la sua voce incantevole accompagnata dalla sua arpa elettronica, riuscendo ad ottenere un sound particolarissimo, un perfetto connubio tra suoni elettro-pop e sonorità sinfoniche classicheggianti. Una vera artista che con questo nuovo album si propone in una dimensione unica.

Sentire il brano che da il titolo all’album “Ama” vuol dire accostarsi a quanto di più elettrizzante si possa sentire in questo periodo, un vero moto ondoso della sua arpa acustica a classicheggiarne i ritmi Dance – Techno, un tema tratto dal solfeggetto di Karl Philipe Emanuel Bach. Se poi ci imbattiamo nella sua “Alleluja O” ci accorgiamo di quanta spiritualità è legata alla musica dalla stessa artista. Il ritmo è quasi da preghiera, un inno spirituale, un gospel moderno.

25414(1)La Chailly ha realizzato questo album tutta da sola, ha scritto, prodotto, arrangiato, orchestrato, un’artista completa, anche nella scelta di un collaboratore grandissimo come l’amico Lucio “violino” Fabbri. “Ama” tocca le sonorità più disparate, suoni che vanno da memorie jazzate e blues a suoni forti legati al Jungle e Trance Music il tutto condito da ricordi di sinfonie eroiche che rievocano le origini dell’artista.

E poi quel tocco di sinfonia orientale vicina a quelle spiritualità tipiche tibetane. Ma chi è Cecilia Chailly? Ai più dice poco, in realtà è già una grande professionista che ha al suo attivo collaborazioni internazionali come quella con John Cage, con Mina in “Ridi Pagliaccio”, con De Andrè in “Anime Salve”. Poi arriva il suo primo album nel ’97 intitolato “Anima”, che riceve una segnalazione su Bilboard. Nel ’99 suona per il Dalai Lama e partecipa al concerto in memoria di De Andrè cantando “Inverno”.

Adesso questa meraviglia, questo girasole dai tredici petali, uno dei quali, Anima, arriva dall’ispirazione orientale e dalle filosofie legate all’India, al Tibet, e per uno come il sottoscritto che è amante di quella filosofia devo dire che l’artista rispecchia in pieno le cadenze di un certo oriente, che avevo sentito solo dai Govinda.

25412Adesso lei!!! Number One! La poliedricità di Cecilia la porta a toccare anche ritmi più latini in “Terra”, una vera danza dalle tonalità pop sinfoniche. Si cimenta poi anche in una deliziosa bossanova con il brano “Che devo fare”.

I ritmi si fanno più coinvolgenti, più elettronici in “Oceano Luce” dal testo molto intimo, alla ricerca di una risposta dentro se stessi: “ Dentro me , dentro te, nell’Oceano profondo la risposta c’è, dentro all’onda di luce che ci porta via…”. Incredibilmente bella in “Segnali di fumo”, con un duetto particolare di Cecilia e la sua arpa e Ares Tavolazzi al basso, a ricordare l’arte della comunicazione musicale vera solidarietà del mondo, la comunicazione che unisce tutti i popoli, anche qui le influenze orientaleggianti sono padrone del sound. Altra delizia, altra perla la Chailly ce la regala in una sorta di blues, dalle atmosfere fumose ma altrettanto delicate.

Se abbiamo parlato sempre di sonorità posso dire che i testi sono altrettanto belli e delicati, romantici ma non sdolcinati, anzi pieni di quella spiritualità che spesso viene a mancare nei giorni nostri, e poi quell’ode alla luna, in “Oh Luna”, è poesia: “ Oh luna, insegnami a volare, insegnami a guardare, capire, Luna, grazie luna. Oh Luna!. Brava “Cecil” tanti, molti dovrebbero ascoltare “Desiderata” forse capirebbero molte cose.

Un consiglio? Ascoltate tutto l’album!

di Gino Steiner Strippoli