Campiello 43: finale

settembre 15, 2005 in Libri da Stefano Mola

Premio Campiello 2005L’EVENTO

Come lo scorso anno, il supervincitore avrà sotto i suoi piedi il palco de La Fenice di Venezia. Sarà infatti nel prestigioso e meravigliosamente rinato teatro lagunare che il notaio, nella sera di Sabato 17 Settembre, procederà al conteggio dei 300 voti inviati via SMS dalla giuria popolare. Per aiutarci a ingannare l’inevitabile suspense matematica, tra smokings e pailettes e abiti da sera, ci saranno un maestro di cerimonie e artisti (o meglio, artiste).

Il primo sarà Mister Porta-a-Porta Bruno Vespa, già visto gigioneggiare pienamente a suo agio nella passata edizione. Al suo fianco, altra conferma, la bellezza estetica e vocale di Serena Autieri. Nel corso della serata scorreranno come sempre alcuni video in cui i cinque finalisti presenteranno se stessi e le loro opere.

È inoltre annunciata la partecipazione di Giorgia e del coro del Teatro La Fenice.

Il vincitore riceverà 10 mila euro (che si aggiungeranno ai 10 mila già assicurati dalla presenza in cinquina) e la vera da pozzo, in argento cesellato a mano, riproducente il tipico pozzo dei campielli della città lagunare. Simbolo del premio sin dall’esordio, è la copia in scala di quella in pietra d’Istria che si trova in Campo di San Trovaso.

PRONOSTICI?

Si sa, a Venezia c’è il casinò. Non sappiamo se ci siano anche i bookmakers. Può darsi, visto che ormai si può scommettere su ogni cosa. Se noi dovessimo puntare un euro, chi sceglieremmo? Quest’anno ci sbilanciamo.

Per il noi il favorito è Raffaele Nigro, con il suo Malvarosa (Rizzoli). La vicenda di Eustà, per i temi toccati (la difficoltà di crescere e fare i conti con la tradizione, la ricorsa alle domanda fondamentale: dov’è veramente la vita, la riflessione sulla civiltà occidentale) ci sembra non solo un testo di grande valore ma anche una vicenda in grado di appassionare ogni tipo di lettore. Se dovessimo scegliere un outsider, indicheremmo Pino Roveredo, con Mandami a dire, (Bompiani), per la sua capacità di dar voce alle storie di chi vive ai margini della società. In posizione di rincalzo, ma con meno possibilità, Antonio Scurati, autore di Il sopravvissuto (ancora Bompiani). Il romanzo affronta un tema importante, quello della scuola, della responsabilità e della coscienza dell’insegnante, del rapporto sempre più difficile con le giovani generazioni, ma il suo tono generale ci sembra troppo cupo per ricevere l’approvazione generale. Infine, non scommetteremmo né su Gianni Celati e la sua etnografia fantastica di Fata Morgana (Feltrinelli), né su giallo metafisico di Ennio Cavalli Quattro errori di Dio. Entrambi i libri ci sembrano più capaci di suscitare entusiasmi individuali che di raccogliere un consistente partito di estimatori nel campione scelto in modo casuale ed omogeneo che costituisce la democratica giuria popolare punto di forza del concorso veneziano.

Poi magari verremo clamorosamente smentiti, ma almeno, ci abbiamo provato.

CHE ALTRO?

Innanzi tutto, potremo incontrare il caso letterario dell’anno, ovvero Alessandro Piperno e il suo Con le peggiori intenzioni, Mondadori (seguite il link e troverete, oltre alla recensione, un piccolo dossier sul caso Piperno). Noi, lo abbiamo già detto apertamente, siamo dei piperniani. Magari non degli ultras della curva, ma riteniamo che il libro si distingua, abbia una storia forte, e sia scritto bene. Volentieri lo avremmo visto in cinquina, ma il Premio Campiello Opera Prima ci sembra comunque un riconoscimento importante. Altro pronostico? Piperno sarà la star della serata.

Infine, sul palco della Fenice salirà anche il vincitore del Campiello Giovani, che conosceremo solo sabato mattina.

di Stefano Mola