Biografia di una festa

febbraio 13, 2001 in Musica da Redazione

jovanotti“Biografia di una festa”, ecco come si intitola uno dei maggiori flop musicali di uno dei cantanti più amati dal pubblico giovanile e non, Lorenzo Cherubini.

Un album che esplora l’intero percorso del giovane rapper di Cattolica, una carriera durata dieci anni, che Lorenzo sembra voler ripercorrere tutta in questo nuovo lavoro. “Biografia di una festa” è un album, infatti, che contiene tutti i più grandi successi del cantautore più una traccia nuova, “File not found”.

Un album dove il cantante non rinnega assolutamente il suo passato, anche quello tanto criticato. All’interno del cd, infatti, si possono trovare i primi successi che resero noto Jovanotti e che lo portarono anche al festival di Sanremo.

Il suo non rinnegare il passato viene anche enfatizzato nel titolo, “Biografia di una festa”, che sembra, in qualche modo, voler citare quel suo grande successo degli albori, “E’ qui la festa”.

Non c’è solo il vecchio Lorenzo, anzi troviamo molto più del Jovanotti pre cambiamento, con canzoni tratte dai suoi due album più belli, “Lorenzo 1992” e “Lorenzo 1994”. Album che sicuramente a quel tempo stupirono, ricchi di belle canzoni, alcune a volte intense e altre impegnate. Ma non si intravedeva ancora l’ultimo Jovanotti, infatti la svolta nella vita lavorativa di Lorenzo era arrivata con “L’albero”, dove il ragazzo che cantava inni al divertimento sembrava essere diventato un predicatore.

Tutte le canzoni del cd sembrano voler per forza lanciare un messaggio positivo, ma alla fine risultano pesanti e demagogiche, anche se i testi sono alleggeriti da canzoncine come “Bella”. A questo nuovo genere si allaccia sicuramente l’ultima traccia di Lorenzo, “File not found”, contro la modernizzazione del mondo.

Nell’album si trovano anche le belle e dolci canzoni di “Capo Hort”, il penultimo album, dove Lorenzo sembrava aver riscoperto l’amore, l’intimo, con la nascita della sua bambina, e la consapevolezza di avviarsi alla maturità.

In fondo, di questa ultima fatica di Lorenzo non si può dare un giudizio complessivo, come generalmente per tutti i dischi di raccolta o live, perché sono sempre così ricchi e diversi, perché occupano un arco temporale così grande che non si può far altro che notare l’evoluzione artistica.

Evoluzione che per Lorenzo non è stata solamente di contenuti, ma anche musicale, infatti tutti i suoi album sono sicuramente perfetti musicalmente, anche perché ad accompagnarlo ci sono, oltre a Saturnino, che è cresciuto e maturato con Lorenzo ed ora è uno dei più bravi bassisti in Italia, tutti i maggiori musicisti italiani (un nome su tutti Demo Morselli).

Nonostante la buona musica, l’album è stato un flop, forse per il fatto che in 10 anni di carriera Jovanotti ha già fatto altre due raccolte? Entrambe di buona fattura, soprattutto la prima, “L’ombelico del mondo”.

di Sonia Paolin