Bacco Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere, ma Bacco e Marte?

settembre 3, 2007 in Medley da Gabriella Grea

Ecco lo stato dell’arte

alambicchi in vetro utilizzati dagli alchimistiE’ cronaca quotidiana: l’abuso alcolico è oggi la causa maggiore di mortalità e morbilità con effetti acuti (intossicazioni, incidenti stradali e sul lavoro) e cronici (patologie organiche polidistrettuali) nel mondo occidentale. L’emergenza non coinvolge solo la sanità, ma anche le politiche sociali ed economiche dei singoli stati, tanto da richiedere sforzi multidisciplinari per arginarla.

Scorporando i dati presentati in letteratura si scopre che il tasso di donne alcoliste è notevolmente aumentato; in più uno studio americano redatto nel 1999 segnala che il tasso di primo consumo di alcolici negli adolescenti tra i 12 e i 17 anni è identico per i due sessi.

Fisiologicamente e biologicamente le donne sono più vulnerabili dell’uomo agli effetti dell’alcol, manifestano segni e sintomi di intossicazioni più gravi pur assumendo minori quantità di etanolo, sviluppano pertanto patologie più severe in tempi più brevi (effetto telescoping).

Rischiano di rimanere vittime di violenze e incidenti in percentuali maggiori perché dimostrano danni più rilevanti a carico dei processi cognitivi e nelle prestazioni psicomotorie.

I primi dati inquietanti provengono da rilevazioni statunitensi negli anni 80: il rapporto tra alcolisti di sesso maschile e femminile era circa 5:1, dopo circa 10 anni 2,45:1.

Bias di metodo o di interpretazione? No! Una triste realtà confermata da studi successivi sia europei sia d’oltreoceano..

Inoltre l’etanolo interferisce con lo sviluppo fetale causando aborto, morte fetale, nascita prematura, anormalità di sviluppo, nonché sindrome fetoalcolica. Patologia tristemente nota perché causa effetti permanenti e irreversibili sul SNC, può essere prevenuta solo con astinenza alcolica durante la gravidanza. Ironia della sorte, per la presenza di un minor bagaglio enzimatico per catabolizzare l’alcol, è proprio la giovane donna ad essere più a rischio.

Le ragioni di questa “emancipazione femminile” sono da ricercare nelle trasformazioni dei modelli e degli stili di vita degli ultimi 30 anni. Sic Dicunt.

Mi dispiace mi sembra troppo semplicistica come ipotesi. Non ho risposte da sottoporvi, ma tre istantanee della mai memoria.

1. Torino 2007: bar del centro città, pomeriggio d’estate.

Lei, 30 anni: una spremuta di pompelmo senza zucchero.

Lui, 60 anni: un succo di pomodoro senza sale con una spruzzata di origano. Senza Gin.

Loro, 45 anni in tre: due chardonnay e un prosecco.

2. Alto Monferrato 1917: scuola elementare, mattino.

Illustrazioni dei danni fetali correlati all’abuso alcolico materno, durante l’ora di economia domestica.

3. Rabat 2006: ristorante del centro, sera d’autunno.

Una donna sola, 45 anni circa, durante il pasto beve, non mangia; beve ancora al banco mentre salda il conto, sempre sola. La musica dell’oud si diffonde nel locale: piange le sue lacrime.

Biografia:

  • Mancinelli R e Guiducci MS, la donna e l’alcol: vulnerabilità biologca?, Ann Ist Super Sanità 2004; 40(1):19-23;

  • Helzer JE et al., Alcohol abuse and depedence, NY 1991, 81-115 ;

    Substance Abuse and Mental Health Services Administration, Rockville 2000 ;

  • Are women more vulnerable to alcohol’s effect? Bethesda 1999;

  • Cook JD, Biochemical markers of alcohol use in pregnat women, Clin Biochem 2003;36:9-19

    di Gabriella Grea