Arriva la Parigi-Roubaix

aprile 8, 2006 in Sport da Federico Danesi

RoubaixOggi più che mai, tutti contro Boonen. O meglio sarebbe dire tutti contro la Quick Step, squadra regina di questo inizio stagione. Arriva la Parigi-Roubaix e tutti guardano la banda di Patrick Lefevère, perché sanno che l’andamento della corsa dipenderà quasi esclusivamente da quello che faranno gli uomini in bianco e blu, da quelli che saranno gli ordini di scuderia.

Lungo le strade e il pavè di questa che resta la regina delle classiche, per la sua durezza quasi anacronistica, ora che ha recuperato anche lo storico tratto della Foresta di Arenberg, si reciterà un copione che sembra già scritto. Tom Boonen, già vincitore un anno fa quando al Velodromo di Roubaix bruciò le resistenze di Hincapie e Flecha, sembra in condizioni ancora più smaglianti. Per una volta un campione del mondo si presenta favorito. Come fu con Moser nel ’78, quando il trentino mise il suo secondo sigillo consecutivo. La stessa cosa che vuole fare il fiammingo, conscio di avere gambe e squadra dalla sua.

Nonostante le rassicurazioni della vigilia, che fanno seguito a quanto dichiarato da Boonen dopo l’eccellente lavoro di gregariato al ‘Fiandre’, Pippo Pozzato non partirà come capitano della Quick Step. Eppure ha dimostrato di andare fortissimo. Lo ha fatto domenica scorsa, si è ripetuto mercoledì nella Gand-Wewelgem, quando ha rischiato di vincere con una grandissima.

Al vicentino come favorito, però, pensa anche il ct della nazionale, Franco Ballerini, uno dei migliori interpreti della Roubaix negli anni Novanta tanto da averla vinta due volte: “Se Boonen non dovesse essere in una buona giornata – commenta il tecnico – Pozzato ha tutto per poter vincere la gara. Quest’anno arriva con una condizione invidiabile e con una convinzione diversa”.

Resta da vedere cosa ne pensano l’iridato e il suo staff. Lefevère è lo stesso che, quando guidava la Mapei, costrinse Tafi a fare solo da scudiero a Museeuw nella tripletta della squadra italo-belga e da allora poco è cambiato.

Sulla strada per la doppietta di Boonen, qualche incognita resta. Gli avversari di turno, Pozzato a parte, portano i nomi di Hincapie. Hushovd, Flecha, Cancellara, ma anche del nostro Alessandro Ballan che su queste strade potrebbe fare molto bene. Già, le strade. La Parigi-Roubaix è, soprattutto, il suo pavè: ben 27 settori, con lunghezza variabili tra gli ottocento e i tremila metri. In tutto 52,7 chilometri che hanno scritto la storia. Come la terribile Foresta di Arenberg, che torna dopo il restyling alla quale è stata sottoposta. Qui non si vince la Roubaix, ma di sicuro si può perdere. E ancora Orchies, Mons-en-Pévéle, Cysoing o il Carrefour de l’Arbre. Arrivare in fondo é già un’impresa. Vincere un’incoronazione.

di Federico Danesi