Ariane et Barbe-bleu

novembre 21, 2007 in Spettacoli da Stefano Mola

Dopo il grande inizio della stagione, un eccellente Falstaff, che ci ha fatto riflettere sulla natura dello scorrere del tempo, sulle nostre ombre e presunzioni, sul mondo come burla e quindi come teatro, ecco che il secondo titolo messo in scena dal Regio ci porta in atmosfere diverse ma altrettanto pregnanti.

arianeVenerdì 23 Novembre, alle ore 20:00, tocca infatti all’opera di Paul Dukas (ovvero Mr. Apprendista Stregone di disneyana memoria) Ariane et Barbe-bleu. Libretto a cura di una firma poeticamente prestigiosa (Premio Nobel per la letteratura 1911): il poeta belga Maurice Maeterlinck.

L’allestimento è nuovo di zecca, a doppia firma francese: regia di Danielle Ory, alla testa dell’orchestra Emmanuel Villaume. Messinscena in una ambientazione sospesa nel tempo a cura di Pbhilippe Fraisse. Costumi tra fashion e mitologia di Rossana Caringi.

Dukas lavorò all’opera per ben sette anni, arrivando a un risultato quasi psicoanalitico, dove il personaggio femminile di Ariane è nettamente predominante rispetto al temibile Barbe-bleu. Tra gli estimatori della musica di Dukas, Vincent d’Indy scrisse: Io considero quest’opera come la più potente manifestazione di musica drammatica che sia stata prodotta dopo i drammi wagneriani.

Lasciamo la parola a Danielle Ory, per la prima volta al Regio, spesso ospite al festival di Avignone e attualmente impegnata anche nel Don Quichotte di Massenet (Limoges, 2008). Nella sua visione, Ariane et Barbe-Bleu, prima di tutto è un’opera femminile, non femminista… Ariane è molte cose insieme, è un’opera nella quale il rapporto tra musica e parole è molto importante… così come lo sono i simboli: sei chiavi, sei porte, un castello-labirinto […] Barbe-Bleue è un uomo che ha l’ossessione della violenza, un uomo che non ha mai amato, fino a quando non incontra Ariane. Alla fine dell’opera lui sarà cambiato, Ariane se ne va, ma Barbe-Bleue adesso è un uomo diverso.

Rapida sintesi degli eventi. C’è rivolta nell’aria. I contadini vorrebbe farla finita con Barbe-bleu, che ritengono essere un serial killer di consorti (cinque, non male anche se lo confrontiamo con i nostri orribili titoli di cronaca quotidiana). In mezzo a tutto questo, Ariane arriva al castello insieme alla nutrice. Apre una serie di porte (sei, dietro alle quali traboccano gioielli). Resta la settima, proibita. Che fare? Ovviamente di fronte al fascino di ciò che è interdetto, lo sbocco più probabile è proprio il fare quello che non si dovrebbe. Felice scelta: dietro la porta ci sono le cinque mogli precedenti, ancora vive. Squarciate le tenebre, per loro si apre il possibile della libertà. Nel frattempo anche i contadini sono passati all’azione e hanno catturato il cattivo. Vorrebbero farne giustizia sommaria, ma le cinque mogli non solo si oppongono. Oltre a curare il cattivo, decidono di restare con lui, nonostante l’esortazione di Ariane, che invece parte verso altri lidi.

I protagonisti. Ariane sarà la soprano americana Kristine Ciesinski, il cattivo Barbe-bleu sarà invece il baritono belga Marcel Vanaud, Nadine Denize invece la nutrice. Il Coro come sempre sarà diretto da Claudio Marino Moretti.

INFORMAZIONI

Cinque recite, dal 24 Novembre al 1 Dicembre

Per informazioni e vendita biglietti

Biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215

Tel. 011.8815.241/242

[email protected]

www.teatroregio.torino.it

di Stefano Mola