Anno Accademico

marzo 24, 2002 in il Traspiratore da Redazione

30006Quale l’utilità della cerimonia di inizio Anno Accademico?

Analisi critica (più critica che analisi) dell’evento con protagonista lo ‘studente – suppellettile’

Siete mai stati all’Inaugurazione di un anno accademico? E’ un avvenimento mondano di una certa importanza, con ospiti illustri e grandi discorsi, analisi sull’operato e aspettative future; peccato che in tutto questo sparisca la figura dello studente!

L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2001-2002 dell’Università di Torino è avvenuta quest’anno al cospetto del Ministro per l’Istruzione, Letizia Moratti, e del Governatore del Piemonte, Enzo Ghigo. Il Rettore Bertolino ha incentrato il suo discorso principalmente su tre punti:

a) ‘guardate come siamo stati bravi nel nostro lavoro, nonostante le risorse ed i legacci burocratici’;

b) ‘ringraziamo, nonostante ciò, il personale sostegno delle istituzioni per quello che hanno fatto per noi’;

c) ‘sollecitiamo le stesse per avere più sostegno legislativo e più fondi, al fine di portare avanti i nostri bei progetti’.

Volendo tralasciare una potenziale discussione sui motivi di un’inaugurazione di A.A. avvenuta a metà gennaio, quando le lezioni iniziano tra settembre e novembre, a seconda delle facoltà (ma quindi, fino all’Avvenimento, allievi e professori erano in vacanza? hanno fatto tutto per gioco?), resta sconcertante l’assenza dello «studente» dalle prospettive della giornata, in ogni sua forma.

Il salone dell’Auditorium del Lingotto è una suggestiva cornice capace di migliaia di posti. A parte gli allievi dell’Accademia, la percentuale di presenza di studenti nella sala si poteva stimare in un due, tre per cento dei convenuti. La «massiccia» presenza si spiega con la contestazione al Ministro Moratti, che non ha mancato di affacciarsi anche in quella occasione (era la giornata dello sciopero generale dei metalmeccanici). Più inquietante invece l’evanescenza della parola «studenti» nel discorso del Rettore. Si è parlato molto di successi, legami internazionali, professori e ricerca, mentre la massa di decine di migliaia di iscritti è comparsa solo in frasi utili a richieste di finanziamenti o per rimarcare le migliorie apportate, migliorie spesso contestabili.

Le osservazioni fin qui mosse sono sicuramente partigiane, influenzate dall’esperienza personale. Esperienza personale di uno studente, che percepisce i tanto esaltati servizi e subisce le tanto illuminate docenze.

Si può però analizzare in modo più oggettivo un aspetto della giornata dell’Inaugurazione. E’ stato presentato nell’occasione un video, realizzato dall’Università, che servirà all’Ateneo per promuovere agli occhi di partner, sponsor e futuri studenti il proprio operato.

L’elevata fattura del promo, un decisamente riuscito prodotto di comunicazione pubblicitaria, pecca nello stesso punto in cui pecca l’Inaugurazione dell’A. A., più un’altra mezza dozzina. Nel video spariscono gli studenti, ma spariscono ancora più nettamente che nel salone dell’Auditorium. Una telecamera che vaga per i portici di via Po ci presenta dei giovani: studenti? semplici passanti? lavoratori? Poi parte una lunga carrellata di visite dei vari edifici dell’Ateneo, durante la quale ci si può scordare dello studente, utile per battere cassa, ma un po’ antiestetico in alcuni frangenti.

Eccoli invece gli studenti. Aula piena, probabilmente durante un esame, telecamera che con inquadrature ammiccanti si muove tra i banchi, teleobbiettivo sparato al massimo. Così sparisce lo studente, si può apprezzare la folla. In questo momento gli studenti diventano utili: sono la massa di iscritti, buoni per mostrare l’importanza dell’Ateneo. Poi di nuovo l’oblio, fino al termine del cortometraggio, quando si torna tra passanti casuali della strada di Po.

Altri elementi molto discutibili del video sono la totale ed ingannevole assenza di Palazzo Nuovo (troppo brutto da far vedere?) e l’allungamento delle mani sulla città: piazza Castello, il Lingotto, il Castello del Valentino, Superga, la Mole. Tutto diventa facente parte dell’Università: impossibile per un futuro iscritto rendersi conto del confine fra Ateneo e resto della città, seppur bella, di Torino.

Osservazione finale. Diverse riprese sono state effettuate con steady-cam e voli aerei. Sicuri che la realizzazione di questo video richiedesse questi esborsi finanziari, esborsi che si sottraggono da altri investimenti per gli studenti? Ah già, ma gli studenti sono scomparsi…

Il Traspiratore – Numero 35

di D. Cirio