AMMMERICA – Atto ventesimosecondo

settembre 6, 2011 in Viaggi e Turismo da Meno Pelnaso

Usciamo dalla ressa dei draft e ci troviamo nuovamente nelle strade semideserte.

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Passiamo davanti a numerose vetrine vuote e grigie di polvere.

Ogni isolato ha il suo lato in ombra, i suoi vagabondi che chiedono l’elemosina, i suoi alcoolisti seduti a terra ad ascoltare i suoi musicisti.

In alto una bandiera sventola …

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Man mano che si avanza lungo la strada si passa da una zona musicale ad un’altra.

I confini non sono segnati, ma i sax sono a distanza strategica gli uni dagli altri per non darsi fastidio.

Si possono attraversare diversi generi musicali con diversi stili d’interpretazione.

Tutti sono molto bravi e piacevoli da ascoltare, così nessuna scodella rimane vuota.

Chi non sa suonare porta a spasso un cagnetto per attirare l’attenzione e chiedere un contributo per sfamarlo, … la bestiola, … non l’emaciato padrone … (!).

Entriamo in un negozio di tabacchi e scopriamo che in realtà vende un po’ di tutto.

In zona è l’unico aperto così fa affari d’oro con sigarette ed alcoolici, che vengono bevuti con la bottiglia in un sacchetto di carta … per evitare di essere fermati dalla polizia.

Non mi sono ancora comperato un ricordo di Detroit, così compro un berretto da baseball, … me lo calo in testa e, subito fuori dalla porta, la gente comincia a rivolgersi a me …

… col berretto sembro proprio americano doc …

… eh, eh, … a quanto pare l’abito fa il monaco!

Ora abbiamo un certo languorino e c’infiliamo in un ristorante per mangiare un boccone.

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Poi, con la pancia piena, non ci rimane che andare a visitare uno dei grattacieli di fronte al fiume, per vedere il panorama notturno e scattare qualche foto.

Entriamo nella pancia del gigante.

Ci sono rampe, scale, scale mobili, corridoi, ponti illuminati e ascensori che s’intersecano ovunque.

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Cerchiamo di raggiungere i piani alti dell’enorme struttura d’acciaio, cemento e cristallo, ma ci perdiamo.

Chiediamo istruzioni e due gentilissimi poliziotti (dentro ce ne sono persino in bicicletta!) ci spiegano che nei piani alti c’è un albergo e un ristorante e non si possono raggiungere se non si è clienti.

Anche volendo cercare di salire gli ascensori sono presidiati dalla reception del ristorante e gli altri usano un chiave elettronica che noi non possediamo.

Niente da fare!

Rinunciamo.

Usciamo ed attraversiamo il piazzale antistante il grattacielo spazzato dal vento.

Gli ascensori di cristallo sono illuminati e salgono e scendono a velocità incredibili lungo le pareti del grattacielo.

Ci avviciniamo alla passeggiata lungofiume.

Tre poliziotti in bicicletta ci avvicinano e con fare serio e determinato ci avvertono che la passeggiata è off-limits durante le ore notturne … questioni di sicurezza.

Chiediamo di poter fare una foto alle luci che si riflettono sul fiume.

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Ci viene accordato il permesso, purché si faccia in fretta, la passeggiata è lunga e, anche se in bicicletta, è lunga presidiarla tutta, … specie con il vento freddo che taglia la faccia.

Fatta la foto ringraziamo e ce ne andiamo.

I poliziotti salutano e spariscono a tutta velocità, in lontananza ci sono altre persone da allontanare.

Ci avviamo stanchi alla macchina … arrivederci Detroit!

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso