AMMMERICA – Atto ventesimoquinto

settembre 19, 2011 in Viaggi e Turismo da Meno Pelnaso

Abbiamo finito il “lavoretto” da fare durante il “viaggetto”.

Abbiamo fatto più chilometri dell’esercito romano che ha conquistato il mondo, fatto riunioni, visitato stabilimenti, seguito corsi, scritto report …

… siamo stanchi, …

… VOGLIAMO TORNARE A CASA!!!

Alla fine dobbiamo ammettere che è stata un’esperienza interessante (da non ripetere con questi ritmi!) che ci ha fatto conoscere persone e punti di vista a volte molto diversi dai nostri.

Ora però siamo nello stato d’animo di coloro che voglio tornare a mangiare pasta al sugo e respirare l’aria di casa.

Fino ad adesso le notizie di ci sono arrivate tramite i nostri cari che, dopo averci chiesto almeno due volte al giorno (mattina e sera) se stiamo bene, se mangiamo (non si rendono conto di cosa stanno parlando!), se la gente è simpatica, quando torniamo, …, ci hanno aggiornato rispetto alle notizie importanti (come stanno i parenti, gli amici, i vicini, chi ha vinto la partita, …).

Le sensazioni sulla situazione “politica” ed economica di casa ci sono arrivate invece tramite le foto ed i titoloni a tutta pagina di qualche giornale scandalistico o i sorrisetti maliziosi di qualche persona della sicurezza ai controlli degli aeroporti:

– “Italian?”

– Yes.

– Eh, eh, eh …

Non seguendo puntualmente dall’estero le “vicende” di casa, non sappiamo, o non vogliamo sapere, cosa intendano gli sguardi furbetti che ci vengono propinati quindi preferiamo glissare e passare oltre!

Il tempo di prendere qualche ricordino (alla fine abbiamo veramente comperato un sacco di magnetini per il frigorifero!) ci avviamo stanchi e un po’ malinconici ai controlli di sicurezza.

Ai controlli ti fanno spogliare quasi completamente.

Per uno come me, che trasforma le tasche in zaini, i controlli sono sempre una tragedia.

Fortuna che gli americani sono molto pazienti, perché svuotare le mie tasche sembra come voler riempire un cestino con il contenuto del gonnellino di Eta Beta!

Dopo tutta questa fatica guardo soddisfatto la ragazza in divisa che invece mi osserva con un certo sguardo d’incertezza.

Mi viene un dubbio, ma poi mi ricordo che avevo messo un paio di decini nella taschina porta orologio dei jeans.

Sorrido e tolgo anche quelli, ora sono orgogliosamente sicuro che non può suonare nessun campanello dei controlli!

La ragazza rimane davanti a me …

… la guardo …

… lei guarda me …

… la riguardo …

… è carina, ma poi non così tanto da dover rimanere impalato per un’ora, …

… d’altra parte io non sono un adone, …

… quindi cosa cavolo vuoi ancora da me???

Finalmente, visto che non capisco mi fa cenno di togliermi le scarpe …

… LE SCARPE!?!?

Ma sei matta???

Ma lo sai che le ho portate per ben diciassette ore (mediamente dalle sette di mattina a mezzanotte) tutti i giorni di questa settimana infernale???

Per quanto mi sia lavato tutte le mattine e tutte le sere, e visto che oggi sono in piedi già da nove ore, non pretenderai mica che profumino di violetta vero?

Ma lo sai che le scarpe da ginnastica portate da un uomo adulto sono elencate tra le armi batteriologiche, non convenzionali, vietate dalla Convenzione di Ginevra???

Se le tiri addosso a qualcuno, come sembra ormai uso e costume in tutti i paesi del mondo, se non gli fai male prendendolo sul naso, rischi di sterminare tutti nell’arco di qualche metro per l’azione secondaria del loro “olezzo”!!!

Non c’è verso … non vuole ascoltare ragione … vuole le mie scarpe!

Mi guardo attorno imbarazzato.

Tutti si sono già tolti le scarpe, … anche qualcuno con un buchetto sul pollicione!

Nella fila di fianco una giovane pin-up, fianchi larghi e pieni, vita stretta da vespa, seno prorompente con scollatura vertiginosa e pochi, radi, fragili, troppo striminziti bottoncini a contenere tutto questo ben di …

… ma andiamo avanti (!), …

… si è tolta le ciabatte infradito (ricordo che mediamente fuori dall’aeroporto ci sono forse meno di una decina di gradi centigradi!) ancor prima di arrivare al banco del controllo.

Camminando scalza sulle punte, sculettando quanto basta per spostare l’aria attorno a sé, si avvicina e le pone nel cestino preso appositamente per lei da un omone in divisa con un sorriso ebete sulla faccia, perso completamente dalle manovre sinuose della ragazza.

Sa di essere carina ed esibizionista quanto basta per attirare l’attenzione della gran parte dei maschi non ancora in andropausa del circondario (la densità ormonale satura la sala!).

Desmond Morris (famoso zoologo ed etologo) avrebbe sicuramente molto da scrivere su di lei ed il concetto di “desiderio” di quelle che lui chiama “le scimmie nude”!

I jeans sottili ed elasticizzati sono una seconda pelle e non lasciano molto alla fantasia.

Si toglie la cintura enorme (che però non ha alcun ruolo funzionale) e la lascia cadere con un tonfo nel cestino.

Poi si piega per riporre qualche cosa nella borsa ed i jeans scendono …

… scendono …

… scendono …

… alla fine mezzo sedere è ormai in bella vista!

Il tatuaggio tribale che si diparte dalla punta del coccige è ormai perfettamente e completamente visibile …

… gran bella pubblicità per l’autore!

… è chiaro ormai a tutti che le mutandine non fanno parte del suo guardaroba!

I due ragazzi dietro di lei non hanno più occhi che per lei, o … per lo meno … per una parte di lei, … e le bave cominciano a colare dal lato della bocca semiaperta.

Lei si piega ancora un po’, …

… ma quanto è profonda ‘sta borsa!!! …

… se ci fosse un medico potrebbe ormai tranquillamente farle una visita ginecologica!

Guardo la ragazza della sicurezza di fronte a me, anche lei ha visto la scena e mi sorride divertita, …

… ma vuole ancora che mi tolga le scarpe!

VA BENE!

Te la sei voluta!

Tolgo le scarpe e le metto sul nastro trasportatore … immagino già la macchina per i raggi X che fra un po’ le sputerà fuori schifata scaraventandole lontano da sé!

La ragazza in divisa mi guarda ancora e … ORRORE!!! …

… vuole che mi tolga la cintura!

Ora, …

… signorina,

… vede …

… mi ascolti …

… la prego …

… devo spiegarle …

… che in quest’ultimo mese sono dimagrito molto …

… e i pantaloni mi cadono, …

… se tolgo la cintura …

NIENTE!

VUOLE ANCHE LA CINTURA!

MA SEI SENZA CUORE!

UNA DONNA SENZA PIETÀ!

Tolgo anche la cintura e mi tengo i pantaloni con una mano.

Lei mi invita ad entrare in una sorta di cilindro di vetro.

Ora capisco!

Mi fanno passare attraverso il body scanner!

… MA ALLORA VUOI PROPRIO VEDERMI NUDO!!!

Entro e mi dice di sollevare le braccia …

… ma se sollevo le braccia …

… devo mollare i pantaloni …

… e se mollo i pantaloni …

… la gravità fa il resto e …

… rimango in mutande!

Guardo la ragazza con occhi imploranti …

… lei mi sorride e mi ripete di alzare le braccia …

… mi rassegno.

Le alzo allargando per quanto possibile le gambe per evitare che i pantaloni crollino impudicamente a terra … glielo ho detto e ripetuto che sono molto dimagrito … quando arrivo a casa vado subito a comperarmene un paio!

Poi mi rendo conto che il resto del mondo sta guardando da un’altra parte (indovinate cosa?) e mi tranquillizzo.

Esco finalmente dal cilindro e un altro uomo della sicurezza mi fa un cenno sbrigativo di avanzare e togliermi dai piedi, sta guardando nella direzione della pin-up ed io ormai sono solo un fastidio … che perde i pantaloni pure!

Impiego un bel po
’ per restituirmi un aspetto dignitoso e rimettere tutto nelle tasche.

Nessuno fa caso a me.

La pin-up sta dando ancora spettacolo nell’altra corsia.

Mi avvio.

Una scia di profumo mi precede e mi indica la direzione …

… finalmente posso andare al gate.

Arrivederci AMMMERICA!

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso