AMMMERICA – Atto settimo

giugno 13, 2011 in Viaggi e Turismo da Meno Pelnaso

Dopo una buona mezzora di attesa, ora tocca finalmente a me.

La coda in attesa davanti alla poliziotta carina, che con fare amorevole aspetta i viaggiatori per fare le domande con calma, gentilezza, scandendo bene le parole, …. però … si blocca!

Lei ha finito il turno.

Al suo posto arriva il fratellino minore di Arnold Schwarzenegger, …

… un incrocio tra un bulldozer e uno yeti, … e per d più …

… incazzato come una bbbestia!!!

… ma cosa ho fatto di male!

Non ci volevo venire io in America.

Mi ci hanno mandato contro la mia volontà.

Devo fare un lavoro in una settimana, prendendo dieci aerei e ho fatto la traversata dell’atlantico in una scatola di sardine, con le ginocchia in bocca, di fianco ad un maniaco rompicogl… che è riuscito a passare davanti a tutti … e a me capita il poliziotto più incazzato della costa est!

… ma se sopravvivo mi sentono a casa … uhuuu se mi sentono!!!

Dopo aver scritto qualche cosa al computer e controllato che tutti i dispositivi fossero funzionanti, si volta verso di me e con il suo più affascinante sorriso digrignante … aprendo una mascella da mastino napoletano gigante … facendo vedere una tripla fila di denti da caimano … mi fa cenno con due dita di avvicinarmi rapidamente!

È finita!

Lascio tutto alla ricerca sul nonsochecosa …

… chiedo perdono per tutti i miei peccati, anche quelli che non ho commesso (non si sa mai!) …

… chiedo pietà a tutti i santi, anche quelli delle altre religioni (casomai quelli della mia fossero già impegnati …) …

Mi avvicino …

… lui, con tono secco e burbero, simile a quello dei sergenti dei Marines per intenderci, mi apostrofa …

– Il passaporto!

– Eccolo (gli darei anche il portafoglio se me lo chiedesse!), … ho anche stampato il foglio compilato via internet …

– Non m’interessa!

– …

– Perché vieni negli USA?

– Per lavoro …

– Che lavoro fai?

Non mi fa finire le risposte e parla talmente veloce che faccio fatica a capire …

– Assistenza di …

– Cosa vieni a fare in America …

– Controlli di …

– Ora ti …

Però adesso tocca a me …

– Senti, sono italiano e il mio inglese non è perfetto, quindi, per favore, parla più lentamente e scandisci bene le parole … per favore.

– … OK!

O-r-a t-i p-r-e-n-d-e-r-ò l-e i-m-p-r-o-n-t-e d-i-g-i-t-a-l-i.

P-r-i-m-a l-e d-i-t-a d-e-l-l-a m-a-n-o s-i-n-i-s-t-r-a p-o-i l-e d-i-t-a d-e-l-l-a m-a-n-o d-e-s-t-r-a …

Mi fa sentire un imbecille ma almeno ora lo capisco più chiaramente.

– P-r-i-m-a a-p-p-o-g-g-i l-e q-u-a-t-t-r-o d-i-t-a d-e-l-l-a m-a-n-o s-i-n-i-s-t-r-a …

Ad ogni parola accompagna anche il gesto per rendere tutto più chiaro … sarà strano, ma comincia persino ad essermi simpatico.

Dopo avermi preso le impronte digitali mi spiega, sempre con lo stresso tono meccanico e la stessa cadenza, che mi farà una foto digitale, devo posizionarmi davanti alla macchina che sembra una testa di struzzo meccanico.

Mentre mi posiziono, lui ha già spostato la macchina, così devo tornare indietro.

Purtroppo però lui è ancora una volta troppo veloce e l’ha già spostata dov’ero prima.

Andiamo avanti così per alcune volte, come nelle commedie di Stanlio ed Ollio (indovinate chi faccio io?), allora mi fermo per evitare che si scocci e mi morda.

Invece lui non si è scomposto minimamente e mi ha seguito per tutto il balletto senza alterarsi.

Finalmente mi fa la foto e mi restituisce i documenti.

– Benvenuto negli Stati Uniti d’America e buon lavoro!

– Grazie, … arrivederci … (forse).

Sono arrivato in America!

Ora posso finalmente andare a lavorare!!!

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso