Alceste à byciclette e Essere Riccardo e gli altri: Torino Film Festival

novembre 27, 2013 in Cinema, Net Journal, Primo Piano da Marcella Trapani

essere-riccardo_gassman_stefanoromano_16Il rapporto tra teatro e cinema è protagonista di due pellicole viste durante il 31^ Torino Film Festival. Il primo film è Alceste à byciclette (Molière in bicicletta in italiano), presentato nella sezione Europop dal regista Philippe Le Guay e dagli attori Lambert Wilson e Maya Sansa. E’ una storia incentrata sull’allestimento de Il misantropo di Molière con protagonista un celebre attore teatrale, Serge Tanneur (interpretato da uno strepitoso Fabrice Luchini, anche autore del soggetto insieme a Philippe le Guay).

Tanneur si è ritirato dalle scene in seguito ad un esaurimento nervoso e conduce una vita solitaria sull’Ile de Ré nei pressi de La Rochelle. Un suo spregiudicato collega, Gauthier Valence (Lambert Wilson) cerca di convincerlo a tornare sulle scene nel ruolo di Alceste e, tra indecisioni e ripensamenti, le prove hanno inizio. Il carattere di Tanneur sembra ricalcare in tutto e per tutto quello del personaggio di Molière e nelle scaramucce tra i due s’insinua un’affascinante donna italiana che vive sull’isola (Maya Sansa). Entrambi se ne invaghiscono ma solo quello che non è ne innamorato l’avrà. E la pièce non andrà in scena nella forma che si pensava…
Una commedia dolce amara con un finale non buonista e non riconciliante, ma che suscita vere emozioni nello spettatore e tanta voglia di rileggere (e rivedere) le commedie di Molière… ma anche di visitare i luoghi

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della Francia dove si svolge l’azione.

Un vero e proprio docu-film è invece Essere Riccardo… e gli altri di Giancarlo Scarchilli presentato nella sezione Festa Mobile. Il regista ha seguito la genesi e la costruzione dello spettacolo teatrale Riccardo III di W. Shakespeare per la regia di Alessandro Gassmann, protagonisti lo stesso Gassmann con Manrico Gammarota,

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Paila Pavese, Mauro Marino, Sabina Knaflitz. Tutto il cast era in sala, dato che in questi giorni lo spettacolo è al Teatro Stabile di Torino, co-produttore del film. Si tratta di un documentario sul lavoro di Gassmann come regista, lavoro che, per sua stessa ammissione durante la presentazione della pellicola, Scarchilli ammira molto.
Lo spettatore apprende così molti “segreti” della vita dell’attore teatrale (gli attori si truccano da soli, ad esempio) e soprattutto la fatica di calarsi in certi personaggi, così violenti e così ancestrali come il protagonista del dramma di Shakespeare. Gassmann ha scelto un allestimento in stile gotico e con un trucco dei personaggi liberamente ispirato al cinema di Tim Burton. L’attore e regista, non potendo simulare di essere gobbo (è alto un metro e 93 cm!), ha scelto di accentuare la sua altezza indossando scarpe con tacchi alti, tanto da trasformarsi in una figura grottesca, con un braccio offeso che trascina nelle sue lunghe falcate sul palcoscenico. Gli attori che lo circondano sono stati scelti, oltre che per le loro capacità e il loro adattamento ai ruoli, anche per la statura non superiore al metro e 70 cm, in modo da far risaltare l’altezza sproporzionata del protagonista ed esserne in qualche maniera dominati.