Al via le 37e Olimpiadi degli Scacchi

maggio 21, 2006 in Attualità da Momy

Dal 20 maggio al 4 giugno 2006, l’Oval ospiterà per 14 giorni una media di 450 incontri quotidiani in contemporanea.

scacchiQuella tavola quadrata, 64 piccoli spazi, e il profumo di legno che emanava hanno esercitato su di me un fascino incredibile, fin da quando avevo sei anni. Non so se ad attrarmi di più fosse il colore bianconero, simbolo per eccellenza della mia squadra del cuore, per la quale già a cinque anni stravedevo, oppure la perfezione geometrica di quell’oggetto, tanto ingegneristica quanto la strada che presi a diciott’anni. Fatto sta che, in una fredda sera invernale, osai proporre al campione di famiglia (mio papà, l’unico per altro che sapesse giocare…) di insegnarmi a dar vita a quell’oggetto all’apparenza inanimato.

Da bambini la scacchiera può evocare il gioco dei soldatini, o quello dei Lego: prendi i tuoi omini e spostali, dagli vita! Ma l’inizio non fu facile, ci misi un paio di anni per riuscire a vincere la mia prima partita, e ancora oggi non so se la vinsi veramente io, o se qualcuno la volle perdere…

Quando l’età della ragione e la tecnologia me lo consentirono, cominciai la mia personale sfida contro il PC: qui la vittoria poteva essere quasi sempre assicurata… livello very very easy e ti senti un piccolo Karpov. Eppure la soddisfazione che ti danno queste vittorie è effimera.

Troppo facile, troppo spersonalizzato. Devi guardare il tuo avversario negli occhi, studiarne le movenze, cercare di capire che cosa stia pensando, e anticiparlo. Gli scacchi sono sì un gioco tecnico, ma non si può prescindere dal lato umano. Lo sguardo, al contempo di tristezza e di ammirazione, da parte dell’avversario che hai appena battuto è un’emozione che nessun computer potrà mai regalarti.

Ecco perché, in occasione delle XXXVII Olimpiadi degli Scacchi, è bello esserci: per vedere gli sguardi, studiare le mosse, le movenze, i respiri e le mani, a volte ferme e sicure, a volte esitanti e tremolanti, dei campioni che si sfideranno per uno dei titoli più prestigiosi del palmares scacchistico mondiale.

Dal 20 maggio al 4 giugno 2006, l’Oval, recente protagonista nelle scorse Olimpiadi delle vicende dorate di Sua Maestà Enrico Fabris, ospiterà la competizione, che, per la prima volta nella storia, si svolgerà in Italia. E’ uno spazio di oltre 21.000 mq, la più vasta sede di gioco che mai abbiano avuto le Olimpiadi degli Scacchi, ed ospiterà per 14 giorni una media di circa 450 incontri quotidiani in contemporanea.

La famiglia scacchistica, ovvero atleti, allenatori, accompagnatori e delegati federali, sarà ospitata al Villaggio Olimpico. La kermesse si preannuncia ricca di record: primo tra tutti quello del maggior numero di nazioni rappresentate (ben 136 federazioni), quindi il maggior numero di squadre sia maschili sia femminili. Con il maggior numero di squadre, si avrà, di conseguenza, anche il record di partecipanti. Le squadre maschili sono composte da 6 giocatori (4 titolari e 2 riserve), mentre le femminili da 4 giocatrici (3 titolari e una riserva). Agli atleti si aggiunge il capitano non giocatore, l’accompagnatore federale e, almeno per le squadre più titolate, l’allenatore tecnico, il preparatore atletico e a volte lo psicologo.

Tutte le partite saranno trasmesse in diretta via internet. Questo permetterà agli appassionati di tutto il mondo di seguire mossa per mossa i propri rappresentanti e le partite dei grandi campioni.

L’inno delle Olimpiadi degli Scacchi è stato composto dal maestro Ennio Morricone, grande appassionato del gioco. Altro testimonial prestigioso dell’evento sarà Piero Angela, ulteriore marchio di torinesità sulla competizione.

Tutta torinese è anche la creazione della mascotte della competizione, “Ruky”, nata dall’idea di Annalisa Mondino, studentessa della scuola media Statale Schiaparelli-Marconi di Savigliano, che ha vinto (tra oltre 240 elaborati partecipanti) il concorso “Una Mascotte per le Olimpiadi degli Scacchi – Torino 2006”.

di Monica Mautino