Al via il Grinzane XXVI

gennaio 17, 2007 in Attualità da Stefano Mola

GRINZANE XXVI AL VIA

Nadine GordimerCi siamo. Dopo aver svoltato l’angolo del quarto di secolo, il premio Grinzane riparte in questo 2007 offrendoci una settimana di grande livello e interesse culturale, in un momento in cui la nostra città è di nuovo sotto gli occhi del mondo. Il varo della ventiseiesima edizione è per Sabato 20 gennaio, alle ore 16:00, a Palazzo Reale, Torino. È lì che potremo conoscere i sei libri (come sempre, tre per la narrativa italiana, tre per la narrativa straniera) che anche quest’anno si contenderanno il favore delle giurie scolastiche, di qui a giugno. A partire da sabato, si dipanerà il sentiero che porterà infine i vincitori al castello di Grinzane Cavour. Sempre sabato, verrà annunciato anche il nome di chi si potrà fregiare del premio di Autore Esordiente.

Alcune novità nella giuria dei critici, cui è spettata la scelta dei finalisti. Sullo scranno del presidente, al posto di Lorenzo Mondo, ora coordinatore scientifico del premio, troveremo la scrittrice Francesca Sanvitale. New entries: Rosetta Loy, Jacqueline Risset (Francia) e Peter Schneider (Germania), che si affiancheranno a Tahar Ben Jelloun (Marocco), Vincenzo Cerami, Guido Davico Bonino, Alain Elkann, Luigi Forte, Björn Larsson (Svezia), Predrag Matvejevic (Croazia), lo stesso Lorenzo Mondo, Raffaele Nigro, Gianni Riotta, Luis Sepúlveda e Giuliano Soria.

La dimensione internazionale del premio non è solo nella giuria dei critici, ma anche in quella dei giovani. Alle undici Scuole Medie Superiori d’Italia, si aggiungeranno i ragazzi dei Licei Italiani di Belgrado, Berlino, Bruxelles, Buenos Aires, Il Cairo, Fiume, Parigi, Praga, Saint Germain en Laye e presso le Università di Lisbona e Coimbra, Mosca, Salamanca, San Pietroburgo, Stoccolma e Tokyo e da quest’anno anche di Atene, Leeds e Manchester.

I PREMI GRINZANE LETTURA E TRADUZIONE

Per queste due caselle, nessuna suspence. Come sempre i nomi sono noti, e non ci resta che prepararci a un grande applauso. Il primo, sarà consegnato, sempre Sabato 20, alla scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, che così torna ad essere premiata dal Grinzane dopo il 1985, quando vinse con Luglio la sezione narrativa straniera. Nel frattempo (1991), la Gordimer ha fatto un viaggio a Stoccolma per il Nobel. Scusate la nota personale, ma sono particolarmente fiero di scrivere queste righe: è una delle mie scrittrici preferite. Riesce nel non facile equilibrio di stare con un piede nell’attualità politica più viva, e con l’altro nella profondità problematica della vita dei singoli. Nadine Gordimer è capace di tratteggiare con assoluta limpidezza e partecipazione una storia d’amore, non di quell’amore dei film, ma quello delle mille difficoltà ed ambiguità, insomma, quello che conosciamo bene. Ma queste storie non sono mai e per nulla astratte, sono calate nel reale, nel sole e nella polvere. Pienamente inserite nella scomodità del mondo. Eppure il quadro d’una situazione politica, mai tratteggiato con la comodità facile d’uno schema, non soffoca il singolo. Il mio consiglio è di leggere Un ospite d’onore, in cui questi due aspetti, il pubblico e il privato, trovano la loro più alta sintesi. Potrete ascoltare una lectio magistralis di Nadine Gordimer, dal titolo Il leone nella letteratura, giovedì 18 all’Accademia delle Scienze (via Accademia delle Scienze, 6 – ore 17:30).

Il secondo premio che verrà consegnato sabato, quello dedicato alla nobile, difficilissima e meritoria arte della traduzione, andrà invece a Renata Pisu, studiosa, scrittrice e fine traduttrice dalla lingua cinese.

LA LETTERATURA, IN AFRICA

La lectio magistralis della premio Nobel sudafricana non è che l’incipit d’una tre giorni dedicata alla narrazione di questo continente troppo spesso da noi dimenticato. Venerdì 19 ventuno scrittori da diciotto paesi africani saranno protagonisti del convegno Il deserto e dopo. La letteratura africana dall’oralità alla parola scritta. Il convegno si terrà al Teatro Vittoria (via Gramsci, 4 – ore 9,30 e ore 15). Ci limitiamo a citare i nomi: José Eduardo Agualusa (Angola), Germano Almeida (Capoverde), Syl Cheney-Coker (Sierra Leone), Emmanuel Dongala (Congo), Aminata Fofana (Guinea), Abdulrazak Gurnah (Zanzibar), Moses Isegawa (Uganda), Uzodinma Iweala (Nigeria), Koffi Kwahulé (Costa d’Avorio), Werewere Liking (Camerun), Henri Lopes (Repubblica Democratica del Congo), Valentina Acava Mmaka (Sudafrica), Martha Nassibou (Etiopia), Patrice Nganang (Camerun), Ondjaki (Angola), Niyi Osundare (Nigeria), Sami Tchak (Togo), Chris van Wyk (Sudafrica), Timothy Wangusa (Uganda), Musaemura Zimunya (Zimbawe). Un mosaico. Non penso che tutti i giorni si abbia la possibilità di studiare una fotografia così variegata, di assaggiare contraddizioni e sfaccettature, di conoscere nomi e parole nuove.

Infine, Sabato 20, presso il Rettorato Università degli Studi (via Po, 17 – ore 10,30) Catherine Spaak condurrà l’incontro La condizione femminile nell’Africa di oggi, intervistando cinque scrittrici africane: Aminata Fofana (Guinea), Werewere Liking (Camerun), Valentina Acava Mmaka (Sudafrica) e Martha Nassibou (Etiopia). Un approfondimento sulle donne, oggi, in Africa, tra educazione dei figli, cura della famiglia, scarso potere economico, sociale e politico, abusi e gli sfruttamenti. La scrittura come possibilità di riscatto?

di Stefano Mola