1972 vs 2002: Gennaio

febbraio 10, 2002 in Medley da Redazione

Iniziamo il viaggio tra due generazioni (noi, trentenni di oggi, e i nostri genitori, che probabilmente trent’anni fa erano nostri coetanei) per scoprire corsi e ricorsi storici, differenze e analogie nella società, o anche solo per ‘curiosare’ nel mondo di quando eravamo appena nati e ritornare al futuro…

Allora vediamo cosa succedeva (e cos’è successo) nel mese di gennaio: da Leone a Ciampi, dal Vietnam al mullah Omar, dal Mec all’Euro, dalla scomparsa di Buzzati a quella di Astrid Lindgren, dall’idea dello Space shuttle ai raggi di luce intrappolati, da Rischiatutto a Carramba che sorpresa, da Bukovski al Grande Fratello.

Cronologia 1972 – 2002: Gennaio

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  • Cronache

  • Esteri

  • Cultura e scienze

  • Spettacoli

  • Gossip

  • … a volte ritornano

  • Segno dei tempi

    Politica

    Il messaggio per l’anno nuovo del presidente Leone

    “Un augurio agli italiani come comunità nazionale, perché il 1972 possa vedere convogliate tutte le aspirazioni, tutte le ansie, tutte le inquietudini nella strada maestra segnata dalla costituzione. Sicché (…) si possa soprattutto mettere in essere quel complesso di condizioni che renda possibile di risolvere i più urgenti problemi italiani, preminente tra i quali è quello della piena occupazione e della giusta retribuzione ai lavoratori.” (Giovanni Leone)

    [Corriere della Sera del 2 gennaio 1972, p. 1]

    …e il messaggio del presidente Ciampi

    Il capo dello Stato ha ricordato che “il presidente rappresenta l’unità nazionale, vigila e opera perché siano rispettati i princìpi costituzionali, ha il diritto-dovere di consigliare”. E ha quindi invitato il governo a essere “disponibile all’ascolto dell’opposizione”, evitando di “affidarsi sbrigativamente al rapporto di forza parlamentare”. Inoltre, vanno rispettati i “giudizi della Corte Costituzionale” e nel contempo l’opposizione non dovrebbe far mai prevalere la “tentazione del ricorso sistematico all’ostruzionismo”.

    [Corriere della Sera del 2 gennaio 2002, p. 1]

    Verso la crisi di governo

    Il presidente del consiglio, Colombo, ha ricevuto questa mattina La Malfa, a conclusione del suo giro di colloqui con i segretari del centro-sinistra. L’incontro ha segnato di fatto l’avvio della crisi ministeriale: (…) La Malfa ha confermato a Colombo la decisione dei repubblicani di ritirare il loro appoggio al governo (…).

    [Luigi Bianchi – Corriere della Sera dell’8 gennaio 1972, p. 1]

    Il debutto dell’Euro

    Grande euforia nei 12 Paesi dell’Unione europea per i quali da ieri è entrato in vigore l’euro come moneta unica. La curiosità ha spinto ieri tanti italiani a cercare un bancomat per prelevare le nuove banconote fin dalle prime ore. In Italia sono stati così ritirati e messi in circolazione 184 milioni di euro, con una punta massima di 290 mila prelievi fra mezzogiorno e le 13 (…).

    [Corriere della Sera del 2 gennaio 2002, p. 1]

    Dimissioni del governo Colombo

    Il governo si è dimesso. La decisione l’ha presa questa mattina il presidente del Consiglio, Colombo, dopo che il “vertice” del centro-sinistra, esauritosi in poco più di due ore, gli aveva dato il via libera.

    [Luigi Bianchi – Corriere della Sera del 16 gennaio 1972, p. 1]

    La legge sul conflitto d’interessi

    (…) il governo chiede di approvare la legge sul conflitto di interessi entro Pasqua, ovvero entro il 31 di marzo. “Entro metà febbraio il provvedimento dovrà essere approvato in commissione Affari costituzionali”, ha precisato Donato Bruno di Forza Italia, che ha accolto la sollecitazione dei presidenti Casini e Pera, i quali avevano subordinato il rinnovo del Cda Rai all´approvazione del testo sul conflitto di interessi almeno in una commissione parlamentare. Dall´Ulivo (…) Fassino ha insistito sul modello made in Usa (“nessuno in Italia dovrebbe temere di adottare le regole che vigono in un Paese liberale”) e bocciato la proposta Caianiello che non prevede alcun tipo di “potere sanzionatorio” da parte dell’Autorità di controllo.

    [Amedeo La Mattina – La Stampa del 18 gennaio 2002, p. 6]

    Leone affida nuovamente a Colombo l’incarico di governo

    Le previsioni sono state, dunque, confermate. Colombo è stato incaricato di formare il governo, il mandato è molto più ampio di quanto non fosse avvenuto nelle ultime crisi, i partiti del centro-sinistra affermano tutti, con maggiore o minore convinzione, di voler tentare con impegno la strada del quadripartito. Sembra tutto chiaro, ma non lo è. L’opinione pubblica ha anzi il diritto di chiedersi il perché di una crisi che, almeno in questa prima fase, tende a risolversi con la stessa leadership di governo, con la stessa formula e addirittura con la stessa struttura a quattro.

    [Alberto Sensini – Corriere della Sera del 22 gennaio 1972, p. 1]

    La rappresentanza italiana per la convenzione europea

    “Vedrete, alla fine ci saremo sia io che Amato”. Gianfranco Fini la vede così la futura rappresentanza italiana per la Convenzione europea. “Ci saremo tutti e due: io indicato dal governo, Amato in quanto vicepresidente designato dall’Unione”. Finirà così, assicura Fini, che fa sapere di aver già parlato con il leader socialista, con cui già immagina “un lavoro comune costruttivo” e di cui ricorda l’onestà intellettuale di chi dice “di non poter rappresentare il governo italiano, in quanto esponente del centrosinistra, mentre il nostro è un governo di centrodestra”. Un ragionamento che lo stesso Amato sembra condividere. “Berlusconi sa che non accetterei mai di rappresentare il governo italiano e quindi è consapevole di doverci mandare un rappresentante del suo governo”.

    [La Repubblica del 26 gennaio 2002]

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    Cronache

    I botti del Capodanno 1972

    Sei morti per i botti e centinaia di feriti. “Più che un bilancio dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, pare un tragico bollettino di guerra. Direttamente o no, i “botti” del 31 dicembre hanno provocato a Roma due morti e circa duemila feriti, dei quali 220 ricoverati o medicati negli ospedali, e altri duecento ricorsi alle cure di medici privati o di cliniche. (…) I bollettini degli ospedali mostrano che la situazione della guerra dei botti è quest’anno notevolmente peggiorata (…). In compenso, sembra stia scomparendo la barbar
    a usanza del lancio dei cocci e dei più vari oggetti buttati dalle finestre.”

    [Carlo Galimberti – Corriere della Sera del 2 gennaio 1972, pp. 1, 2]

    … e i botti del 2002

    E’ stata una notte tranquilla. Con tanta gente nelle strade per festeggiare l’anno nuovo e, per fortuna, nessuna vittima per i “botti”. Il totale provvisorio dei feriti è di 544 di cui 29 gravi. L’unico morto, ad Agrigento, è dovuto a un colpo di fucile e non è quindi imputabile ai fuochi artificiali. L’anno scorso ci furono 4 morti e oltre 800 feriti.

    [La Repubblica del 1° gennaio 2002]

    La lotteria della Befana

    6 gennaio 1972: 150 milioni al primo estratto della lotteria abbinata a “Canzonissima”, vinta a sorpresa da Nicola di Bari con la sua canzone “Chitarra suona più piano”, che sorpassa il favorito

    [Massimo Ranieri, arrivato secondo.]

    Occhio, malocchio… Vanna Marchi e la fine di una (in)gloriosa carriera

    Vanna Marchi, la figlia Stefania Nobile e altre quattro persone sono state arrestate questa mattina dalla polizia tributaria di Milano. Accuse pesanti per le regine delle televendite e i suoi collaboratori ritenuti colpevoli di aver creato un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione con un giro di oltre 32 milioni di euro (circa 65 miliardi di lire) incassati fra il 1996 e il 2001. La tecnica era semplice: inviare dei numeri da giocare al Lotto, dati sicuramente vincenti ai clienti che venivano poi convinti ad accettare, e a pagare, delle pratiche anti malocchio nel caso in cui i numeri non uscissero. Un meccanismo oliato che secondo l’accusa la Marchi e sua figlia volevano addirittura esportare in Spagna, dove erano pronte a emigrare.

    [La Repubblica del 24 gennaio 2002]

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    Esteri

    Intesa Stati Uniti-Giappone

    Il vertice nippo americano di San Clemente si è concluso oggi dopo due giorni di colloqui fra il presidente Nixon e il “premier” giapponese Sato, con la riaffermazione della solidarietà fra i due paesi alleati ed il ribadimento della loro volontà di procedere in un quadro di “interdipendenza politica ed economica”.

    [U.S. – Corrire della Sera dell’8 gennaio 1972, p.1]

    La motocicletta del mullah Omar

    (…) antitaleban e marines erano sicuri di aver accerchiato Omar e 1500 suoi fedelissimi a Baghran e unità speciali Usa avevano accompagnato il governatore di Kandahar fin dentro la città per raccogliere la resa degli assediati, ma ieri mattina solo in 200 si sono arresi. Degli altri, mullah Omar compreso, non vi era più traccia. Gullalai avanza l´ipotesi che Omar sia fuggito “probabilmente in moto o forse a dorso di mulo”, riuscendo a beffare gli inseguitori come già fece al termine dell’assedio di Kandahar lo scorso 7 dicembre.

    [Maurizio Molinari – La Stampa del 6 gennaio 2002, p. 10]

    Vietnam: ultime fasi

    Nixon annuncia il rientro dal Vietnam di altri 70 mila uomini entro maggio. “Solo 16 mila aviatori resteranno nel Vietnam rispetto ai 60 mila di tre anni fa (…). Le incursioni aeree in questo periodo di tempo sono diminuite del 67 per cento. L’esercito sudvietnamita è ormai in grado di vincere il 75 per cento degli scontri con le forze regolari di Hanoi o con quelle dei Vietcong.”

    [Ennio Caretto – La Stampa del 14 gennaio 1972, p. 1]

    La crisi economica in Argentina

    La nave dell’economia argentina ha cominciato a navigare in mare aperto dove dovrà affrontare gli effetti di una svalutazione del 29% nei confronti del dollaro, che ora si cambia a 1,40 pesos dopo quasi 11 anni di parità uno a uno. Dopo aver ripreso in mano le redini della politica economica affidate al mercato dal modello liberista voluto all’inizio degli Anni Novanta dal presidente Carlos Menem, il nuovo governo si propone di affrontare il grave problema del debito estero: ma ciò avverrà solo nei primi giorni di febbraio.

    [Francesca Ambrogetti – La Stampa dell’8 gennaio 2002, p. 10]

    Nasce l’“Europa dei dieci”

    Vengono firmati a Bruxelles i trattati che ampliano il mercato comune (MEC): Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia e Danimarca sono entrate nella CEE.

    [Corriere della Sera del 23 gennaio 1972, p. 1]

    Arafat sempre più isolato

    Il presidente americano George W. Bush si è detto “deluso” da Yasser Arafat accusato di non voler fermare il terrorismo. Una delusione che si potrebbe tradurre in sanzioni verso l’Autorità nazionale palestinese e che accentua l’isolamento del leader palestinese accerchiato dai carri armati israeliani.

    [La Repubblica del 25 gennaio 2002]

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    Cultura e scienze

    Un libro femminista

    Tra i diversi cahiers des doléances delle nostre compagne, questo della americana Schulamith Firestone, La dialettica dei sessi (…) ci sembra fra i più indicativi, perché impietoso e spietato in sommo grado, cioè inteso a far piazza pulita delle varie ipocrisie ancora correnti. (…) Il marxismo (…) ha il torto di considerare la rivoluzione femminile come un corollario, una conseguenza della più vasta rivoluzione economica (…). Con la psicanalisi, poi, è peggio che andar di notte: il freudismo, infatti, è schiettamente maschile (…). Al limite della polemica ingaggiata dalle femministe -e la Firestone vi punta esplicitamente- c’è la prospettiva della proliferazione in vitro, dei figli nati nelle provette di laboratorio (…). La Firestone, facendo il verso a Marx, protesta che il sesso femminile emencipando se stesso emanciperebbe noi altri, ci aiuterebbe a purgarci da certe viete infatuazioni e fanfaluche circa una pretesa superiorità della orgogliosa discendenza di Adamo. E speriamo che sia così: tuttavia nel suo libro alcuni accenti “trionfalistici” ed esasperati non danno bene a pensare.

    [Giorgio Granata – Corriere della Sera del 9 gennaio 1972, p. 13]

    Il libro del “soldato” Oriana

    (…)La rabbia e l’orgoglio, il libro pubblicato da Rizzoli, (…) con un incredibile exploit si appresta a vendere l’inaudita cifra di 700 mila copie nell’arco di poche settimane. Capitolo dopo capitolo, pur nell’esiguità del libretto, la Fallaci affronta temi che per lei costituiscono tutt’uno: le sue opere e i suoi critici, le polemiche e gli attacchi subiti dopo la pubblicazione de La rabbia e l’orgoglio; se stessa, il suo stile peculiare fin nel modo di pettinarsi e di vestirsi, imitato poi da generazioni di giornaliste in America e in Europa; i giudizi sugli uomini di potere italiani che sente così differenti da lei, così poveri di passioni; il suo rapporto personale col tempo che passa, la sua scelta di vivere da signora “all’antica”, senza lussi e all’insegna di una specie di autoimposta severità. La Fallaci spiega poi il senso del suo ormai storico rifiuto della pubblicità personale, e la sua simpatia verso grandi donne del passato come Golda Meir, Maria Callas o Ingrid Bergman, capaci di vivere l’ultima parte delle loro esistenze accompagnate da un senso di felice solitudine; e poi chiarisce con disincantata lucidità il nesso inscindibile che sempre collega il successo all’invidia, e che le ha fatto regolarmente sperimentare l’ostilità altrui. In un capitolo particolarmente vibrante dichiara il suo disprezzo per gli schieramenti ideologici e manichei del tipo guelfi e ghibellini, e aggiunge una dichiarazione di inflessibile indipendenza di giudizio (il che la espone alternativamente alle ire di entrambe le parti in lotta, fin dai tempi dei suoi reportage critici prima sul Vietnam del Sud e poi su quello del Nord; oppure, passando all’oggi, dovendo subire pesanti “insulti e volgarità” da sinistra e da destra, da “ex comunisti e cosiddetti progressisti” come da seguaci del Cavaliere, accomunati da un linguaggio che storpiava il suo nome a volte in “Oriana Bin Laden”, a volte in “Talebana Fallaci”).

    [Dario Fertilio – Corriere della Sera del 4 gennaio 2002]

    Un film che ha fatto scandalo: Conoscenza carnale

    (…) il film, partendo dalla fresca e maliziosa commedia recitata dai goliardi per acquistare le grazie di qualche compagna di studi e sboccando nel dramma della menzogna verso se stessi, dichiara senza ambagi come la conoscenza carnale né appaga i sensi né è sufficiente a possedere il prossimo e se medesimi. (…) Un film soltanto all’apparenza libertino e scandalistico: in realtà molto serio dietro il pretesto di un confronto tra un amico carogna e un’anima bella, e critico molto nei riguardi dell’uomo e della donna di mezza età di oggi, vivi specchi del malessere d’una società in cui tutti i rapporti hanno il segno della sfida, l’amore ha smarrito la gioia, e l’alternativa è fra il cinismo e le lacrime.

    [Giovanni Grazzini – Corriere della Sera del 22 gennaio 1972, p. 13]

    Harry Potter e Il Signore degli anelli

    “Harry Potter è coinvolgente, divertente, dinamico: un film che ti sazia. Malgrado la bellezza delle scene a larga scala di Howgarts, però, quel che gli manca è la visionarietà, i momenti di delirio visivo capaci di superare (pensiamo ai “”Batman”” di Tim Burton) le meraviglie un po’ kitsch della produzione miliardaria. Molta abilità, insomma, poca magia nel raccontare le prime imprese del maghetto, oggi, più famoso del mondo.Agli antipodi di “”Harry Potter””, così saggio, borghese e distaccato, stando alla prima puntata Il Signore degli Anelli è un film visionario, debordante d’energia. Forse gli si potrà contestare una colonna sonora troppo invadente, dalle eclettiche sonorità celtico-gregoriano-pompieristiche. Ma se è vero, come sosteneva Jean Cocteau, che “”il cinema è un sogno da sognare insieme””, allora quello di Jackson è puro cinema, e puro sogno.”

    [Roberto Nepoti – Repubblica.it, Le recensioni]

    Lutto nel mondo della cultura: muore Buzzati

    Vista nel contesto generale della letteratura di questi trent’anni, l’opera di Buzzati ha avuto una funzione precisa: indicare i limiti del realismo, inteso come categoria assoluta. Anche perché nessuno come lui sentiva tutta la pena e l’orrore della realtà quotidiana, il vano trasformarsi delle nostre figure e la quotidiana vanificazione delle nostre illusioni: il suo appellarsi al mistero, al segreto dell’esistenza non era che il frutto della sua disperazione.

    [Carlo Bo – Corriere della Sera del 29 gennaio 1972]

    Addio alla mamma di Pippi Calzelunghe

    Anche lo scorso anno il suo nome era comparso tra i possibili candidati al Nobel, anche questa volta non ce l’aveva fatta. Vincitrice di dozzine di premi, tra cui, nel 1958, il prestigioso Hans Christian Andersen, la “mamma” di Pippi Calzelunghe ormai non riuscirà più a portarsi a casa il massimo riconoscimento della letteratura, per il quale era stata candidata molte volte. Astrid Lindgren è morta ieri nel sonno nella sua casa di Stoccolma. Aveva 94 anni. (…) ma Pippi Calzelunghe avrà per sempre nove anni. Molti anni fa, convinta che rimanere bambini fosse il modo migliore per evitare delusioni, la sua creatrice le aveva fatto un regalo: un paio di pillole per non invecchiare mai.

    [Cristina Taglietti – Corriere della Sera del 29 gennaio 2002, p. 31]

    Parte il progetto Space shuttle

    Si chiama Space shuttle (Navetta dello spazio) ed è destinata a diventare una delle macchine più utili e più versatili dell’aeronautica. Il suo impiego rivoluzionerà i sistemi di collegamento tra le basi terrestri e le stazioni orbitanti intorno alla Terra, alla Luna e agli altri pianeti, rendendoli più agili, più semplici e meno costosi. (…) pochi giorni fa il presidente Nixon ha dato ufficialmente il via al programma, autorizzando lo stanziamento di 5,5 miliardi di dollari pari a circa 3300 miliardi di lire italiane. Il veicolo dovrà diventare operativo entro il 1979.

    [Bruno Ghibaudi – La Stampa dell’11 gennaio 1972]

    Intrappolato un raggio di luce

    Nel laboratorio militare dell’aviazione americana di Hanscom, un luogo sperduto nel Massachusetts, due scienziati, Philip Hemmer dell’A&M University del Texas e Selim Shahriar del Mit, sono riusciti in un passo decisivo per dominare la luce. L’hanno bloccata e immagazzinata in un materiale solido, un cristallo (silicato di ittrio drogato con atomi di terre rare) già noto perché adoperato nelle memorie dei computer, aprendo così le porte a quelle applicazioni da fantascienza che avevano spinto gli scienziati verso la grande sfida. Due i campi in cui si prospettano applicazioni importanti: i computer quantistici e le telecomunicazioni. “Nei primi sarà possibile immagazzinare una quantità gigantesca di informazioni con una precisione assoluta e totale – precisa Hemmer – mentre nelle telecomunicazioni si trasmetterà una massa altrettanto enorme di dati, incomparabile rispetto ad oggi. Inoltre essendo i dati manipolati quantisticamente – prosegue lo scienziato – la loro sicurezza sarà totale e inviolabile”. Ma se queste sono le prospettive più rilevanti altre sarebbero dietro l’angolo e tra le più seducenti vi sarebbe anche un tipo di trasmissione nuovissimo che abbina contemporaneamente l’ottica e l’acustica.

    [Giovanni Caprara – Corriere della Sera del 4 gennaio 2002, p. 19]

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    Spettacoli

    In tre per fare una “soubrette”

    Pare che quella della soubrette, magnifico animale da palcoscenico, cantante-attrice-ballerina, signora della rivista, sia una specie ormai scomparsa. (…) l’epoca della tecnologia e della specializzazione non ha risparmiato neanche il teatro leggero, e così oggi, per mettere insieme uno spettacolo, al posto della soubrette che un tempo riempiva la scena da sola bisogna chiamare una cantante, una attrice e una showgirl, che poi è l’erede diretta in versione terrena e meno regale delle soubrette. Insomma tre persone al posto di una. È quanto è accaduto anche in televisione per “Sai che ti dico?”, (…) in cui vediamo insieme tre “prime signore” del proprio campo: Iva Zanicchi “la voce”, Sandra Mondaini “la maimica” e Minnie Minoprio “le gambe”.

    [Mimma Quirico – Corriere della Sera dell’11 gennaio 1972, p. 13]

    Inaugurato il teatro degli Arcimboldi

    Hanno vinto la Traviata, Muti e i cantanti, accolti alla fine del terzo atto con sei minuti di applausi. Ma ieri sera il vero debuttante non era lo spettacolo “storico” di Liliana Cavani. Le attese erano tutte concentrate sul contenitore, quel teatro degli Arcimboldi voluto fortemente dal Comune di Milano e dalla Pirelli, la seconda sala d’Europa per capienza dopo l’Opéra Bastille, quel bianco edificio a forma di megafono costruito al centro della Bicocca, ex quartiere industriale alla periferia nord di Milano. E, alla fine, ha vinto anche lui, il teatro progettato da Vittorio Gregotti, salutato con ammirazione ed entusiasmo. Anche dai loggionisti (…).

    [Paola Zonchi – la Repubblica del 20 gennaio 2002]

    Quiz televisivi: un novello Pico della Mirandola al Rischiatutto

    Altri sette milioni vinti da Massimo Inardi (…). Insensibile ai provvedimenti antitelepatici presi a suo carico, non sfiorato dalle polemiche sul controfagotto e sul violino, il medico bolognese (…) si è presentato al pubblico in piena forma, portando l’ammontare delle sue vincite alla cifra record di 42 milioni e 880 mila lire. (…) Sulla telepatia infine c’è da segnalare una presa di posizione del professor Emilio Servadio, nella sua qualità di fondatore della Società italiana di parapsicologia, nella quale vengono ulteriormente ridimensionate le ipotesi di una presunte possibilità del campione di “leggere” nell’altrui mente le risposte esatte. (…) Sabina Ciuffini ha ben gestito il suo nuovo ruolo di depositaria delle risposte esatte, nel quadro dei provvedimenti antitelepatia (…).

    [Corriere della Sera del 14 gennaio 1972, p. 12]

    Solo lacrime, niente sangue

    Più che un programma è un messaggio di speranza: non solo rincontrarsi con parenti lontani e dispersi ma poter ancora cantare e sgambettare, pur dovendo fare i conti con la sciatica. Più che un programma è un corso terapeutico per spettatori incalliti, uno sfogatoio settimanale. Più che un programma è una svendita di pianti in diretta, saldi di fine stagione e di fine emozione. Tutto questo per precisare che i cinici non siamo noi, disincantati spettatori, ma loro, Raffaella Carrà e Sergio Japino, i venditori di lacrime. È tornata “Carràmba che sorpresa” (…).”

    [Aldo Grasso – Corriere della Sera del 26 gennaio 2002, p. 36]

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    Gossip

    L’oroscopo e la “bomba astrologica” del professor Illevon

    Chi crede nel potere delle stelle sul destino umano, può tirare un sospiro di sollievo: per un astrologo dissacratore, il professore Illevon (al secolo Renato Novelli, nome di battaglia ottenuto leggendo alla rovescia le lettere del cognome), che il giorno di Capodanno ha dichiarato in televisione che da duemila anni tutti gli oroscopi sono sbagliati, ecco le maggiori autorità in tema di influssi celesti sollevarsi all’unisono per contestare il contestatore e placare gli animi turbati dallo sconvolgente annuncio. Anche se gli iniziati sanno già tutto, vale la pena di ricostruire la storia della “bomba astrologica” esplosa agli albori del ’72. (…) il professor Illevon, laureato alla Sorbona in parapsicologia, aveva spiegato su un giornale femminile che, a causa dello spostamento dell’asse terrestre e della precessione degli equinozi, i segni dello zodiaco si sono nel corso dei secoli spostati di una “casa”. (…) La notizia, in un primo momento, è stata presa dalla maggioranza come uno “scoop” giornalistico di quel settimanale, ma quando si è pronunciato il Telegiornale, notoriamente “ufficiale” che parli di politica o di stelle, le reazione del pubblico si è scatenata. Le centinaia di migliaia di consumatori di oroscopi hanno pensato con raccapriccio al “segno cambiato”.

    [Cesare Medail – Corriere della Sera del 14 gennaio 1972, p. 14]

    Gli spinelli del principino Harry

    “Ha fumato qualche spinello, come tanti suoi coetanei. Ma se a farlo è il principino Harry, secondogenito di Carlo d’Inghilterra, la storia finisce sui giornali. (…) La vicenda risale allo scorso anno, quando Carlo scoprì che suo figlio minore, all’epoca sedicenne, aveva fumato hascisc nella residenza di campagna a Highgrove.Quando Carlo ha affrontato Harry, il ragazzo ha confessato di aver fumato droga in diverse occasioni e di aver ecceduto nel bere in occasione di feste (…). Dopo la scoperta l’erede al trono ha portato Harry a visitare una clinica londinese specializzata nella riabilitazione di alcolisti e tossicodipendenti, per fargli vedere gli effetti della dipendenza.”

    [La Repubblica del 13 gennaio 2002]

    Margrethe, la nuova regina di Danimarca

    “Re Federico IX di Danimarca muore il 14 gennaio 1772, all’età di 72 anni. Gli succede al trono la figlia Margrethe di 31 anni, col titolo di regina Margrethe II. Discendente dalla più antica monarchia europea, Margrete Alexandrine Thorhildur Ingrid, nata il 16 aprile 1940, ascenderà al trono con il nome di Margrethe II, prima regina dopo un periodo di circa seicento anni in cui a reggere le sorti della Danimarca si sono avvicendati soltanto dei re.”

    [M.M. – Corriere della Sera del 15 gennaio 1972, p. 5]

    Una pricipessa… borghese

    Marta, la 31enne principessa di Norvegia figlia primogenita di re Harald V e della regina Sonia, nonché sorella di Haakon, il principe ereditario che l’anno scorso sposò una proletaria ragazza madre (…) ha deciso di diventare una borghese, una “commoner”. Dall’1 febbraio perderà il titolo di Sua Altezza Reale. Conserverà quello di principessa, che non è poco. Ma sarà una principessa dimezzata, senza gli onori e gli oneri della regalità. (…) Sarà forse la prima principessa fisioterapista della storia (…), e continuerà a lavorare per la tv nazionale. Conduttrice? No, raccontatrice di favole. È la sua passione, sullo schermo e nei teatri.

    []

    Anticipazioni sulla moda estate 1972

    Femminile, dunque, dovrà essere prima di tutto la donna alla moda nelle prossime stagioni
    : sottile la vita, le curve nei posti giusti, il seno messo in evidenza da serie scollature come da anni non se ne vedevano più (…). Ma oltre che femminile e morbida, la donna del ‘72 dovrà anche essere infantile e bamboleggiante, tanto da adorare i quadrettini rosa e celesti dei grembiulini d’asilo, i mazzolini di fiori da nascondere fra i capelli, i volantini arricciati intorno alla scollatura, le camicette con le maniche a sbuffo.

    [Giulia Borgese – Corriere della Sera del 21 gennaio 1972, p. 14]

    Una coppia alla vaniglia

    Sono la coppia del momento: Tom Cruise e Penelope Cruz, legati ormai dal film “Vanilla sky”, in uscita in Italia il 1 febbraio. (…) Lui è in nocciola, con camicia azzurra come i suoi occhi. Lei è in bianco, con gonna sbilenca e piede nudo nel sandalo. Lui appare più ragazzo e più allegro da quando s´è liberato della moglie Nicole Kidman, la cui altezza e la cui cultura parevano opprimerlo. Lei sembra ancora più scricciolo che sullo schermo: tanta bocca, tanti occhi, tanti capelli. Durante la conferenza stampa lui le parla all’orecchio, lei guarda fisso davanti a sé. Lui le prende la mano sotto il tavolo, lei resta impalata. Lui le da bacini affettuosi, lei non ricambia. Lui parla molto e dice anche cose intelligenti, lei pochissimo e cose banali.

    [Simonetta Robinoy – La Stampa del 25 gennaio 2002, p. 23]

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    … a volte ritornano

    La questione ambientale: S.O.S per l’Amazzonia

    La selva amazzonica è il più ricco serbatoio esistente di esseri viventi, vegetali e animali, la più grande riserva di acque dolci, la più grande fabbrica di ossigeno (…). Dal 1960 la conquista dell’Amazzonia brasiliana è diventata un credo, una politica dello Stato. Nei piani di sfruttamento la distruzione del 50 per cento della foresta è ormai decretata. (…) La fine della selva amazzonica in 30 anni sarà compiuta se tutto continua così con l’attuale ritmo dell’impiego a grande reddito immediato dei capitali messi a disposizione dalla finanza internazionale. Ecco le tappe: togliere di mezzo gli indios considerati come elemento ritardatore del progresso tecnologico, distruggere gli animali, distruggere le piante. Il futuro come sarà?

    [Mario Pavan – Corriere della Sera del 5 gennaio 1972, p. 13]

    Il papa: avvocati, dite no al divorzio

    Severo richiamo del Papa a giudici e avvocati cattolici che trattano cause matrimoniali nei tribunali civili: devono evitare di “essere coinvolti” in cause di divorzio e di “cooperazione al divorzio”. Perché la rottura dei matrimoni è “una piaga” che produce effetti “devastanti”. (…) Parlava a giudici e avvocati dei tribunali ecclesiastici, ma il richiamo a non “cooperare al divorzio” l’ha rivolto ai loro colleghi dei tribunali civili. (…) applicando le sue parole all’Italia, esse almeno in un caso vengono a costituire un invito degli avvocati all’obiezione di coscienza (…).

    [Luigi Accattoli – Corriere della Sera del 29 gennaio 2002, p. 3]

    Inaugurazione anno giudiziario 1972

    Giovanni Leone assiste all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Il procuratore generale Guarnera pone “due temi obbligati: la disfunzione degli uffici (ossia il collasso organizzativo), e la esasperata politicizzazione e divisione dei magistrati (ossia il collasso delle certezze ideali). Un terzo scottante argomento -le insofferenze e interferenze della classe politica nei riguardi di questo o quel magistrato, e le polemiche che ne sono derivate- è stato ignorato”.

    [Mario Cervi – Corriere della Sera del 9 gennaio 1972, p.1]

    Inaugurazione anno giudiziario 2002 (replica?)

    “Resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave” (…). E “resistere” non soltanto -specifica Borrelli- contro “le accuse di parzialità rivolte alla magistratura”, contro le ricorrenti “demonizzazioni di questo o quel magistrato”, contro chi ha “tolto la scorta ai pm” che indagano su l “capo del governo”, contro gli “interventi esterni di sabotaggio” di certi processi. Ma “resistere” anche contro “la manipolazione della pubblica opinione”, contro gli “imbonimenti televisivi” di chi, con il “pronto e prono ausilio dei media”, vorrebbe oggi trasformare “interi pacchi di sentenze di condanna, spesso patteggiate in seguito a confessione”, nel risultato di una “guerra civile”. Insomma “resistere” contro il rischio di “naufragio della coscienza civica”. Resistere come “dovere della collettività”. Ed è così, con questo appello accorato non tanto alla categoria (…) bensì a coloro che egli stesso in apertura aveva definito “le loro maestà i cittadini”, è così che il pg di Milano ha concluso ieri la sua relazione inaugurale dell’anno giudiziario 2002.

    [Paolo Foschini – Corriere della Sera del 13 gennaio 2002]

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    Segno dei tempi

    Famiglie formato TV

    L’altra sera, davanti al televisore, guardavo il programma intitolato “ritratto di famiglia”. Era di turno la famiglia Crespino, interessante per due ragioni: per la sua perfetta aderenza agli schemi sociali e psicologici d’oggi, e per la sua capacità d’essere un prototipo o emblema del tempo. il giovane ingegner Crespino, infatti, è un alto dirigente che vive fra meetings, viaggi in aereo, incontri ad alto livello tecnologico; la signora Crespino è graziosa, sveglia e non ha rinunziato alla sua carriera di pianista, la casa è razionale e lucente, i due bambini, assai belli, frequentano l’asilo. (…) Tutto giusto, tutto giustificato, tutto adeguato ai tempi, ai ruoli. eppure, a trasmissione finita, provai una tristezza. (…) avevo visto una coppia serena ma in qualche modo mutilata. Avevo assistito a una vita coniugale intesa soprattutto come ripartizione di competenze e di compiti. Avevo osservato un tipo di famiglia nuovo e vecchio al medesimo tempo: dove gli elementi di unione erano esterni (la posizione sociale, le conoscenze comuni) mentre il nucleo profondo della coppia restava solitario, isolato. Ma soprattutto, avevo capito quali forze centrifughe sprigioni la società in cui viviamo, così violente, così volte all’esterno, da impedire ai coniugi, ormai, l’intimità: cioè la dolcezza delle cose condivise, l’ingresso nel caldo cuore della vita dell’altro.”

    [Corriere della Sera del 4 gennaio 1972, pag. 13]

    Anche gli embrioni viaggiano: dall’Italia agli USA

    Due gemelli, un maschio e una femmina, sono nati da un intervento di fecondazione assistita che per la prima volta ha visto l’invio per corriere aereo negli Stati Uniti di embrioni di una coppia italiana. Gli embrioni congelati nel 1995 sono stati spediti negli Usa nel 2000 e quindi trasferiti nell’utero di una mamma americana surrogata che ha partorito nei giorni scorsi e ha avuto un compenso di
    25 mila dollari.

    [Corriere della Sera del 26 gennaio 2002, p. 1]

    Processo e condanna a Bukovski

    Il tribunale di Mosca ha condannato (…) Viktor Bukovski, il giovane dissidente che fu tra i primi ad accusare le autorità sovietiche di rinchiudere nei manicomi prigionieri politici facendoli passare per pazzi, a due anni di prigione, a cinque di residenza forzata fuori Mosca. La più dura pena del periodo post-staliniano. Viktor Bukovski è un cliente scomodo del regime, un contestatore recalcitrante e recidivo (…). quando fu arrestato per la prima volta, nel 1963, Bukovski era appena ventenne, ma già noto al KGB (la polizia politica) per la sua opposizione al regime. Lo chiusero per circa due anni in un manicomio di Leningrado, e questa esperienza gli suggerì una drammatica denuncia contro la condizione di molti prigionieri politici, fatti passare per pazzi e confinati in ospedali psichiatrici, soprattutto quando polizia e giudici non riuscivano a mettere insieme elementi plausibili per imbastire un processo(…). Nel 1967 Bukovski fu ancora processato, e condannato a tre anni di campo di lavoro. Ma tornato dalla Siberia lo si rivide sempre pronto a battersi per la causa di un perseguitato, a denunciare un’ingiustizia, a firmare petizioni e manifestazioni di protesta.

    [Giuseppe Josca – Corriere della Sera del 5 e del 6 gennaio 1972, pp. 1, 2]

    Quiz dell’ultima generazione?

    È una di quelle tendenze che fanno discutere sociologi, psicologi e storici dello spettacolo. Da qualche tempo basta accendere la tv negli Stati Uniti per imbattersi in gare a premi dove i concorrenti sono costretti a immergersi nel ghiaccio, camminare tra le fiamme e sfidare famelici coccodrilli dopo essere sopravvissuti a camere di tortura medievali.

    [Alessandra Farkas – Corriere della Sera del 28 gennaio 2002, p. 27]

    Autocritica degli scrittori russi

    Messi sotto accusa dal regime, rimproverati di indulgere al “soggettivismo” e a concezioni estetiche inconciliabili con la “realtà socialista”, gli scrittori si sono affrettati a recitare un atto di pentimento e a promettere un maggiore impegno per l’avvenire. La requisitoria del comitato centrale pubblicata dalla Pravda colpiva formalmente i critici, ma il suo vero scopo era di richiamare tutti gli intellettuali a una più stretta osservanza della disciplina ideologica: il partito sembra deciso a stroncare ogni forma di dissenso, politico o di altro genere. (…) La parola d’ordine è quindi di esaltare le conquiste del socialismo, lottare contro le “intolleranze in materia ideologica”, le “banalità” e le concezioni borghesi.

    [Giuseppe Josca – Corriere della Sera del 30 gennaio 1972]

    Il canale russo TV-6 e il Grande Fratello

    Si può dire che sono delle vittime indirette dello scontro politico che ha portato alla chiusura del canale TV-6, l’ultima televisione nazionale indipendente. Ma loro, i ragazzi del Grande Fratello russo, non ne vogliono sapere. (…) Artur, Sveta, Filippa e gli altri 8 partecipanti al gioco televisivo rifiutano di andarsene. Continuano a vivere nella casa. E le telecamere registrano tutto, nella speranza che prima o poi qualche altro canale televisivo compri il programma e lo metta nuovamente in onda. (…) TV-6 era l’ultima voce dissenziente dell’etere nazionale. Non una tv indipendente, ma d’opposizione.

    [Fabrizio Dragosei – Corriere della Sera del 25 gennaio 2002, p. 13]

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    di Carola Casagrande