XXX “La filosofia del boudoir”

ottobre 14, 2002 in Spettacoli da Redazione

Donatien de Sade, filosofo libero-pensante e grande dissoluto, torna oggi alla ribalta grazie a “XXX”, un adattamento teatrale di “La filosofia del boudoir” ad opera del gruppo catalano d’avanguardia “Fura dels Baus”. Lo spettacolo è semplice e a suo modo minimalista. Quattro attori, scenografia scarna, curiosi macchinari di circense memoria, performances multimediali e coinvolgimento del pubblico sono alla base del loro tentativo di affrontare il tema della pornografia e della cultura sessuale nel XXI secolo.

La sessualità è messa in scena senza veli, senza retorica e in modo scioccante, secondo l’ottica radicale tipica di Sade e della sua filosofia tutta costruita attorno all’edonismo.

Col pretesto dell’iniziazione di una giovane al piacere Sade e i Fura dels Baus rendono omaggio alla libertà

rispetto alle convenzioni della società, invitano alla presa di coscienza della brevità del tempo e dell’inutilità di un’esistenza mai pienamente vissuta per colpa dei pregiudizi. Visto che Dio non esiste e che la natura è l’unica autorità sovrumana, Sade invita l’uomo a riconoscersi come essere di natura e a vivere di conseguenza senza rifiutare il proprio lato oscuro.

Vi è però in Sade una netta distinzione tra legittima ed egoistica ricerca del piacere e crimine, tra fantasia e realtà, tanto che in una lettera alla moglie scritta nel carcere di Vincennes dice: ”Si, sono un libertino, lo confesso: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo genere di cose, ma non ho sicuramente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò sicuramente mai. Sono un libertino ma non sono né un criminale né un assassino”. Non bisogna infatti dimenticare che una delle sue numerose reclusioni fu dovuta all’eccessiva moderazione mostrata in qualità di membro della Sezione delle Picche durante la Rivoluzione.

C’è da chiedersi quale possa essere la novità apportata da una tale messa in scena in un’epoca apparentemente “libertina” come la nostra. La morale di questo allestimento è che il libertinaggio fine a sé e privo di consapevolezza non arricchisce l’uomo, non lo porta ad un livello superiore di conoscenza e non lo libera veramente. I Fura dels Baus con “XXX” aprono un dibattito sulla sessualità e sulla libertà, cercano di stabilire un contatto col pubblico e continuano il discorso nella chat del loro sito internet http://www.lafura.com/xxx/ .

L’interattività con il pubblico è molto alta, al punto che gli attori cambiano ogni anno e sono reclutati attraverso un concorso indetto sul loro sito ufficiale. Durante lo spettacolo è vietato spegnere i cellulari e il pubblico condiziona via sms lo svolgimento della pièce. Il ricorso alla tecnologia è elevatissimo, computer, miscellanee di musica elettronica, spezzoni video, videoconferenza, webcam sono espedienti a cui i Fura dels Baus ricorrono da sempre, la tecnologia potenzia il corpo e permette di trascenderlo dando vita all’idea del cybercorpo e della cybersessualità.

L’efficacia di questa performance è dubbia, la noia e l’assuefazione verso la pornografia ostacolano la comprensione del messaggio filosofico dell’autore. I momenti di dialogo con il pubblico raggelano la platea prima spavalda e indistinta spezzando il ritmo della narrazione.

di Elena Bottari