X Giornata Nazionale del Dormiresano

marzo 15, 2010 in Medley da Redazione

sonnoCome fare quando non si riesce ad addormentarsi o ci si trova svegli nel bel mezzo della notte e non si riesce a riprendere sonno? Per gli esperti dell’AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) la soluzione è parlarne con il proprio medico di medicina generale. Per evitare che la situazione peggiori, per non abusare di farmaci poco indicati e soprattutto per non trovarsi “schiacciato” dalle conseguenze della carenza di sonno.

Perché l’insonnia non “pesa” solo di notte ma influenza in modo negativo anche le abituali attività del giorno successivo: aumenta il rischio di incidenti alla guida e sul lavoro, fa calare il rendimento scolastico e lavorativo, incide negativamente sulla qualità della vita, mette a rischio cuore e arterie, aumenta il pericolo di sviluppare depressione e altre malattie psichiche e metaboliche.

Questo il messaggio che viene dagli esperti in occasione della Giornata Nazionale del Dormiresano, che si celebra il 19 marzo.

Per fronteggiare al meglio il nemico “insonnia” gli specialisti dell’AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) e i medici della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), grazie al supporto di sanofi-aventis, hanno messo a punto congiuntamente una Guida pratica per la gestione dell’insonnia, un documento di consenso destinato a costituire una “base” di lavoro comune per affrontare al meglio la patologia. Questo patrimonio di conoscenze verrà messo a disposizione di tutti i Medici italiani.

L’iniziativa rappresenta un’ulteriore tappa del Progetto “Morfeo Dormiresano”, percorso di ricerca e informazione, avviato dieci anni fa da AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) in collaborazione con sanofi-aventis, con l’intento di diffondere la cultura sui disturbi del sonno e sul loro pesante impatto sulla vita quotidiana.

Fondamentale, a detta degli esperti, è che chi soffre d’insonnia non scelga la via dell’automedicazione, ma si rivolga al proprio Medico: sia perché la patologia non è sempre la stessa ma assume connotazioni differenti nelle diverse persone, sia soprattutto perché solo il Medico può definire con precisione l’approccio terapeutico ottimale per ogni singolo caso.

“Quando una persona dice di soffrire d’insonnia riferisce un sonno insufficiente per quantità o di scarsa qualità– spiega Gian Luigi Gigli, Presidente AIMS. Prima di tutto occorre indagare a fondo, per capire le caratteristiche dell’insonnia: c’è chi ha difficoltà ad addormentarsi, chi non riesce a mantenere un sonno continuo, chi si risveglia troppo presto, chi non si sente riposato nonostante dorma a sufficienza. Poi non va dimenticato che l’insonnia, oltre ad avere impatto durante la notte, può comportare difficoltà di attenzione, carenza di memoria, irritabilità e altri problemi nel corso del giorno successivo. E’ opportuno affrontare ognuna di queste situazioni attraverso un approccio specifico, che solo il Medico può definire. Purtroppo invece alcune persone si affidano a cure “fai da te” che, oltre a far ritardare la corretta diagnosi dell’insonnia, tendono a peggiorare il quadro”.

Da tempo l’AIMS, attraverso il Progetto “Morfeo Dormiresano” che ha portato alla realizzazione di alcuni studi epidemiologici e iniziative di sensibilizzazione per la popolazione, è attivamente impegnata nel diffondere una corretta cultura sui disturbi del sonno.

“Il Medico di Medicina Generale rappresenta il principale interlocutore per il cittadino, ed è il primo che può dare le indicazioni più efficaci per fronteggiare l’insonnia – commenta Claudio Cricelli, Presidente SIMG. Il lavoro di analisi realizzato dalle due società scientifiche rappresenta uno strumento fondamentale perché il Medico di Medicina Generale possa rispondere ai bisogni del paziente con competenza, tutelandone la salute. E’ lui che deve diagnosticare il tipo d’insonnia per informare il paziente sugli stili di vita più indicati e sulle opportunità terapeutiche più idonee per il suo caso specifico. Ed è sempre il Medico di Medicina Generale che deve inviare il paziente al centro di medicina del sonno, nel caso in cui ad esempio non si verifichi una corretta risposta alle terapie, si sospettino malattie specifiche, come la sindrome delle apnee notturne, o altre condizioni cliniche gravi”.

Grazie a questo strumento di conoscenza e di condivisione tra i Medici, quindi, da oggi è più facile aiutare chi proprio non riesce a riposare serenamente e per il tempo necessario. E soprattutto, grazie ad una diagnosi corretta e a un approccio terapeutico specifico, si possono prevenire situazioni che possono mettere a rischio non solo l’attività di ogni giorno, ma anche la salute.

Progetto “Morfeo Dormiresano”

Il Progetto “Morfeo Dormiresano”, promosso a partire dal 2000 da AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) con il contributo incondizionato di sanofi-aventisconsiste in un insieme di iniziative di ricerca e di informazione che ha consentito l’attuazione di alcuni studi epidemiologici e programmi di sensibilizzazione per la popolazione italiana. Ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno, patrocinata da WASM (World Association of Sleep Medicine), si celebra anche la Giornata Nazionale del Dormiresano, con l’intento di favorire la diffusione della cultura sui disturbi del sonno e sul loro pesante impatto sulla vita quotidiana.

Anche quest’anno, il 19 marzo i Centri di Medicina del Sonno dell’AIMS potranno essere visitati dai Cittadini per richiedere informazioni e consigli. Per maggiori informazioni sul Progetto “Morfeo Dormiresano”, è possibile consultare il sito internet dedicato www.morfeodormiresano.it.

di Redazione