Whisky, whisky, whisky

dicembre 1, 2002 in Libri da Gustare da Stefano Mola

Valentino Zagatti, “The Best Collection of Malt Scotch Whisky”, Formagrafica, pp. 296

30742Che cos’è una collezione? Un desiderio di enciclopedia? Forse la collezione è la conoscenza si che incarna nel possesso. Come si diceva l’estate scorsa, dammi tre parole (che facciano rima con collezione): passione, ossessione, ambizione. Il catalogo del mondo è un’impresa impossibile, affascinante e disperata. Non solo non potrò collezionare (possedere) tutto l’universo, ma neanche conoscerlo. Scendendo qualche gradino giù dalla piramide dell’ambizione smisurata, potrei forse ritagliarmi da questo mare di desiderio un secchio in cui comunque specchiarmi narciso. Limitarmi a un sotto-insieme. Collezionare non tutto l’universo, ma soltanto un genere. Francobolli, schede telefoniche, tappi a corona, quadri (dipende anche molto da quanti soldi ho).

Adesso mi viene in mente una cosa che si studia un matematica. Che l’intervallo dei numeri da zero a uno ha comunque la potenza del continuo. Ovvero, che tra zero e uno ci sono infiniti numeri. Pensate a tutte le frazioni che posso scrivere e che hanno valore inferiore all’unità. Questo può voler dire due cose. Da un lato, che ogni sottoinsieme dell’universo è in qualche modo specchio dell’universo intero (ipotesi molto suggestiva). Dall’altro, che anche limitando la propria ambizione a un ritaglio, è impossibile raggiungere la completezza.

Forse però questa è la forza della passione. Voglio dire, senza passione potremmo forse andare avanti nella vita? Io credo di no. Si certo, se abbiamo da mangiare a sufficienza, se abbiamo un posto caldo dove dormire, il funzionamento dei meccanismi biologici di base è comunque garantito. Ma la vita è innanzi tutto qualità. E la qualità non la fanno gli oggetti, ma la vernice psicologica che gli diamo: la passione. E se la passione si esaurisce, cosa resta? Forse è per questo che le collezioni sono fisiologicamente fatte per non finire. Come i numeri tra zero e uno.

Tutto questo è nato pensando a questo incredibile e bellissimo libro, che riporta le fotografie di 2400 bottiglie di Malt Scotch Whisky, scelte tra le oltre 4000 della collezione del signor Valentino Zagatti. Immagini molto belle, alcune storiche: ci sono bottiglie della fine del secolo decimonono.

Già tutto questo sarebbe molto curioso. Perché, tra tutti i sottoinsiemi possibili dell’universo, scegliere proprio le bottiglie di Malt Scotch Whisky? Ma ancora più curiosa è la storia del suo proprietario. Zagatti ha perso la vista a 11 anni, durante la seconda guerra mondiale. Nel 1955 si è diplomato professore di fisarmonica. Tra il 1957 e il 1960, decide di smettere di fumare e di spendere lo stesso denaro in qualcosa di più interessante e concreto, qualcosa che resti. Compra una bottiglia al mese di distillati provenienti da tutto il mondo. È così che è iniziato. La cosa incredibile è quindi che Zagatti non ha mai visto la sua collezione (ma questa non è una affatto una limitazione, leggete quell’incredibile racconto di Raymond Carver che è Cattedrale, e poi capirete).

Il risultato è un’opera che grazie a Marco Friso, di Formagrafica edizioni, si può considerare un testo di riferimento per chiunque voglia studiare scientificamente il Malt Scotch Whisky.

Leggete il racconto di un’incontro con Valentino Zagatti (in inglese)

di Stefano Mola