Virginia: ‘bellezza professionale’

settembre 23, 2001 in Moda da Redazione

24942(1)Che cosa possiamo dire di Virginia, Contessa di Castiglione? Certamente, se parliamo ancora della divina ‘Nicchia’, c’era qualcosa in Lei più della semplice bellezza, qualcosa che andava oltre e molto lontano. In ogni caso, prima di tutto, Ella era supremamente bella, in un periodo in cui soltanto Madre Natura era sovrana e nessun ritocco estetico era possibile.

Così Ella era supremamente bella e, cosa importantissima, sapeva di esserlo. Da quando era conscia di questa realtà? Dall’età di quattro o cinque anni era consapevole del prezioso dono che portava su di sé, poiché continuamente le venivano rivolte lodi e complimenti. Sappiamo questo con certezza, perché la Contessa di Castiglione in persona parlò di ciò con l’Imperatore Napoleone III che, sorpreso dell’atteggiamento annoiato di Virginia ai più sperticati consensi, gliene chiese il motivo. “Se Voi aveste inteso dire, dalla nascita, com’è bella, com’è elegante, com’è graziosa, sareste disgustato al pari di me…”.

Ma c’è qualcosa in più, quel “qualcosa di indefinibile” che creò il mistero del carattere, di cui, ancora oggi, tutto il mondo parla. Un fascino che ha superato i limiti definiti di un’epoca, per diventare simbolo assoluto di Bellezza e di Seduzione. In parte ciò può essere dovuto alle molte, differenti personalità da cui era formato il carattere di Virginia, ma in parte a qualcosa di inspiegabile, tuttora misterioso, ma tuttavia assolutamente reale.

Dobbiamo dire che la Contessa di Castiglione curava con minuzia ogni particolare del proprio aspetto, nulla era lasciato al caso. Sulla Sua figura, già di per sé meravigliosa, si sovrapponeva pertanto una complicata sovrastruttura di “interpretazioni” attraverso cui Virginia esprimeva se stessa.

C’era, nei Suoi pensieri, una costante ricerca dell’apparire, dell’essere attraente, di affermare e riaffermare il proprio assoluto potere di seduzione, la propria superiorità estetica e psicologica. Riguardo a ciò, è noto un suo famoso motto: “…je les égale par ma naissance [le Sue rivali], je les surpasse par ma beauté, je les juge par mon esprit”.

Per questi motivi i Suoi principali interessi riguardavano tutto ciò che poteva far risaltare sempre più e meglio la Sua bellezza. Si può ricordare, a tale proposito, un episodio che sottolinea il fascino naturale di Virginia. All’età di dodici anni, nel Suo palco al Teatro “Alla Pergola”, a Firenze, si faceva già notare per la bellezza dello sguardo, la perfezione dei lineamenti, il portamento sicuro e disinvolto. La Contessa aveva lunghi capelli castani, morbidi e ondulati, che arrivavano fino alla vita ed era solita acconciarli nei modi più diversi e complicati.

La fotografia accanto la immortala nel famoso costume di “Regina d’Etruria”, con i soffici capelli, sciolti sulle spalle, che ricadono morbidamente sulla tunica di velluto, ornata da nastri dorati, e sono impreziositi da una corona d’oro di foggia antica. Un’altra fotografia molto nota la ritrae con l’acconciatura “alla Lamballe”. I capelli, spartiti al centro della testa da una sottile scriminatura, erano divisi in ciocche attorcigliate e ritorte su se stesse, ornate da fiocchi e guarnizioni, fino a formare un insieme di straordinaria grazia ed eleganza.

di Crystall d’Ivry