Vieri e Totti trascinano l’Italia

giugno 4, 2002 in Sport da Roberto Grossi

Meglio di cosi non si poteva iniziare. L’Italia supera nettamente l’Ecuador nella tanto temuta partita d’esordio mondiale grazie ad una doppietta dello scatenato Vieri e può guardare al futuro con maggior tranquillità.

I timori della vigilia svaniscono subito davanti all’inconsistenza tecnica e tattica dei sudamericani, dominati in lungo e in largo, con gli azzurri muti davanti all’inno nazionale ma molto loquaci quanto a grinta e determinazione. Quando unisci queste due caratteristiche ad una naturale tecnica di base e una ordinata disposizione in campo non c’è partita, ed infatti a Totti e compagni basta mezz’ora per chiudere la pratica, con il romanista a inventare e il devastante ariete nerazzurro a concludere. Il resto è ordinaria amministrazione, con difesa e centrocampo attenti a non sbragare, richiamati all’ordine dal Trap che con i suoi fischi e le sue urla rende meno asettico un ambiente in cui la partecipazione dei tifosi nell’astronave al coperto di Sapporo è quasi nullo, con pochi colorati ecuadoregni sugli spalti, e pochissimi italiani (notato uno striscione di Avigliana) in festa. Il resto sono anime giapponesi, abituati ad andare allo stadio come a teatro: qualche battimani e nulla più. L’Italia, intesa come tifo, è veramente lontana anni luce.

Bastano sette minuti scarsi e gli azzurri scacciano gli incubi. Totti rifinisce dalla destra un pallone rasoterra che chiede solo di essere spinto in rete e il tosco-australiano, con un gran sinistro di prima intenzione, non si fa pregare e insacca. Zambrotta domina la sua fascia e Maldini e Doni contengono De La Cruz su quella opposta: non si passa quindi da nessuna parte con Di Biagio e Tommasi che fanno diga in mezzo e gli ecuadoregni che non hanno un metro quadro libero. In contropiede, scherzi del calcio, gli azzurri raddoppiano: spiovente lungo di Di Biagio per Vieri, ancora lui, che a tu per tu con Cevallos lo batte in due tempi. Cannavaro e Nesta hanno il facile compito di annullare i rari spunti di Delgado e dopo un’altra occasione per Totti si arriva all’intervallo con Buffon inoperoso e il punteggio che potrebbe essere più rotondo. La ripresa si apre con lo stesso copione: il terreno è azzurro, nessun calo di tensione e nessun pericolo se non quello della respirazione dovuta al chiuso del Sapporo Dome. Ma Nesta e soci non ne risentono e non regalano neanche le briciole, anzi, giocano ancora con più scioltezza e meno tensione creando continui pericoli agli straniti uomini di Gomez. Totti, Tommasi e Vieri vanno vicini al gol, mentre per l’Ecuador un tiraccio alto di Tenorio è l’unico brivido sulla schiena del Trap, che sostituisce Doni (bene in copertura, meno in avanti) con Di Livio e Di Biagio con Gattuso. Quando poi entra Del Piero per Totti i giapponesi si scatenano in un’ovazione sia per il romanista che per il bianconero: Alex infatti gode di una popolarità altissima tra i fans con gli occhi a mandorla. La grande occasione per i sudamericani giunge solo allo scadere, ma Buffon ribatte alla grande su Delgado e Hall fischia la fine.

Tutti contenti quindi e avanti cosi: ora tocca alla Croazia.

Italia-Ecuador 2-0

  • ITALIA

    Buffon – 6.5

    Panucci – 6

    Nesta – 6.5

    Cannavaro – 6

    Maldini – 6

    Zambrotta – 7

    Di Biagio – 6.5 (69′ Gattuso 6)

    Tommasi – 6

    Doni – 6 (65′ Di Livio 6)

    Totti – 7 (73′ Del Piero 6)

    Vieri – 7.5

    All. Trapattoni

  • ECUADOR

    Cevallos – 5.5

    De La Cruz – 6

    Hurtado – 5.5

    Poroso – 5.5

    Guerron – 5.5

    Mendez – 5.5

    Tenorio E. – 5 (59′ Ayovi 5)

    Obregon – 5.5

    Chala – 5 (85′ Asencio n.g.)

    Aguinaga – 5 (46′ Tenorio C. 5.5)

    Delgado – 5

    All. Gomez

  • ARBITRO

    Hall (Usa) – 6.5

  • RETI: 7′, 27′ Vieri

    di Roberto Grossi