Valeria Rossi per Traspi.net

marzo 14, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

29874Dopo una grande estate 2001con il singolo “Solo tre parole” canticchiata dai monti ai mari, la bella e graziosa, Valeria Rossi si libra come una libellula tra i fiori del suo giardino con il suo primo album intitolato “Ricordatevi dei fiori”(BMG Ricordi). Per la bella tripolina, nata il 7 marzo di ventotto anni fa, è l’occasione per dimostrare agli scettici che il suo successo non è solo il frutto estivo di un anno andato bene ma invece il primo passo verso una vera carriera da artista con la maiuscola.

Con quest’album d’esordio la nostra fanciulla dimostra tutto il suo talento che si basa sulla semplicità del suo canto, un cantare pulito senza eccessivi ghirigori ma d’altronde le sue ottantamila copie vendute con il suo primo singolo la premiano giustamente.

In “Ricordatevi dei fiori” ci sono tutti i richiami e le influenze sonore di grandi artisti internazionali cui Valeria ha attinto dalla discoteca di casa dei fratelli maggiori. Una formazione musicale che passa attraverso l’ascolto di artisti come David Bowie, Jaco Pastorius, Santana, Cesaria Evora, per attingere influenze senza però fare il verso a questi artisti. “Ricordatevi dei fiori” è anche un album colorato, ricco di canzoni a filastrocche, allegre e spensierate con in più una perla firmatagli da Pasquale Pannella in “Tutto fa l’amore” dal testo molto allusivo e dove la nostra protagonista si veste musicalmente, per la prima volta, nei panni di una donna estremamente sexy .

13 pezzi scritti quasi tutti dalla stessa Rossi, brava cantautrice, e bene sottolinearlo, attraverso una scrittura vivace per nulla noiosa, ricca di spunti pop e di originalità. Da sottolineare “La donna invisibile” dalle sonorità jazz, primo amore di Valeria, poi un bel connubio tra pianoforte e percussioni in “Come un girasole” ed un riferimento alla celebre favola di Collodi in “Ossigeno” dove si racconta il passaggio difficile dall’adolescenza all’età adulta, infine uno strumentale elettro-acustico che farebbe bene la sua figura il un bel Movie.

29873(1)Perché dobbiamo ricordarci dei fiori, o meglio perché questo titolo?

Intanto io sono una grande appassionata di gelsomini siciliani al tramonto e poi è un ricordo di infanzia nel senso che quando ero piccola un venditore di fiori, su un carretto, lo ripeteva sempre, di continuo. Diciamo che vuol essere una metafora di delicatezza verso un mondo speriamo più disponibile”.

Come mai una canzone di Panella?

Tutto l’amore” ha un testo che mi piace molto, quando mi hanno proposto di usare i testi di Pasquale Panella, non ci ho pensato due volte, ho accettato subito, lui è uno dei miei miti!”

E gli altri quali sono, quali artisti ti hanno influenzato maggiormente?

Devo dire che ho iniziato ad ascoltare musica con i dischi che trovavo in casa, quelli dei miei fratelli, e quindi ho amato artisti come Simon & Garfunkel, Pat Metheny, Pastorius, Joni Mitchell, i Queen, Santana e poi tanto jazz.

Tu hai studiato giurisprudenza poi la musica ti ha carpita, ricordi le prime esibizioni?

Si è vero da avvocato a cantante. Il mio esordio lo ricordo eccome tenevo concertini sulle lunghe tratte delle corriere blu, travestita da Paul Simon, tra paesaggi e formaggi! Un periodo che ricordo volentieri.

Oltre alla musica com’è Valeria Rossi?

Da bambina aspiravo al Nobel ma non di dico per cosa. Mi definisco un introversa attiva, che studia canto e legge molto e tutto voracemente ed in più scrivo canzoni

Una grande “opera prima” che Valeria sta portando in giro per l’Italia, in concerto, unendole sue canzoni alle immagini con in più qualche cover, visto che il suo repertorio per il momento è racchiuso nei pezzi del suo album.

di Gino Steiner Strippoli