Una volta, una sola

maggio 23, 2004 in Libri da Redazione

Titolo: Una volta, una sola
Autore: Charlie Boxer
Casa editrice: Neri Pozza Tascabili
Prezzo: € 7.50
Pagine: 158

Ambientazione ed epoca sono semplici espedienti dietro i quali si cela un romanzo che non ha nulla da invidiare a Goethe.

Una volta, una solaEdimburgo, inizio anni ’90. Una vicenda sentimentale come tante: lui ama, lei forse. Ingannevole è il cuore quando vuole essere ingannato e lo è – a maggior ragione – quando innocente.

Il protagonista di Una volta, una sola di Charlie Boxer è un giovane Werther contemporaneo pervaso da un concetto cristiano e sublime dell’amore in cui è più importante dare che ricevere; la trama si svolge in forma epistolare e – di lettera in lettera – affrontiamo tutti gli stadi della conoscenza, del sentimento e dei gesti che acquistano un significato particolare una volta intinti nei sogni.

L’atmosfera è rarefatta supportata da stile e linguaggio ottocenteschi poiché l’amore – a diciotto anni – deve apparire assoluto ed inimitabile, meglio se non del tutto ricambiato e propenso all’idealizzazione della persona amata.

Da leggere con la consapevolezza del saperlo autobiografico, supportato dall’attenta traduzione di Ada Arduini. Ennesima conferma della lungimiranza della casa editrice Neri Pozza la quale, negli ultimi anni, ha pubblicato gemme quali: “L’uomo che non poteva morire”, “Perché nessuno parla di cose meravigliose” o “Il Club Gabriel”.

Probabilmente, però, mai prima d’ora si erano toccate vette liriche così alte:

L’amore è come un film, una sequenza coerente che è possibile seguire; si ride, si piange seguendo la storia e ci si dimentica di sé! Dimentichi che non stai facendo niente. Tutto ciò che conosci ma che non hai mai saputo come esprimere, improvvisamente ti parla. La lingua diventa un linguaggio nuovo!

Boxer ha una delicatezza particolare per il dettaglio emotivo di cui riesce a restituire l’intensità soffermandosi sulla motivata ingenuità del protagonista del quale cogliamo – facendole nostre – ferite e indecisioni, risoluzione e debolezza.

Il bilico su cui si muovono le pagine è tipico di un sentimento che rende psicologicamente vivi come l’amore infliggendo – allo stesso tempo – pene crudeli che solo il tempo sa misurare e, a volte, lenire.

di Emanuela Borgatta