Un ‘giallo’ dietro le sbarre

ottobre 24, 2002 in Libri da Sandra Origliasso

32274(1)Rappresaglie contro i manifestanti, messi in fuga dal fumo dei lacrimogeni e dai manganelli della polizia. Ancora immagini sui TG nazionali di cortei formati da centinaia di persone che alzano i palmi aperti imbiancati. Sono episodi a cui ci hanno abituato i mass-media durante il G8 di Genova, quando è stato ucciso il giovane Carlo Giuliani. Ma quante persone si trovano a subire la violenza altrui? Molte. Il carcere nell’accezione più ampia del termine, è il tema che Massimo Carlotto affronta nel libro “Il maestro di nodi” (e/o edizioni) esemplificato nella battaglia condotta da un inedito trio di ex-carcerati formato da un vecchio gangster, che sembra uscito dal film “Il Padrino”, il proprietario di un locale e un anti-global pacifista.

L’indagine che accettano di compiere nell’ambiente sadomaso, a seguito della scomparsa di una donna, è solo un pretesto per smascherare una giustizia corrotta che non esita a ritorcere la legge contro io cittadini stessi, scatenando i peggiori impulsi. Lo scrittore padovano, infatti, costruisce un “giallo sociale” indirizzandolo verso uno sviluppo il cui scopo non è solo quello di denunciare ogni tipo di violenza, ma anche comprenderne i meccanismi. Personaggio chiave di un percorso sorretto da un ritmo rapido, che si snoda nelle principali città del nord Italia, tra cui Torino, è Max la memoria. Sarà proprio quest’ultimo a possedere la sensibilità necessaria per collegare fra loro i fatti mettendo gli amici sulla pista giusta. Una ricerca all’uomo, il maestro di nodi, la cui chiave sta nella rete di internet e con la quale Carlotto non delude, dimostrandosi per l’ennesima volta attento osservatore dei temi sociali, gli stessi con i quali ci aveva già abituato ne “Le Irregolari” e “Il fuggitivo”.

di Sandra Origliasso