Toro, torna l’allarme influenza

marzo 6, 2002 in Sport da Giovanni Rolle

Veronese di nascita e cresciuto calcisticamente con i colori dell’Hellas, per Stefano Fattori la sfida di domenica fra Torino e Chievo sarà quasi un derby. Per il trentenne libero granata, che fece il suo in serie A proprio con la maglia del Verona nel 1996 a San Siro contro il Milan, nella città di Giulietta esiste un’unica entità calcistica: l’Hellas.

“Sono cresciuto con la realtà Verona ed è logico che per me esista solo quella”, spiega Fattori, il quale spende tuttavia parole di ammirazione per il “miracolo” Chievo: “Alla società di Campedelli posso fare soltanto i complimenti. In questi anni il Chievo è cresciuto tantissimo, grazie ad una politica oculata, senza follie o ribaltoni. Tuttavia, per quanto il Chievo sia una bellissima realtà, dovrà sempre fare i conti con la storia del Verona”.

Fra Torino e Chievo esiste una recente ma fiera rivalità, che risale ai tempi del pareggio strappato dagli scaligeri al Delle Alpi contro un Toro impegnato nella lotta per salire in serie A, nel finale della stagione 1997-’98. La determinazione e l’aggressività con cui i veneti, che non avevano particolari obiettivi di classifica da raggiungere, affrontarono quella partita, apparve strana in casa granata, al punto da indurre il sospetto che i calciatori del Chievo intendessero fare un favore al Perugia, concorrente dei granata nella volata promozione. Ombre che lo stesso Fattori, che era in campo in quella partita, preferisce scacciare definitivamente: “Il Chievo fece semplicemente il proprio dovere sportivo, tirare in ballo delle altre cose non avrebbe senso. Ormai si tratta di un episodio lontano, piuttosto noi del Toro dovremo cercare di rimediare la brutta figura dell’andata. In quell’occasione ce la cavammo fino al loro primo gol, poi commettemmo l’errore di sbilanciarci e perdemmo 3-0”.

Rispetto all’andata, il Torino ha cambiato impostazione di gioco e migliorato sensibilmente la propria classifica. Per questo Fattori si augura che domenica prossima sia un’altra storia, anche se ritiene molto insidiosa la formazione di Del Neri: “Anche se il Torino è più solido e concreto sarà comunque una partita molto difficile. Loro sfruttano molto bene il gioco sulle fasce e sono pericolosi anche sui calci piazzati, che Corini sa calciare molto bene. Inoltre, sfaterei il falso mito che il Chievo stia mollando dopo un ottimo inizio di campionato. Senza dimenticare che la tragedia di Mayelé potrà costituire per loro uno stimolo in più. A Torino molti sognano l’aggancio al Chievo. Più concretamente, dovremo cercare di guadagnarci la salvezza il più presto possibile e solo allora potremo pensare ad un traguardo più ambizioso”.

Intanto in casa granata torna l’allarme influenza. Ieri Lucarelli e Delli Carri sono stati bloccati a casa da qualche linea di febbre. Ha disertato la seduta di ieri anche il terzo portiere Paletti a causa di una distorsione al polso sinistro.

Nel frattempo, sono molti i calciatori granata in scadenza di contratto. Mazzola, ieri presente ad Orbassano, ha rimandato ogni discorso su eventuali rinnovi alla seconda metà di aprile. Unica eccezione il caso Asta, con il quale è già stata avviata una trattativa per il prolungamento.

di Giovanni Rolle