Toro-Atalanta, ultimo appello

dicembre 2, 2002 in Sport da Giovanni Rolle

Volti tirati e facce funeree, questo è il ritratto del day-after granata dopo la disfatta di domenica scorsa, che ha scatenato la reazione furiosa dei tifosi, con i giocatori ed i dirigenti torinisti asserragliati all’interno del Delle Alpi per oltre due ore. La disastrosa sconfitta interna subita dalla squadra di Prandelli, autentica bestia nera dei granata nelle ultime stagioni, non è costata il posto a Renzo Ulivieri, che rinane sulla panchina granata nonostante le voci su un imminente ritorno di Giancarlo Camolese e benchè il rendimento della squadra con il tecnico toscano alla guida sia ancora peggiore rispetto alla gestione del suo predecessore. Per il momento, le uniche novità in casa granata sono la nomina di Renato Zaccarelli a team-manager della squadra, carica che era stata affidata provvisoriamente al segretario Bizzarri (il baffuto ex capitano conserverà tuttavia anche le funzioni di responsabile del settore giovanile), e la decisione di portare i giocatori in ritiro a Salice Terme, nei pressi di Voghera, fino a sabato. Una decisione presa per favorire la concentrazione in vista dello scontro fra squadre disperate con l’Atalanta ma anche, molto probabilmente, per timore di ulteriori violente contestazioni.

“La scelta del ritiro non è stata imposta dalla società, bensì decisa collegialmente da tutte le componenti del Torino, compresi, naturalmente, gli stessi giocatori”, ha voluto spiegare Sandro Mazzola in una conferenza stampa indetta dallo stesso ds granata nella sede del Torino Calcio, in via Del Carmine.

“In questi casi non rimangono che due strade, – ha continuato poi lo stesso Mazzola – o scappare oppure prendere la situazione di petto, ed io non sono uno a cui piace tirarsi indietro. In questo momento il Torino si trova nella m…, e dalla m… si esce solo grazie allo sforzo di tutti”.

Il ds torinista non risparmia l’autocritica: “Evidentemente abbiamo operato delle scelte di mercato sbagliate, per quanto noi crediamo ancora che questo gruppo di giocatori sia valido e possa ancora salvarsi. Questo non vuol dire però che la squadra non verrà rinforzata alla riapertura del mercato a gennaio”.

Mazzola risparmia invece qualsiasi critica ad Ulivieri, il quale domenica è stato per la prima volta oggetto dei cori ostili della Maratona: “Ulivieri è un ottimo tecnico, che sta lavorando con competenza e passione”.

In merito alla contestazione dei tifosi, esasperati dai continui risultati negativi della squadra, Mazzola chiede ai supporters granata un ultimo sforzo di pazienza: “In questi due anni trascorsi a Torino ho capito cosa significa essere tifoso del Toro, cosa che in precedenza non avevo ancora appreso appieno, vivendo in un’altra città. Ai nostri tifosi mi sento di chiedere una sola, ultima, cosa: altri novanta minuti. La gara di domenica prossima contro l’Atalanta sarà per noi la partita della vita o della morte. Un risultato positivo ci permetterebbe di sopravvivere e di continuare a lottare, da qui è scaturita la decisione collegiale di andare in ritiro”.

Alla conferenza di ieri pomeriggio ha partecipato anche Attilio Romero, il quale domenica sera aveva rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di presidente, le quali sono state respinte da Cimminelli: “Il mio era un atto dovuto, dopo una simile umiliazione, non solo sportiva, che ha macchiato la gloriosa storia del Torino. Ritirarsi e tornare a fare il semplice tifoso, in un momento come questo, sarebbe comodo ma anche da vigliacchi”.

di Giovanni Rolle