Torino incontra il mondo ortofrutticolo

aprile 19, 2007 in Attualità da Claris

caat fruttaTorino per tre giorni torna al centro dell’attenzione mondiale e questa volta per un importante congresso del settore agro-alimentare. Da oggi a sabato, infatti, si svolge presso il centro di Torino Incontra la WUWM Conference. Si tratta dell’annuale simposio dei gestori dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso.

La World Union of Wholesale Markets (WUWM), cioè l’Unione Mondiale dei Mercati all’Ingrosso, riunisce centinaia di enti gestori dei centri agroalimentari e dei mercati all’ingrosso di oltre 40 Paesi sparsi nei 5 continenti. Si è costituita ufficialmente nel 1958, dopo che un primo congresso ne aveva gettate le basi nel 1955, e ha sede in Olanda, a The Hague. Negli ultimi anni ha conosciuto uno sviluppo particolarmente significativo, culminato nel 2005 con l’apertura ai mercati al dettaglio, in un’ottica di integrazione di filiera sempre più stretta. La mission che si è data la WUWM è quella di promuovere il ruolo essenziale dei mercati all’ingrosso e al dettaglio nel garantire la migliore efficienza ed efficacia della distribuzione dei prodotti agroalimentari freschi, con il mantenimento di prezzi competitivi e qualità elevata sia riguardo alla merce che riguardo ai servizi. L’attività della WUWM si esplica attraverso momenti di confronto tra i soci, nei quali vengono scambiate le esperienze, fatte circolare le informazioni, approfonditi i problemi ed elaborati standards comuni su singoli aspetti, e attraverso una promozione e una rappresentanza esterna, in particolare verso le istituzioni nazionali ed internazionali, quali ad esempio la Commissione Europea. Igiene e sicurezza degli alimenti, tracciabilità, buone pratiche gestionali, marketing, promozione di una sana e corretta alimentazione, sostenibilità ambientale sono solo alcuni dei temi che impegnano la WUWM nei gruppi di lavoro e nei consueti convegni che si tengono tutti gli anni in primavera e autunno nei vari Paesi membri.

Dopo Firenze 1999 e Roma 2004, per l’Italia è di nuovo il momento di offrire ospitalità alla WUWM, ed è proprio Torino a farlo, fino al 20 aprile prossimo. L’Italia, del resto, specie in questi ultimi anni, ha avuto un ruolo significativo nella scelta di un efficace modello gestionale adottato per i mercati e centri agroalimentari, a seguito del Piano Mercati finanziato dalla legge 41 del 1986 e giunto a regime con i primi anni del Duemila che ha suscitato apprezzamento ed interesse presso i soci di tutto il mondo.

I temi trattati in questi giorni di conferenza e simposi riguardano gli aspetti tecnici della gestione dei centri agro-alimentari all’ingrosso, il rapporto con il territorio e le comunità locali sia sotto l’aspetto economico-sociale che sotto quello urbanistico-logistico. Si pensi alle funzioni dei centri agro-alimentari per quanto riguarda la tutela della qualità delle derrate, della sicurezza alimentare, della formazione dei prezzi, delle ripercussioni occupazionali sull’indotto.

Torino è la sede ideale per l’approfondimento di queste tematiche sia perché ospita uno dei più moderni centri agro-alimentari italiani, sia perché Torino ed il Piemonte rappresentano una delle esperienza più felici di scambi tra il commercio all’ingrosso e quello al dettaglio, costituito prevalentemente da mercati sull’area pubblica.

Il Centro Agro-alimentare di Torino ha saputo sfruttare al meglio e in pochi anni le possibilità offerte dalla riforma legislativa del settore mercatale, che hanno indotto una vera e rivoluzione, creando nuove attività di crescita e sviluppo per gli operatori del settore. Per un precisa scelta della Città e della Camera di Commercio di Torino, e a differenza di altre realtà, nel suo consiglio di amministrazione sono rappresentati tutti i soggetti coinvolti nella struttura, ovvero, i grossisti, gli acquirenti e i produttori.

Il successo del Caat pone oggi all’attenzione degli operatori nazionali e internazionali l’opportunità di un’analisi dei criteri vincenti per realizzare una moderna piattaforma che raccolga e distribuisca su scala sovra-regionale, in modo efficiente – rapido, capillare, economico, sicuro – grandi volumi di prodotti ortofrutticoli freschi, e tuteli, attraverso un innovativo modello di estesa compartecipazione tra pubblico e privato, tutti i protagonisti della lunga filiera di intermediazione e di logistica che lega produttore e consumatore e, con loro, qualità e prezzo.

Nei tre giorni del meeting, il dibattito affronterà i temi inerenti al ruolo e alle funzioni di un moderno centro agro-alimentare, e i tanti aspetti che rendono questo complesso intreccio di attività produttive, amministrative, logistiche, distributive e merceologiche uno straordinario punto d’incontro d’interessi economici, sociali e culturali in continua evoluzione. Si parlerà, dunque, di rapporti tra mercato all’ingrosso e produzione agricola in una logica di integrazione e professionalità, di evoluzione della logistica nei moderni centri agro-alimentari all’ingrosso, di sicurezza alimentare e certificazione, di mercati al dettaglio come opportunità di investimento e rinascita per la città. Il tutto, ovviamente, filtrato attraverso l’esperienza del Centro Agro-alimentare di Torino, il cui Presidente, Antonio Carta, con il Presidente dell’italiana Mercati Associati, Ottavio Guala, ed il Presidente Donald Darnall, Chairman dell’Organizzazione, sarà il personaggio di spicco della conferenza.

Il Caat di Torino rappresenta la versione, in chiave moderna e in scala non più solo locale, del vecchio e glorioso mercato ortofrutticolo di via Giordano Bruno, di cui ha raccolto l’eredità nel 2002, nella nuova sede di Grugliasco, accanto al Sito di Orbassano, in un’area di interscambio del trasporto gomma-rotaia rivelatasi subito uno dei punti di forza della nuova struttura mercatale. In 170 mila metri quadri coperti, il Centro accoglie 105 imprese grossiste, 300 produttori locali, 40 cooperative di facchinaggio e ogni giorno viene raggiunto da 4000 clienti grossisti e da 900 camion e tir divisi tra clientela fornitrice e clientela acquirente. Tutti i giorni, per 24 ore al giorno, raccoglie e porta sulle tavole di milioni di cittadini del Piemonte, della Liguria, della Val d’Aosta e delle più vicine regioni francesi, 1800 tonnellate di prodotti della terra sempre freschi, vari, di qualità e a prezzi contenuti, nonostante l’adozione di protocolli sempre più severi e costosi nel garantire l’innocuità degli alimenti e la salute dei consumatori.

Dal Caat transitano ogni anno 6 milioni e trecentomila quintali di frutta e verdura, per un fatturato che supera i 500 milioni di euro.

“Il Caat – riassume il Presidente, Antonio Carta – è un motore di attività economiche strategico per lo sviluppo di un vasto territorio, l’occupazione di migliaia di addetti, e la stessa qualità della vita. Testimonia nel modo più calzante l’importanza di queste moderne piattaforme alimentari, che oltre a garantire la qualità del prodotto attraverso il controllo della filiera, vigilano anche sull’evoluzione dei prezzi, un servizio importantissimo per il consumatore. In un periodo particolarmente ricco di allori per il Piemonte e la sua capacità di organizzare e fare impresa, si tratta, dunque, di un altro settore in cui la nostra regione fa scuola. E questa valutazione positiva dell’intero sistema torinese, così come risulta dall’immagine vincente della stagione olimpica – conclude Carta – è uno dei principali motivi che hanno indotto il Consiglio del Wuwm a scegliere Torino come sede del congresso”.

Per informazioni

www.wuwm.org

www.caat.it

di Claris