Tesori da scoprire a Firenze

maggio 23, 2001 in il Traspiratore da Redazione

Il Chiostro dello Scalzo

Passeggiando nei pressi di piazza San Marco si incontra via Cavour. Già detta, nei tempi antichi, via Larga per la sua ampiezza notevole rispetto alle strette vie della Firenze medievale, si collocava alla “periferia” del nucleo antico della città. Anche per questo motivo nel sec. XV vi si insediarono i Medici, una casata originaria del Mugello, più “giovane” rispetto alle famiglie nobili fiorentine. La strada è costellata da edifici medicei: in primo luogo il palazzo Medici–Riccardi, ora sede della Provincia;in piazza S. Marco la Chiesa omonima, ristrutturata e ampliata da Cosimo il Vecchio ed infine il Casino Mediceo, ora sede della Corte d’Appello. Meno noto, a fianco del Casino Mediceo, è il Chiostro dello Scalzo. L’edificio è poco appariscente, quasi schiacciato dall’esteso prospetto della Corte d’Appello, ma presenta una facciata che rimanda ad un luogo di culto.

Il Chiostro dello Scalzo precedeva, infatti, la Cappella appartenente alla “Compagnia dei disciplinati di S. Giovanni Battista o della Passione di Cristo”, fondata nel 1376. Esso è detto dello Scalzo perché il portacroce della Compagnia soleva andare alle processioni a piedi nudi. Le confraternite ebbero una grande diffusione soprattutto dopo la Controriforma. Anche Firenze è disseminata di edifici appartenuti a compagnie religiose, spesso di dimensioni contenute: piccoli gioielli di un’architettura barocca ormai non più guida delle vicende artistiche italiane.

La Compagnia di San Giovanni, dapprima ospitata in un’altra chiesa, acquista tra il XV ed il XVI secolo un orto dai padri celestini di via S. Gallo, sul quale edifica il complesso religioso. La sua storia termina nel 1785, quando la compagnia viene soppressa ed il Granduca Leopoldo vende i locali. Dalla vendita viene però risparmiato il Chiostro, l’unica parte che ci è pervenuta.

L’orario di apertura ridotto e la collocazione in una parte di via Cavour adibita piuttosto ad uffici lo rende una meta turistica minore, ma non per questo meno suggestiva. Entrando dal piccolo portone si giunge, attraverso un corridoio, al chiostro vero e proprio. Improvvisamente ci si trova in un piccolo paradiso di pace e silenzio, lontano dal traffico della strada. La composizione architettonica ed i dettagli decorativi rimandano immediatamente ad influenze sangallesche (il chiostro presenta, infatti, molte analogie col cortile di Palazzo Gondi, edificato da Giuliano da Sangallo), mentre gli affreschi alle pareti sono opera in massima parte di Andrea del Sarto, grande artista fiorentino a metà tra Rinascimento e Manierismo.

La particolarità degli affreschi è che sono eseguiti a monocromo, utilizzando cioè una sola tinta nelle varie sfumature tonali. La pittura rimanda quasi ad un’imitazione della scultura, e questa scelta, in uno spazio così “ristretto”, sortisce un effetto molto particolare. Il tema rappresentato sono, data la titolazione della compagnia, le storie di S. Giovanni Battista, sviluppate in 16 quadri su tutti i lati del chiostro.

Furono eseguite in un arco di tempo abbastanza lungo, dal 1509 al 1526. Andrea del Sarto, che apparteneva alla compagnia stessa, interruppe più volte i lavori; addirittura nel 1517, partito per la Francia, affidò l’opera ad un suo allievo, il Franciabigio, che eseguì due scene mantenendo però la cifra stilistica del maestro.

In questo lavoro Andrea del Sarto mostra la sua assoluta padronanza del disegno, secondo la migliore scuola pittorica fiorentina; egli riesce a fondere con grande maestria architetture, figure e spazi (ricordiamo ad esempio la decorazione a trompe l’oeil delle paraste che incorniciano le scene). Nelle figure sono chiari i riferimenti alla possanza michelangiolesca, caratteristica che diverrà tipica per tutti i manieristi.

Il ciclo pittorico, esemplificativo in un certo senso del percorso artistico di Andrea del Sarto, servirà come riferimento per altri manieristi, che trarranno ispirazione dalla sua opera: per noi rimane certamente una testimonianza dell’eccellenza artistica del 1500.

Chiostro dello Scalzo

via Cavour, 69 – Firenze

Orario: lunedì e giovedì 9 – 13

Ingresso: gratuito

Informazioni: tel.055.238.86.04

Il Traspiratore – Numero 29

di Daniela Re