Tangenti

ottobre 3, 2002 in Racconti da Meno Pelnaso

Cari amici,

i giornali annunciano che, dopo il grande successo dei precedenti eventi, che hanno visto i protagonisti ottenere, per altro meritoriamente, gli onori e le critiche delle più importanti testate nazionali, siamo finalmente al via della nuova stagione con una nuova rappresentazione cittadina.

Vorrei sottolineare che, nonostante le puntate siano sempre numerose e alcuni copioni siano ormai già sfruttati e logori, si deve all’impegno di alcuni seri professionisti, sempre attivi nell’estenuante ricerca e sperimentazione di nuove forme espressive e nella rigenerazione di quelle classiche, che certe antiche consuetudini non siano ancora andate perdute.

Naturalmente non tutte queste fatiche riescono a raggiungere la notorietà, ma bisogna ammettere che la perseveranza meriterebbe sempre, quando possibile, un adeguato riconoscimento da parte degli organi competenti (es. Guardia di Finanza).

Si deve ammettere che molti lavori sono purtroppo ancora oggi sconosciuti al grande pubblico e, sepolti in piccoli circoli privati o amatoriali, non hanno ancora ricevuto il risalto loro dovuto, ma gli appassionati di questo genere non disperano che prima o poi qualche critico illuminato (delle Fiamme Gialle) non riesca a trovare e a portare alla ribalta anche opere moderne di qualche autore non ancora noto.

La stagione passata aveva ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica con la rappresentazione de “E.R., tangenti in prima linea”.

La trama riportata dalle testate cittadine, semplice ma efficace (un povero indifeso direttore generale di un noto ospedale si arricchisce intascando tangenti da imprenditori e pazienti), aveva coinvolto ed appassionato, dalle pagine dei giornali locali e nazionali, centinaia di cittadini, sani e non.

Si pensava, legittimamente, che in città, dopo un così travolgente ma estenuante impegno, ci si dovesse preparare ad una stagione mediocre e sottotono, per recuperare forze e sicurezza, e difficilmente ci fossero risorse ed energie sufficienti per mettere in scena qualche cosa di poco meno che interessante.

Invece, le nuove puntate de “Il buono, il brutto ed il geometra”, grazie alla lunga tradizione (sembra che siano molte le generazioni di tecnici coinvolti), all’esperienza maturata negli anni, alla funambolica fantasia mediterranea delle regie e alla professionalità dei gruppi che si alternano sulle scene, sembrano dare la sensazione che anche quest’anno gli spettatori paganti non potranno certo annoiarsi.

Brevemente, la trama è simile ad altre già lette, alcuni geometri dell’ufficio tecnico del comune, come indicato dalle agenzie, truccano gli appalti di alcuni lavori di manutenzione viaria per ricevere le tangenti da alcuni imprenditori.

Nonostante la povertà di innovazione del filo conduttore principale, sembra però che ci siano delle novità nei dettagli dell’interpretazione, ad esempio l’introduzione del “Forfait annuale”.

Per ora gli interpreti, come attori consumati, ma tutti sconosciuti al grande pubblico, lasciano trapelare lentamente i particolari delle future puntate. In compenso, come vuole la tradizione di queste imprese, il numero di protagonisti e comparse tende ad aumentare vertiginosamente.

Alcuni commentatori hanno fatto notare che alcuni indizi erano però già stati magistralmente seminati, a ben leggere tra le righe.

Infatti, lavori di manutenzione stradale, spesso inutilmente ripetuti, mai conclusi, eseguiti spesso in modo indecentemente approssimativo, e buchi che si moltiplicavano e si allargano come voragini nelle carreggiate e rimanevano aperti per settimane o mesi, apparentemente senza verifica tecnica, avevano da tempo stimolato le emozioni più represse dei cittadini e fatto sorgere il dubbio che dietro le quinte si stesse preparando una nuova scena.

Bisogna ammettere che da qualche anno ogni nuova stagione ha offerto nuove rappresentazioni capaci di destare la curiosità e a stimolare l’emotività di una sempre più grande fetta di pubblico contribuente.

Anche quest’anno l’interesse degli autori sembra rivolto indistintamente a tutti coloro che hanno rinnovato l’abbonamento (tasse), ovvero agli automobilisti, motociclisti, ciclisti o pedoni che siano, senza distinzione di categoria.

Speriamo che, come nella passata stagione, non si raggiunga la vischiosa noia delle “telenovelas” sudamericane, così cariche di tragicomici amori impossibili e di improbabili colpi di scena, ma, anche in questo caso, venga alla luce una nuova figura pubblica capace di rendersi protagonista, di animare con fantasia ogni episodio e di concentrare su di se i calorosi pensieri ed apprezzamenti dei cittadini, senza poi sottrarsi timidamente agli onori della giustizia.

Affettuosamente vostro

(Pelmo)

di Meno Pelnaso