Sulla via di Alessandro. Da Seleucia al Gandhara.

marzo 23, 2007 in Arte da Marcella Trapani

E’ stata inaugurata il 27 febbraio nella sede del Museo Civico d’Arte Antica di Torino di Palazzo Madama la mostra Sulla via di Alessandro. Da Seleucia al Gandhara che resterà nelle sale di piazza Castello fino al 27 maggio.

cacciatore a cavalloSi tratta di un percorso breve ma intenso nelle antichità dal IV secolo a.C. al III secolo d.C. al seguito della diffusione della cultura ellenistica in Asia, dopo la conquista di Alessandro Magno dell’impero persiano.

Il curatore della mostra, il prof. A. Invernizzi, è anche uno dei principali fautori della ricerca archeologica italiana in Oriente, iniziata nel 1959 con la fondazione del Centro Scavi e Ricerche Archeologiche in Asia dell’Is.M.E.O. Dopo le prime ricerche dell’Università del Michigan (1927-1937), gli scavi della Missione Archeologica Italiana in Iraq (1964-1976, 1985-1989) hanno permesso di riportare alla luce strutture abitative e artigianali, nonché i resti di un grande edificio pubblico che ospitava gli archivi cittadini, il più grande che si conosca nel mondo ellenistico, oltre a materiali che contribuiscono in maniera decisiva al recupero di oltre cinque secoli di storia del Vicino Oriente antico.

statua di afrodite

  • La mostra si snoda intorno agli oggetti rinvenuti dalle missioni archeologiche in Pakistan (l’antico Gandhara) e in Iraq (l’antica Mesopotamia) nel corso degli scavi effettuati a Butkara in Pakistan e a Seleucia in Mesopotamia. L’attività dell’Is.M.E.O. in complessi religiosi buddisti e, in particolare, lo scavo del monastero di Butkara permisero di acquisire nuovi dati archeologici proprio sulla prima comparsa e sulla diffusione dell’arte del Gandhara di raffigurazioni antropomorfiche del Buddha, debitrici nel modellato e nello stile delle figure apollinee greche. Frutto di quelle ricerche fu il rinvenimento di spettacolari rilievi in scisto con raffigurazioni del Buddha e di altri personaggi che rinviano alla cultura greca, iranica e scita, a testimonianza di una complessa realtà di interrelazione culturale. Oltre a questi reperti, già conservati presso i Musei Civici di Torino, la mostra presenta materiali provenienti da grandi raccolte sia italiane che straniere, quali il British Museum di Londra, il Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Vorderasiatisches Museum e il Museum für Islamiche Kunst di Berlino, ma anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo di Arti Orientali di Roma.

    tetradacma di lisimarco con testa.

  • Le due località evocate dal titolo dell’esposizione rappresentano i due poli estremi dell’impero alessandrino, l’Ovest e l’Est del mondo allora conosciuto. Seleucia fu fondata alla confluenza tra l’Eufrate e il Tigri nel IV secolo a.C. da Seleuco I Nicatore, primo re di Siria tra il 306 e il 281 a.C., di cui è esposto in mostra un busto proveniente dal Museo Archeologico di Napoli. La cultura e l’arte della Mesopotamia seleucide e partica furono profondamente influenzate dall’incontro con il linguaggio ellenistico e ne subirono il fascino. Gli oggetti esposti sono infatti messi in relazione tra loro proprio per stabilire dei punti di contatto per il visitatore tra arti pertinenti a civiltà in apparenza così distanti tra loro: ad esempio una statua di Venere, la cui iconografia risale al IV secolo a.C., è esposta a fianco alla statua di una divinità femminile dell’arte del Gandhara, fiorita nei primi secoli d.C. e influenzata anche da elementi iconografici e stilistici dell’arte ellenistica.

    Oltre a statue e rilievi da Seleucia, ci sono in mostra anche materiali inediti recentemente acquisiti dal Museo Civico d’Arte Antica, quali terrecotte, ceramiche, monete, oggetti in metallo o vetro.

    Sede: Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica – Piazza Castello – 10122 Torino

    Costo: 7,50 euro; ridotto: 6,00 euro.

    Ingresso gratuito il primo martedì del mese.

    Orari: da martedì a venerdì e domenica 10-18; sabato 10-20.

    Informazioni: tel. 011-4433501

    Sito internet: www.palazzomadamatorino.it

    di Marcella Trapani