Sri Lanka – L’isola di smeraldo

febbraio 18, 2001 in il Traspiratore da Redazione

C’è un’isoletta nel mezzo dell’oceano indiano, un piccolo angolo di paradiso nel quale il verde della vegetazione e il blu del mare si fondono per creare un’atmosfera molto suggestiva.

Troppo spesso considerata, a torto, come un’appendice dell’India, l’isola ha delle caratteristiche veramente uniche. Quella che segue è la proposta per un’intensa settimana di vacanza.

Cominciate il vostro tour dell’isola dalle città antiche, situate a nord della zona collinare. La prima tappa vi porta a Anuradhapura, capitale dell’isola per più di mille anni. In questa città si può ammirare il dagoba più antico dello Sri Lanka (Thuparama Dagoba), risalente al 244 a.C., e il Sacro Albero del Bo, l’albero più antico del mondo di cui sia stata comprovata l’autenticità. Con molto coraggio saltate su un autobus sgangherato e fatevi portare a Polonnaruwa, seconda capitale dell’isola; armatevi di bicicletta (se invece siete pigri, potete sempre prendere il tuc tuc…) e vistate lo splendido quadrangolo, ricco di monumenti molto suggestivi in ottimo stato di conservazione (nella foto il Gal Vihara). Una spettacolare fortezza rupestre vi aspetta a Sigiriya, la terza città antica. Qui, attraversando gli splendidi giardini d’acqua, arrivate alla base della famosa rocca. La scalata è piuttosto faticosa (i 1200 scalini non ve li leva nessuno), ma una volta arrivati in cima, il panorama ripaga ampiamente gli sforzi compiuti. A mezz’ora di autobus si incontra Dambulla, dove potete visitare il tempio rupestre, nel quale sono custodite più di 150 immagini del Buddha: coraggio, qui gli scalini sono solo 500! Sicuramente più riposante è Kandy, capitale della zona collinare che sorge sulle rive di un pittoresco lago. Se siete amanti delle reliquie, non potete non visitare il Tempio del Dente, che ospita appunto il sacro dente del Buddha.

A questo punto del viaggio, se non vi siete ancora fatti prendere da una crisi isterica, dovuta al caldo umido, in certi momenti della giornata veramente insopportabile, spostatevi verso la zona collinare. A Nuwara Eliya, situata a 1889 metri di altezza, potrete trovare, oltre a molte casette in perfetto stile inglese, le piantagioni del tè (uno dei prodotti più importanti per l’economia dello Sri Lanka) ed una vegetazione rigogliosa. Da qui comincia la discesa verso la costa meridionale dell’isola: durante il lungo tragitto, circa 250 km, fermatevi ad ammirare (tempo permettendo!) il villaggio di Haputale, appollaiato su un crinale così scosceso su entrambi i lati che da l’impressione di essere sospesi nel cielo. Proseguendo lungo l’unica strada asfaltata presente, si arriva alle cascate di Diyaluma, le più spettacolari dell’isola.

“E finalmente venne il mare!” Dopo tante fatiche, il meritato riposo sulle splendide coste sud-occidentali. Prima di stendervi in panciolle, però, dovete assolutamente visitare uno dei grandi parchi nazionali, dove potete ammirare, se siete fortunati (n.d.r.), elefanti, coccodrilli, leopardi, scimmie e un’infinita varietà di uccelli. L’azzurrissimo mare dello Sri Lanka può essere paragonato a quello delle Maldive: spiagge bianchissime, palme che si chinano sul lungomare formando una cornice incantevole. Unawatuna, con le sue mille locande sparse disordinatamente sulla spiaggia, vi incanterà di sicuro. Per gli amanti della subacquea, la barriera corallina è uno spettacolo da non perdere assolutamente. Se siete in vena di romanticismo, dovete assolutamente visitare Galle e fare una passeggiata sulle mura del forte al tramonto. E per finire, due parole su Colombo, la capitale dell’isola: non andateci!

 

“Lasciando l’isola di Andoman e navigando mille miglia, un po’ a sud-ovest, il viaggiatore raggiunge Ceylon, che è senza dubbio l’isola più bella del mondo”

Marco Polo

Il Traspiratore – Numero 25-26 

di Il gatto e la volpe