Squilli

ottobre 15, 2001 in Racconti da Redazione

Lo squillo del telefono, o del campanello? Citofono o cellulare?

La radio- sveglia segna le 13:07, rispondo al telefono e m’assicuro che qualcuno alla porta mi sta chiamando da un po’ di tempo, a dire dal nervoso stridio che esce dalla piccola cassa. Apro e trovo Fiammetta, scintillante come il suo nome: mi salta addosso e mi bacia come se mi stesse stuprando (non può restare ferma un attimo e continuare a tirar su con il naso?).

“Allora, come va Luca? Tutto bene, non t’ho svegliato vero? No, perché altrimenti me ne vado, ma è che non mi riesce di chiudere occhio: sono stanca ma non posso dormire.”

“Cominciamo col girare un po’ d’erba, tu metti su una bella tisana di marja e vedrai che ti senti meglio.”

Ad operazioni compiute io boccheggio sulla poltrona di fronte allo specchio, Fiammetta si fa un’altra pista di coca.

“Ma no, biascico io con la bavetta che mi cola dal lato sinistro del labbro. Ma allora a che caspita è servito il trattamento di poco fa…? Non puoi tirare di nuovo.”

“Scusa, ma è che proprio non riesco a dormire; non so cos’è, forse Riccardo, quel bastardo, ma dico, con tutte le puttane che ci sono in giro proprio con la troia mia migliore amica? Due persone a cui tenevo si sono volatilizzate in un momento: lui infedele, lei una vera compagna.”

Tutto ciò che giace sul pavimento viene calciato lontano dagli anfibi della ragazza che, infuriata, si scatena scagliando cuscini contro vasi, quadri sui lampadari, una camera distrutta.

Dopo altre cinque tisane speciali e tre cilum, Fiammetta barcolla verso il divano, vi appoggia le natiche, si sfila i vestiti e s’addormenta con addosso solo una maglietta del Hard Rock Cafè di Roma.

Io torno nel mio caldo letto, mi faccio avvolgere dalle lenzuola e mi rilasso fuso come un angioletto.

Qualcosa comincia a squillare: Telefono o citofono? Campanello o cellulare? Telefono: pigio il tasto rosso, si spegne; me la rido sotto i baffi e faccio l’amore con Fiammi semi- addormentata. Non ricordo se ho messo il preservativo, adesso lasciatemi dormire: ah, per favore, spegnete quella fucking sveglia: non sono neanche le sette di sera.

di Gianluca Ventura