SPORTiVì

giugno 21, 2001 in Spettacoli da Momy

Le passioni sono i soli oratori che persuadano sempre. Sono come un’arte della natura le cui regole sono infallibili; il più semplice degli uomini che nutra una passione è più convincente del più eloquente che ne sia privo. [La Rochefoucauld]

Permettetemi di prendere in prestito questa massima di La Rochefoucauld per introdurre il penultimo appuntamento di Parole Incrociate, dedicato al legame, sempre più forte, che unisce lo sport e la televisione. Per un momento vorrei dimenticare gli interessi finanziari che legano con un filo d’acciaio questi due mondi, e pensare solo alle emozioni che coloro che si occupano di sport in televisione sanno trasmettere a tutti noi.

Vorrei, anzi, fare un ulteriore passo indietro, alle parole, ormai entrate nella storia italiana “È Nicolò Carosio che vi parla”. Era appena finita la guerra, e tutte le radio (poche, per la verità) presenti in Italia si sintonizzavano, ogni domenica alle 14.30, sui secondi tempi del campionato di calcio. Nicolò Carosio ha tenuto compagnia per anni agli italiani, raccontando con classe, eleganza e tanta passione le vicende del Grande Torino, del Genoa, della Juventus di Boniperti, dell’Inter…

Una voce amica, che usciva da radioloni in mogano, con grandi altoparlanti nascosti da quelle tele bucherellate, che consentivano alla voce di espandersi per la stanza e di conquistare gli ascoltatori, facendo loro letteralmente “vedere” la partita. A quella di Carosio sono succedute altre voci indimenticabili: Nando Martellini, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, solo per citarne qualcuno.

Poi, all’improvviso, è arrivata la televisione, e i radiocronisti hanno dovuto trasformarsi in telecronisti. Non più un racconto dettagliato di ciò che accade sui campi di calcio, sulle piste di atletica, nei palazzetti dello sport, ma un mix tra informazione ed emozione, una trasmissione di sensazioni “vissute dal vivo”, con il pathos che solo la diretta di un evento può suscitare.

Le passioni sono i soli oratori che persuadano sempre: così, anche il più brocco degli atleti può diventare un eroe, se il cronista sportivo ci trascina nelle sue gesta, esaltandone lo sforzo, comprendendone le difficoltà, “posticipando” la vittoria sicura all’avvenimento successivo.

Mi chiedo se sarebbe stata la stessa cosa vincere il mondiale dell’82 senza la voce di Nando Martellini che ripeteva incessantemente “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo….”, o se, ripensando alle Olimpiadi e alla vittoria dei fratelloni Abbagnale, spinti al traguardo da un Galeazzi formato super, mi verrebbero ancora i brividi, come mi sta capitando ora mentre scrivo queste parole, senza Bisteccone al microfono…

E allora, viva la televisione, e, soprattutto, viva chi sa regalarci emozioni indimenticabili…

SPORTiVì

Info Point Università di Torino, venerdì 22 giugno 2001 ore 18.00

Ci sono tanti modi per raccontare lo sport in televisione. Superare la cronaca e le domande con risposta incorporata per trasmettere il pathos della performance, frugare nella memoria, cogliere la poesia del gesto, indagare leggende e debolezze umane: contromano rispetto alla corsa all’insulto ed al gossip, le nicchie di alto profilo sul piccolo schermo sono in espansione.

Intervengono: Nando Dalla Chiesa, Gigi Garanzini, Gianni Minà, Evelina Christillin

di Monica Mautino