Soffiava il vento del ‘68

dicembre 14, 2009 in Musica da Redazione

Luigi Tenco l’ha prefigurato, Paolo Pietrangeli l’ha accompagnato: due ghiotti doppi CD (con inediti) ne ripercorrono gli itinerari artistici.

Luigi Tenco, INEDITI, Ala Bianca 2009 (2 CD)

Paolo Pietrangeli, ANTOLOGIA, Ala Bianca 2009 (2 CD)

TencoDue recenti ed importanti produzioni dell’etichetta modenese Ala Bianca (già ripropositrice degli storici Dischi del Sole) ci offrono il fianco per riparlare di un momento-chiave della storia e del costume non solo nazionali. Di quella canzone d’autore che ne fu uno dei veicoli privilegiati. Ci riferiamo al ’68, nel cui affermarsi i due artisti oggetto dei due doppi CD hanno giocato un ruolo-chiave. Il primo, Luigi Tenco, ne è stato uno dei principali prefiguratori, e rimasto purtroppo tale in virtù della sua prematura scomparsa non ancora ventinovenne al Sanremo ’67. Il secondo, Paolo Pietrangeli ne ha invece accompagnato lo svolgersi da posizioni assolutamente schierate (la sua Contessa fu uno degli inni del movimento), dedicandosi col tempo anche a cinema e televisione (sua, fra l’altro, la regia del fortunatissimo Costanzo Show).

Ma procediamo con ordine. Dicendo subito che entrambe le opere si segnalano per la presenza di inediti. Che nel doppio CD dedicato a Tenco, come suggerito dal titolo, costituiscono il totale del materiale presente. Due i binari in cui si possono dividere i trentanove brani complessivi: gli inediti con la voce di Tenco, e quelli dovuti ad altri interpreti. Tra i primi, si segnala anzitutto il pezzo che apre la raccolta, quel Padroni della terra, già noto da tempo fra gli appassionati e una libera traduzione del celebre Déserteur di Boris Vian, canzone antimilitarista per antonomasia, che Tenco intrecciò con suggestioni provenienti da Masters of the War di Bob Dylan. Ci sono poi versioni alternative o diverse dalle ufficiali (nel testo, in genere) di brani anche molto noti come Quando, Se stasera sono qui, Ragazzo mio, Vedrai vedrai, nonché le trasposizioni in altre lingue di Un giorno dopo l’altro (quella in francese era la sigla d’apertura del celebre Maigret televisivo con Gino Cervi) e Ognuno è libero, due strumentali jazzistici che colgono un Tenco diciannovenne al sax alto (il jazz fu in effetti la prima passione del futuro cantautore) e un’intervista del ’62 con Sandro Ciotti.

I brani interpretati da altri si dividono a loro volta in due tranches: tre episodi nel primo CD in cui Massimo Ranieri, Stefano Bollani e Morgan propongono pagine tenchiane mai incise dall’autore (nell’ultimo caso si tratta di un’inattesa traduzione inglese di Vola colomba) e tutto il secondo CD con riletture di brani più o meno noti ma già editi in versione-Tenco, estrapolate da diverse edizioni del Premio Tenco (il cui responsabile artistico, Enrico De Angelis, è non a caso curatore del doppio CD). In particolare, l’edizione del 2007 che fu a carattere monografico cadendo a quarant’anni dalla morte del cantautore ligure-piemontese.

Sono diciassette brani in totale. Meritano una citazione almeno la spigliata Vita sociale di Simone Cristicchi, la cartavetrosa Mi sono innamorato di te di Alessandro Haber (con Locasciulli, non indicato, al pianoforte), La mia valle gustosamente manouche di Giorgio Conte, la versione in sardo della Ballata del marinaio di Elena Ledda, la raffinatissima Averti fra le braccia in jazz di Ada Montellanico (con Rava e Pieranunzi, qui, almeno annunciati dalla cantante) e, su tutte, la magistrale, evocativa, quasi solenne, Se sapessi come fai di Alice, in qualche modo fra Battiato e Milly, e l’essenziale quanto suggestiva Lontano lontano con cui Eugenio Finardi aprì il Tenco ’94.

Appartengono a quello stesso 1967 in cui Tenco decise di lasciarci, in un ideale passaggio di testimone da pre-68 a ’68 reale (e, per quanto ci riguarda, da prima a seconda raccolta), le più attempate canzoni dell’antologia di Pietrangeli (all’epoca appena ventiduenne), Il vestito di Rossini e Risoluzione dei comunardi, che ritroviamo in ordine sparso, visto che la scaletta di queste due ore e mezza di canzoni (quarantotto in tutto) non segue criteri cronologici. Si approda comunque al ’68 con tre brani, di cui due fra i più noti del cantautore romano, figlio del regista Antonio Pietrangeli (Adua e le compagne, Fantasmi a Roma, Io la conoscevo bene…), una quindicina di album all’attivo. Si tratta della citata Contessa (“compagni dai campi e dalle officine…”) e Valle Giulia, cui seguono, fra le altre, Mio caro padrone domani ti sparo, Era sui quarant’anni, Quelli che tricoloreggiano, Karlmarxstrasse, tutte scritte entro il ‘73, e poi Ho insultato il movimento, Franti Garrone Pinocchio e la fatina, La città volatile, L’alpino, Il sabato, Io ti voglio bene, tutte a cavallo fra anni Settanta e Ottanta, e poi ancora, dal ’96 in avanti, Pietralata ’96, Franco, Il cameriere, Come, Cinema 2, Lo sbaglio, Deadline, fino ai cinque inediti, tra i quali spiccano La questione meridionale, che riesce a risolvere felicemente un inevitabile didascalismo, e Fiore di Gaza, che chiude l’opera.

PietrangeliChi si occupa di canzone d’autore in maniera non episodica, non può lasciarsi sfuggire questi due lavori (fra i quali quello su Tenco, uscito a metà novembre in coincidenza con l’omonima rassegna, è entrato in fretta in classifica). Tutti gli altri non potranno che trovarvi uno spaccato quanto mai emblematico di uno snodo storico (e sue filiazioni, ovviamente) che ha cambiato senza ombra di dubbio la nostra storia. E che, rimanendo alla canzone d’autore di casa nostra, ha avuto tra i suoi alfieri i vari De André, Guccini, Lolli, De Gregori (tutti arrivano di lì), e chi più ne ha più ne metta.

Tracklist:

INEDITI TENCO

CD 1: Padroni della terra (Le déserteur); Se tieni una stella (M. Ranieri); No no no (S. Bollani); Darling Remember (Vola colomba) (Morgan); Quando; Il tempo passò; Come mi vedono gli altri; Se stasera sono qui; Quello che tu vorresti avere da me; Ragazzo mio; Non sono io; Ah l’amore, l’amore; Vedrai vedrai; Le temps file ses jours / One day is like another (Un giorno dopo l’altro); Cada uno es libre (Ognuno è libero); Io sono uno; Guarda se io; I Know, Don’t Know How / The Continental (Sestetto Moderno Genovese); Sandro Ciotti intervista Luigi Tenco

CD 2: Lontano lontano (V. Capossela); Ho capito che ti amo (R. Vecchioni); Vita sociale (S. Cristicchi); Quasi sera (Ardecore); Cara maestra (S. Shapiro); Se sapessi come fai (Alice); Mi sono innamorato di te (A. Haber); Uno di questi giorni ti sposerò (Skiantos); Angela (Têtes de Bois); La mia valle (G. Conte); Sa cantzoni de su marineri (Ballata del marinaio) (E. Ledda); Ballata della moda (G. Block); Se potessi amore mio (G. Balestrieri); Vorrei sapere perché (R. Gianco); Averti tra le braccia (A. Montellanico); Giornali femminili (P. Simoni); Lontano lontano (E. Finardi)

(fra parentesi i titoli originali dei brani tradotti e gli interpreti diversi da Tenco)

ANTOLOGIA PIETRANGELI

CD1: La città volatile (1979); La notte in cui mi tolsi l’armatura (1974); Contessa (1968); Io ti voglio bene (1984); Lo stracchino (1973); Paure, magari no (2009); Festa de L’Unità (1975); Karlmarkstrasse (1973); La leva (1969); L’alpino (1979); Ho insultato il movimento (1977); Il cameriere (2000); La questione meridionale (2008); Isole lontane (2004); Circonferenza (1998); Come (2000); Il vestito di Rossini (1967); I cavalli di Troia (1974); Il riflusso (1980); Mio caro padrone domani ti sparo (1969); Ahi che fatica mi costa (1979); Sanza (1976); Franco (1997); Addio padre madre addio (2009)

CD2: Dib
attito sulle sorti della sinistra… (2009); Valle Giulia (1968); Alle cinque prendo il tè (1978); Sirene (1989); Uguaglianza (1968); La star (1978); Franti, Garrone, Pinocchio e la fatina (1978); Il sabato (1980); La Roma (1979); Cinema 2 (2000); Cazzi tuoi (2008); Pietralata ’96 (1996); Deadline (2008); Il lavoratore della Rai (1988); Sul tram (2007); Il regista (2008); L’ultimo caffè (1977); Il paese (1980); Era sui quarant’anni (1969); Lo sbaglio (2006); Quelli che tricoloreggiano (1972); Il 23 Novembre 1980 (1980); Risoluzione dei comunardi (1967); Fiore di Gaza (2009)

(fra parentesi gli anni delle singole canzoni)

Links:

www.alabianca.it

it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Tenco

www.paolopietrangeli.org

di Alberto Bazzurro