Sillabari

dicembre 30, 2008 in Spettacoli da Roberto Canavesi

Paolo PoliTORINO – A settantotto anni suonati Paolo Poli deve avere fatto un patto con il diavolo, almeno a giudicare dalla vérve con cui da vita ai “Sillabari”, la strenna natalizia dello Stabile torinese in scena al Gobetti fino al gennaio: il tempo, è ovvio, passa anche per lui, e quello che una volta sarebbe stato un one man show, con l’artista toscano impegnato a occupare per intero la ribalta scenica, diventa ora uno spettacolo più corale dove il contributo dei quattro “boys”, Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberoni e Giovanni Siniscalco, è qualche cosa di più di un semplice corollario scenico.

Muovendosi in una scena impreziosita dai fondali colorati del mai troppo rimpianto Emanuele Luzzati, alternando con voracità i sempre splendidi costumi di Santuzza Calì, Poli “scarica” sul pubblico diciotto mini-storie, scelte tra quelle che Goffredo Parise scrisse dedicandone ognuna ad una lettera dell’alfabeto, e fermandosi a dire il vero alla S “nonostante i programmi, poiché la poesia mi ha abbandonato”: aneddoti o “poesie in prosa” per dirla con l’autore, in scena brevi storielle che Poli arricchisce ed alterna con canzonette storiche utili a contestualizzare il tutto in anni che spaziano dal pre al post secondo dopoguerra. Piccoli ritratti di umanità comune, lontani da pretese eroiche o tardo romantiche, per i protagonisti di queste storielle che nella loro leggerezza, aiutano a far riflettere su vizi e virtù di quell’agire umano che allora come oggi caratterizza la nostra quotidianità: dalle delusioni d’amore alle arrabbiature con una società non in grado di tutelare gli anziani, passando per la paure di uomini in cerca di identità ai bambini spiazzati di fronti all’ambiguità di un mondo che dovrà essere, negli anni a venire, la loro casa. Si ride, si diverte e si riflette, anche amaramente, sul tempo che fu in due ore che accompagnano la digestione delle abbuffate natalizie con un Paolo Poli forse meno “travolgente” del passato, ma sempre generosissimo e, soprattutto, eterna copia di quella maschera di ironia e dissacrazione che tanto lo ha fatto amare dal pubblico nel corso della sua decennale carriera.

Si replica al Gobetti fino al 6 gennaio.

Sillabari da Goffredo Parise: uno spettacolo delle Produzioni Teatrali Paolo Poli Associazione Culturale, con il contributo di Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo/Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo.

di Roberto Canavesi