Shan, il film del Laboratorio Musicale del Graal

aprile 4, 2007 in Cinema da Redazione

shanUn viaggio affascinante all’interno della cultura dei popoli naturali. Una ricerca, uno spettacolo di suoni, una riflessione sull’uomo. Shan è tutto questo. L’unione fra linguaggi artistici lo rendono qualcosa di più di un semplice documentario o di un videoclip. Grazie all’utilizzo di messaggi e tecniche emotivamente forti, il film punta al totale coinvolgimento dello spettatore per condurlo, scena dopo scena, musica dopo musica, alla ricerca delle radici comuni dei popoli e di un luogo leggendario. Rama.

Lo scopo di Shan è di far conoscere, e quindi dichiarare, l’esistenza dei cosiddetti “Popoli naturali”: i popoli nativi del pianeta, ovvero le etnìe fortemente legate alla realtà e alla cultura ben precisa di un territorio. In particolare si tenta di dimostrare un’origine comune anche al continente europeo, riconducibile alla cultura celtica. Un filo conduttore lega ancora le realtà presenti sul territorio europeo, da quella bretone, alla realtà delle tradizioni dei territori piemontese. “Il senso del viaggio è proprio questo,” commenta il regista Stefano Milla “riconoscere che tutti questi popoli hanno tratti e radici in comune, sebbene ognuno di loro sia fortemente identificato”.

E dunque il percorso narrativo del film si snoda attraverso le esperienze dei protagonisti presso le sedi ONU per la difesa dei popoli nativi, ma anche lungo i viaggi (dall’Australia, all’America, alla Bretagna) e i loro numerosi concerti. Interviste ai nativi di tutto il mondo, poesie, immagini di luoghi affascinanti e misteriosi, accompagnate dalla musica del Laboratorio Musicale del Graal sono gli elementi che accompagnano il pubblico in questo viaggio riflessivo. Alla fine, i cinque musicisti arriveranno con la luce del sole in un magico luogo del Piemonte, che con la sua testimonianza proverà ulteriormente l’esistenza di una cultura ancora vivida, in attesa di essere nuovamente rivelata.

Le musiche inoltre sono inedite. “La colonna sonora portante è stata scritta esclusivamente per il film,” sottolinea Luca Colarelli, del gruppo “ma c’è anche tanta musica dal vivo, eseguita su palchi internazionali. Shan, però, non è solo un film su un gruppo musicale”.

Infatti il film vuole anche essere il luogo di una ricerca. “Shan” è l’antico nome del Graal, ed è proprio la ricerca del Graal, inteso in senso simbolico, ad aver fatto incontrare i cinque componenti del gruppo. Il tutto si innesta poi nel mito della città di Rama, una città megalitica situata in Piemonte che, secondo la leggenda, sarebbe all’origine della tradizione celtica dell’Europa e custodirebbe il segreto del Graal.

shanSecondo le antiche cronache della Valle di Susa, Rama fu una città ciclopica, molto vicina ai modelli delle fortezze megalitiche peruviane e dell’Oceania. Le leggende, nei secoli successivi, aggiunsero che questa mitica città fu anche il luogo dove era conservato il Graal. Inoltre le sue mura sterminate si allungavano per circa ventisette chilometri e i suoi immensi portici in pietra si sviluppavano, per tutta la lunghezza della valle, sulla direttrice delle cittadine di Bruzolo-Chianocco-Foresto sulle rive del fiume Dora.

I cinque musicisti interpretano la leggenda di Rama, in una trasposizione simbolica ispirata a eventi straordinari collocabili nel passato mitico e arcaico dell’umanità, collegati a esperienze mistiche tipiche dei Popoli autoctoni dell’Europa. Il film lascia intravedere una vita parallela dei cinque protagonisti in bilico tra due mondi, tra passato e futuro. Accanto alle vicende vissute nel nostro tempo, il film mostra a tratti una dimensione parallela che porta a riflettere sulle antiche origini dell’Europa, su conoscenze solo apparentemente dimenticate, su antiche simbologie che si collegano alle tradizioni invisibili di tutti gli altri continenti.

In questo percorso i cinque protagonisti inseguono il mito di Rama alla ricerca delle sue tracce, seguendo il percorso dei luoghi megalitici del Piemonte. Il finale del film, e qui lasciamo la suspence, svelerà se riusciranno a trovare l’antica Rama o se il loro era solo un sogno.

Una serie di contenuti costituisce pertanto l’ossatura di Shan, che non possono risolversi in un’unica direzione interpretativa, o solo grazie ad un’unica espressione artistica.

Solamente la molteplicità e la sovrapposizione di forme sono in grado si svelarne l’intima natura.

SHAN

Il cuore antico dei popoli naturali

Un film di Stefano Milla

Protagonisti: i 5 componenti del Laboratorio Musicale del Graal:

Rosalba Nattero

Giancarlo Barbadoro

Luca Colarelli

Andrea Lesmo

Gianluca Roggero

Prodotto da: Ecospirituality Foundation Onlus – NGO in Consultative Statut with the United Nations

Distribuzione: R.Ven

Con l’incoraggiamento delle Nazioni Unite, Alto Commissariato per i Diritti Umani

Con il sostegno di: Film Commission Torino Piemonte

Con il Patrocinio:

  • Istituto Italiano di Cultura di Melbourne
  • Presidenza del Consiglio Comunale di Roma
  • Città di Torino

    Hanno collaborato:

  • Apache Survival Coalition, Arizona
  • Wiran Aboriginal Corporation, Australia
  • Menhirs Libres, Bretagna
  • Liberamente tratto dal libro “I Popoli naturali e l’ecospiritualità” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero con il contributo di Ola Cassadore

    PARTE DEL RICAVATO DELLA PREVENDITA VERRA’ DEVOLUTO

    AI POPOLI NATURALI PER LA DIFESA DEI LORO LUOGHI SACRI

    di Davide Greco