Settimana di fuoco per la Juve

ottobre 23, 2001 in Sport da Roberto Grossi

E’ iniziata una settimana di fuoco per la Juve, chiamata nell’arco di soli quattro giorni a un duplice impegno di grande spessore che potrebbe dare una sterzata decisiva (in un senso o nell’altro) alla stagione. Questa sera contro il Porto e sabato contro l’Inter i bianconeri si giocano infatti gran parte della credibilità acquisita in estate, al termine di una campagna acquisti che autorizzava i tifosi a inebriarsi dei sogni più rosei dopo le tante delusioni subite in questi ultimi anni sia in campionato che in Europa.

La lesione del crociato anteriore patita da Salas a Bologna (stagione finita per il cileno) complica però i piani di Marcello Lippi, già costretto a cercare la giusta quadratura ed equilibrio tra i reparti. Il tecnico, costretto ad andare avanti con soli tre attaccanti di ruolo (Amoruso rientra in extremis), preferisce comunque non parlare di Juve in emergenza: “La situazione è pesantina – scandisce alla lettera Lippi – ma evitiamo di fare drammi. Una grande squadra deve dimostrare di saper stringere i denti e affrontare con grinta tutte le situazioni, anche le più dure. Mi conforta constatare che il nostro gruppo è sereno e determinato, ovviamente dispiaciuto per l’infortunio occorso a Salas ma deciso a fare gruppo per battere il Porto. Una vittoria con i lusitani sarebbe la medicina adatta ai nostri problemi: ottenere la qualificazione al secondo turno europeo con una giornata di anticipo è il miglior toccasana a disposizione in questo periodo pieno di impegni”.

Un periodo massacrante come pochi altri, anzi come nessuno: “La disputa del girone eliminatorio di Champions League coincide giocoforza con un numero incredibile di impegni, sono le settimane più intensive di tutto l’anno. Per questa ragione a inizio stagione avevo formulato all’Uefa, insieme a Fabio Capello, una soluzione per alleviare gli sforzi: panchina lunga e possibilità di cambiare più di tre giocatori”.

Comunque sia, lo stop forzato del cileno obbligherà la società di Corso Galileo Ferraris a un ulteriore sforzo economico per sostituire il Matador. Lippi, al proposito, preferisce mantenersi sul vago: “Pensiamo anzitutto ai giocatori che abbiamo, nessuno ci costringe a comprare qualcuno a tutti i costi. Le alternative non mancano: potremmo adottare un altro modulo d’attacco, Nedved in appoggio a una punta sola ad esempio. Oppure, perché no, valorizzare qualche elemento delle giovanili”.

Nessuno però sembra dare molto credito a queste soluzioni alternative. Oltretutto, per quanto riguarda i giovani, Pericard non può essere utilizzato in Champions League in quanto iscritto nella “Lista B” e il solo elemento della Primavera che Lippi potrebbe aggregare è Romano, talento della formazione allenata da Gasperini ma ancora acerbo per i grandi palcoscenici.

Non resta quindi che affidarsi, come al solito, al d.g. Moggi e alla sua abilità nel destreggiarsi tra i meandri oscuri del calcio-mercato: le voci più accreditate danno per imminente l’arrivo di Maurizio Ganz.

Staremo a vedere, in ogni caso il Porto è dietro l’angolo: urge concentrarsi solo sul presente e su un undici che all’andata fece soffrire non poco una Juve formato mignon. Lippi ricorda bene l’incontro disputato al ‘Das Antas’: “Il nostro primo tempo fu inconsistente, loro ci misero sotto di brutto. Nella ripresa invece le cose andarono meglio e riuscimmo a portare a casa un pari prezioso. Non sottovalutiamo certo i portoghesi: il 3-0 con cui hanno travolto il Celtic la dice tutta sulla loro pericolosità”.

Il punto di riferimento per scardinare la difesa dei lusitani non può che essere Del Piero, in gran forma anche dialettica. Pinturicchio, costretto a portare un bendaggio alla mano sinistra causa frattura, ha risposto così a chi gli chiedeva di disputare almeno dieci gare consecutive a grande livello, come auspicato da Umberto Agnelli alla vigilia del match contro la Roma: “Dieci gare consecutive ad altissimi livelli è impossibile disputarle. Figuriamoci, non ci riusciva nemmeno Maradona…”.

Probabile formazione

Buffon; Tudor, Thuram, Montero, Pessotto; Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Nedved; Del Piero, Trezeguet. All. Lippi.

di Roberto Grossi