Scrivere è fatica

marzo 31, 2003 in Sudate Carte da Stefania Martini

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Molti sono i protagonisti della letteratura, classica o contemporanea, famosi e meno noti, che hanno intravisto nel sudore uno degli elementi fondamentali che caratterizza diverse tappe della vita dell’uomo. E al grido di ”Finché c’è sudore c’è vita” , che sembra sintetizzare bene il concetto espresso nella maggioranza delle opere in concorso, ecco una rapida carrellata.

I partecipanti al concorso “Sudate Carte” possono così scoprire di essere in buona compagnia………

Letteratura

[…]Quattro piani, il sottotetto, un cortile di fondo con la panetteria araba clandestina. Nei centosedici locali abitano piú di seicento persone. Un mondo. Un mondo fetido, senza igiene ne morale, pieno di topi, parolacce, sudore. E persone: operai, militari, arabi dall’eloquio contorto, venditori ambulanti, ladri, prostitute, sarte, portuali, gente di tutti i colori e di tutte le nazionalità. Ogni nucleo famigliare può permettersi una sola stanza, per l’acqua c’è un rubinetto a ogni piano, tanfo e sporcizia invadono scale e corridoi, l’afa è martoriante. Misere esistenze alle prese con la lotta quotidiana per rimediare un pasto, per trovare un lavoro, per pagare una medicina, per riuscire a sopravvivere. […]

Questo è il succo di Subore di Jorge Amado, Einaudi Tascabili, 1999.

Milano. Ore 8. Metropolitana che porta i pendolari dell’hinterland verso il centro. E’ maggio noltrato e già si notano le prime mezzelune di sudore sotto le braccia appese. Finestrini abbassati, ma l’aria sa già di rancido lì dentro. Fuori, un cielo terso e pulito. Si prevedono trentacinque gradi. Silenzio. […]

[…] Poi percepisce come un macigno lo sguardo di disapprovazione dei presenti. Delle perle di sudore brillano appena sopra il labbro superiore della indonesiana, che non si scompone. Volge lo sguardo altrove. Silenzio. […]

Barbara Bugazza, Brevi incontri metropolitani, 2002.

[…] I Creedence Clearwater revival attaccano con “have you never seen the rain”. Un salto all’indietro, alla meglio gioventù. Pioggia nella canzone, pioggia della fontana, pioggia di sudore. Bianco rosso e verde, e quest’acqua che nessuno tocca. Mi pare bello, poi, la canzone dei Creedence come inno nazionale. Si può anche tradurre in veneto :”Gheto mai visto ea piova”, e funziona anche in caso di secessione. […]

Emilio Rigatti, La strada per Istanbul, Editore Ediciclo, 2002.

[…] – Ora state a vedere l’incontro del patriarca San Giuseppe coi malandrini! – diceva don Angelino asciugandosi il sudore col fazzoletto da naso. E Trippa, il macellaio, picchiava sulla grancassa – zum! zum! zum! – per far capire che i ladri si accapigliavano con San Giuseppe. Le comari si misero a strillare, e gli altri raccattavano dei sassi, per rompere il grugno a quei due birbanti di Janu e di compare Cola, gridando:

– Lasciate stare il patriarca San Giuseppe! sbirri che siete! – E massaro Nunzio, per amore del cortinaggio, gridava anche lui che non glielo sfondassero. Don Angelino allora affacciò la testa dalla sua tana, colla barba lunga di otto giorni, affannandosi a calmarli colle mani e colle parole:

– Lasciateli fare! lasciateli fare! Così è scritto nella parte -. […]

Giovanni Verga, Il mistero, Novelle.

[…] Tutta la sua carne, quella ciccia che circondava la sua anima, ebbene, quella no, quella non sarebbe tornata a risorgere, e poi perché? Si chiedeva Pereira. Tutto quel lardo che lo accompagnava quotidianamente, il sudore, l’affanno a salire le scale, perché dovevano risorgere? No, non voleva credere nella resurrezione della carne. […]

Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, Feltrinelli, 1997.

Poesie

SAN FRANCESCO, DELICATEZZA… (Dino Campana)

San Francesco, delicatezza di sbirro, la luna non si stacca dal monte, Italia Giolittiana, frasaismo borghese imperialismo intellettuale, rospi, serponi e il domatore, ascelle di maestrine in sudore, zitelle mature coll’ombra distesa sul passo domenicale, Louis XIV (l’Italie c’est moi), sull’Arno secolare rigovernatura delle lettere, industrie del cadavere, onestà borghese, tecnica cerebrale, manuale del pellirossa.

Vo alla latrina e vomito (verità).

Letteratura nazionale

Industria del cadavere.

Si Salvi Chi Può

ARNAIE ‘NU NINNO CU’ SUDORE E STIENTE (Anonimo)

Arnaie ‘nu ninno cu’ sudore e stiente.

Ma lu veco ‘m putere a ‘nat’amante!

Nun è dulore chi perde pariente,

quant’è dulore chi perde l’amante.

Si sarria muorto, nun sarria niente:

ca quanno è vivo te passa pe’ ‘nnate!

LODE DEL DUBBIO (Berthold Brecht)

[…]

Veramente gli è difficile

dubitare di questo mondo.

Madido di sudore si curva l’uomo

che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo

che la propria casa si costruisce.

Sono coloro che non riflettono, a non

dubitare mai. Splendida è la loro digestione,

infallibile il loro giudizio.

Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.

[…]

A ME PARE UGUALE AGLI DEI (Saffo)

[..]

Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,

ho buio negli occhi e il rombo del sangue nelle orecchie.

E tutta in sudore e tremante,

come erba patita scoloro:

e morte non pare lontana a me rapita di mente.

LÙNIS (Pier Paolo Pasolini)

Timp furlan! Na scussa umida

di sanbùc, na stela

nassuda nenfra il fun

dai fogolàrs, na sera

pluvisina – un pulvìn di fen.

tai ciavièj o in tal sen

di un frut ch’al ven

sudàt da la ciampagna

ta la sera rovana.

[…]

di Stefania Martini